<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019</id><updated>2011-12-27T22:50:22.819+01:00</updated><category term='Calabriosfere'/><category term='RomanticTime'/><category term='Immigrazione'/><category term='&apos;Ndrangheta'/><category term='Giustizia'/><category term='Mine vaganti'/><category term='Good News'/><category term='TossiCalabria'/><category term='SS 106'/><category term='Dall&apos;Abruzzo'/><category term='Cronaca'/><category term='Video'/><category term='Antimafia'/><category term='Malasanità'/><title type='text'>FRANCESCA CAIAZZO</title><subtitle type='html'>"Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio"</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>86</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8509405110068600233</id><published>2011-12-26T18:03:00.004+01:00</published><updated>2011-12-26T18:10:33.179+01:00</updated><title type='text'>Un pensiero ai 5 ragazzi San Giovanni in Fiore</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DbBCWWGdmH4/Tvip4YLovaI/AAAAAAAAALw/MW0rZyJQRK0/s1600/1316_14_medium.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-DbBCWWGdmH4/Tvip4YLovaI/AAAAAAAAALw/MW0rZyJQRK0/s200/1316_14_medium.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690484915211648418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le uniche cose che conosco di loro sono i nomi e i sorrisi. I primi li ho appresi dall’ansa. I secondi li ho visti sulle foto che qualcuno ha voluto raccogliere insieme in un video struggente. Neanche 100 anni in 5. &lt;br /&gt;Frank, Robert, Emanuela, Domenico e Samuele non cresceranno più. Resteranno adolescenti per sempre. Nel cuore dei loro cari, ora straziato dal dolore, nei ricordi di chi li ha conosciuti e che forse col tempo diventeranno sempre più sfuocati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li immagino in quell’auto, felici perché è la vigilia di Natale. Hanno cenato a casa ognuno con la propria famiglia e poi via, magari a fare l’alba in compagnia degli amici. Ad aspettare un nuovo giorno senza la preoccupazione della sveglia che ti tira già dal letto. Domani è Natale e la vita sembra così lunga davanti ai loro occhi. &lt;br /&gt;Li immagino con lo stereo acceso a intonare insieme qualche canzone sovrastando la voce del cantante. Magari mandano proprio quel Vasco Rossi che ora li sta cullando in quel &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=LcBJNJ3Whh0"&gt;video&lt;/a&gt; che ha invaso le bacheche di facebook. &lt;br /&gt;Li immagino scambiarsi i regali, scartare quei pacchetti colorati mentre uno di loro fa il simpatico sulla scelta dei doni. Li immagino ridere mentre fuori piove e fa freddo. Mentre dai vetri appannati si intravede quel leggero manto bianco che ricopre il panorama attorno. &lt;br /&gt;Immagino lei sentirsi al sicuro con i suoi amici, i ragazzi più grandi. Quelli che hanno già la patente e che se vogliono possono anche andare a vivere da soli. Perché a 15 anni, con 4 ragazzi “grandi” non puoi non sentirti al sicuro. Anche in auto, di notte, sulla ss 107. E invece… Il curvone e poi la tragedia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restano le lamiere dell’auto contorte, i vetri rotti, le macchie sull’asfalto, i corpi senza vita. E lo strazio di otto genitori che piangeranno sulla bara dei loro figli.&lt;br /&gt;A me resta una infinita tristezza nel cuore. Ho due fratelli più piccoli di me. E il pensiero che potrebbe succedere a loro mi fa venire un vuoto nello stomaco. Uno ha 20 anni. Come i 4 amici grandi di Emanuela.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8509405110068600233?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8509405110068600233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8509405110068600233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8509405110068600233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8509405110068600233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/12/tragico-natale-san-giovanni-in-fiore.html' title='Un pensiero ai 5 ragazzi San Giovanni in Fiore'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DbBCWWGdmH4/Tvip4YLovaI/AAAAAAAAALw/MW0rZyJQRK0/s72-c/1316_14_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2099116277171771608</id><published>2011-12-20T10:59:00.008+01:00</published><updated>2011-12-20T16:16:46.150+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Lettera a Babbo Natale...e a Dio per conoscenza*</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-FI84GYpdIq4/TvCQTnyYMKI/AAAAAAAAALk/iS8LoDXm26k/s1600/Lettera%2Ba%2BBabbo%2BNatale%2Blr.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 197px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-FI84GYpdIq4/TvCQTnyYMKI/AAAAAAAAALk/iS8LoDXm26k/s200/Lettera%2Ba%2BBabbo%2BNatale%2Blr.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688204996141133986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'atmosfera non è quella di sempre. La tensione non si percepisce: si vede direttamente. Come nebbia fitta, da far invidia alla Padania. Copre i nostri sguardi e alimenta la rassegnazione. Forse anche un po' la rabbia. L'indignazione ormai non fa più rumore. Si assopisce tra i silenzi di chi invece di stare a guadare sarebbe deputato ad agire. Si sentono pochi voci che rompono il coro del silenzio. Sperdute, isolate. Ma non impaurite. Deluse,sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'omologazione da queste parti non è un rischio, ma un'esigenza. Se non fai quello che ti dicono (o che ti ordinano minacciosamente) sei tagliato fuori. Distrutto. Infangato. Annichilito. Mi sento persa in questo niente che ho intorno. Disorientata senza più fari da seguire. Se non quello illuminato dalla mia coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo sia uno dei Natale più tristi e avvilenti che Isola Capo Rizzuto ricordi. E la crisi qui, non è solo economica. E' etica e morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto l'albero, oltre ai regali dei miei cari, vorrei trovare un po' di speranza.&lt;br /&gt;Scriverò a Babbo Natale, l'unico in grado di potermela procurare.&lt;br /&gt;E a Dio per conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*"Lettera a Babbo Natale ... e a Dio per conoscenza" è un libro di Patrizio Righero e Ives Coassolo di Luserna San Giovanni (To)- Effatà Editrice&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2099116277171771608?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2099116277171771608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2099116277171771608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2099116277171771608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2099116277171771608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/12/isola-il-natale.html' title='Lettera a Babbo Natale...e a Dio per conoscenza*'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FI84GYpdIq4/TvCQTnyYMKI/AAAAAAAAALk/iS8LoDXm26k/s72-c/Lettera%2Ba%2BBabbo%2BNatale%2Blr.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1556280105675152929</id><published>2011-12-19T18:24:00.002+01:00</published><updated>2011-12-19T18:32:04.508+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrazione'/><title type='text'>Lezione di Natale</title><content type='html'>Di seguito la lettera che alcuni lavoratori di origine africana presenti a Rosarno hanno fatto pervenire al sindaco Elisabetta Tripodi, la quale ne ha reso pubblico il contenuto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cari fratelli e sorelle rosarnesi, siamo lavoratori africani di tante  nazionalità. Abbiamo voluto scrivere questa lettera per ringraziarvi  della vostra ospitalità. Poiché negli ultimi giorni si è    parlato molto di noi, abbiamo deciso di parlare in prima persona.  Malgrado la triste situazione che si è verificata due anni fa, che ha  fatto male a tutti, ci troviamo di nuovo insieme, nella vostra città e  sulla vostra terra.&lt;br /&gt;Quella situazione triste ce la portiamo nel  nostro cuore, così come voi nel vostro. Noi siamo persone come voi.  Vogliamo lavorare per vivere, come voi. Siamo in difficoltà quando non  c`è lavoro, come voi. Emigriamo per trovare lavoro come tanti di voi in  passato e ancora oggi. Abbiamo famiglie, madri, fratelli, figli, come  voi. Siamo qui per cercare una vita migliore, non per creare problemi.&lt;br /&gt;Per  questo vi diciamo che non dovete avere paura di noi. L`emigrazione è  una risorsa, economica, culturale… un`occasione di cui approfittare, noi  e voi. Chi in questi giorni ha parlato di noi diffondendo la paura è  responsabile per le sue parole. Noi non ci riconosciamo in quello che si  è detto su di noi. Se qualcuno tra noi sbaglia, fa soffrire noi più di  voi. Ma non vuol dire che tutti sbagliamo. Come quando un italiano  sbaglia, non tutti gli italiani hanno colpa. Approfittando di questa  occasione, noi immigrati, in particolare noi africani, vogliamo farvi  sapere che siamo qui per lavorare e partecipare allo sviluppo di questa  città e della regione e nel futuro partecipare alle sorti della nazione  italiana.&lt;br /&gt;Noi siamo fieri del nostro impegno e del nostro sudore.  Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Allora noi dobbiamo parlarci,  capirci e insieme riuscire ad andare avanti. Purtroppo le nostre  condizioni di vita non ci permettono di farlo. Dopo una giornata di  lavoro nei campi, abbiamo solo il tempo per fare un po` di spesa e  telefonare a casa e poi camminare a lungo fino ai luoghi in cui  dormiamo. Noi stiamo nelle case abbandonate, senza luce né acqua. E` una  vita molto dura, ogni giorno.&lt;br /&gt;Molti di noi non riescono a trovare  una casa in affitto. Facciamo appello alla vostra sensibilità e  intelligenza: siamo persone come voi, noi dobbiamo rispettare tutti e  tutti devono rispettare noi. Tutti insieme dobbiamo trovare una  soluzione perché ci possiamo integrare con tutti i cittadini – di  Rosarno, di Roma, del mondo…&lt;br /&gt;Auguriamo a tutti buon Natale e felice anno  nuovo.&lt;br /&gt;Lavoratori africani, cittadini del mondo, in Italia"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale a voi, fratelli africani.&lt;br /&gt;Grazie per la lezione di civiltà che ci regalate con queste poche e semplici parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1556280105675152929?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1556280105675152929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1556280105675152929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1556280105675152929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1556280105675152929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/12/lezione-di-natale.html' title='Lezione di Natale'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-5666250518211618278</id><published>2011-12-10T16:13:00.004+01:00</published><updated>2011-12-10T16:26:13.321+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Good News'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>ANCHE LEI HA SCOPERTO DI ESSERE MAFIOSA. E SCRIVE AL PREFETTO</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;Mal comune, mezzo gaudio. Mi consolo così. Sapendo che non sono la sola ad essere indignata. Anche Pina Asteriti ha voluto esprimersi in merito all'articolo apparso nei giorni scorsi sull'Independent nel quale si afferma che un blog&lt;span class="Apple-style-span" &gt; (&lt;a href="http://isolacaporizzuto.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;http://isolacaporizzuto.wordpress.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;, sul quale sia io che Pina scriviamo spesso, è in mano alla criminalità organizzata che lo usa per minacciare il Sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole. Pina ha inviato una lettera aperta al trisettimanale Il Crotonese, appellandosi al Prefetto di Crotone.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;Cara Pina, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;grazie, grazie, grazie e ancora grazie. Per il tuo coraggio, per la tua determinazione, per la tua incessante voglia di seguire quel sogno chiamato democrazia. Un sogno che qualcuno vuole infrangere, ma che noi difenderemo con le unghie e con i denti. Per la nostra libertà troppo volte violata, per la nostra speranza troppe volte soffocata. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;Il blog non detiene la verità assoluta, rappresenta un punto di vista, una forma di critica al governo isolitano e perché no, anche un tipo di satira graffiante: in quanto tale deve essere tutelato in quanto strumento di libera espressione del pensiero. Non solo del blogger, ma di tutto un paese ormai.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;Per leggere quanto scritto da Pina Asteriti basta&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:windowtext;text-decoration:none;text-underline:none"&gt;&lt;a href="http://isolacaporizzuto.wordpress.com/2011/12/10/eccellenza-prefetto-istituzione-nelle-istituzioni-lo-stato-siamo-noi/#comments"&gt;cliccare qui&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;...sempre che non temiate di leggere un blog di mafiosi ;).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-5666250518211618278?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/5666250518211618278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=5666250518211618278' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5666250518211618278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5666250518211618278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/12/anche-lei-ha-scoperto-di-essere-mafiosa.html' title='ANCHE LEI HA SCOPERTO DI ESSERE MAFIOSA. E SCRIVE AL PREFETTO'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8845850142155786680</id><published>2011-12-07T23:41:00.017+01:00</published><updated>2011-12-08T09:42:40.451+01:00</updated><title type='text'>NOI DELL'OTTAVO CORSO IN AREE DI CRISI</title><content type='html'>Era solo una simulazione. Ma un po’ d’ansia, probabilmente, l’abbiamo provata tutti. L’assalto ai mezzi, il rapimento, tutti a terra. Incappucciati. Nastro isolante ai polsi. Siamo stati rapiti, e io non ho neanche provato a scappare. Mi sono offerta nelle loro mani. Spaesata, disorientata. Dimenticando quanto dettoci al corso: il momento migliore per tentare la fuga è nell’immediatezza del sequestro, quando alta è la concitazione. Io invece me ne sono rimasta sul mezzo ad aspettare che mi venissero a prendere. Ci hanno portati lontano, in un immobile diroccato, umido, isolato. In quei momenti, se veri, conosceresti l’angoscia, la solitudine, la rabbia. Forse anche la follia.&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-PxoYxoKT9P4/Tt_t2VjzjEI/AAAAAAAAALA/DcnJ-RYvQGM/s320/_MG_5285.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683522772520897602" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px; " border="0" /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Tutti in una stanza, seduti sul pavimento grezzo, sporco. Fuori da quel sacco di tela sulla testa solo il silenzio. Solo quando hanno deciso che potevamo togliere il cappuccio abbiamo capito di essere ancora un gruppo, di essere ancora insieme. Spalle al muro e braccia in avanti con le mani giunte. Vi garantisco che stare in questa posizione per troppo tempo provoca dolore. Non puoi chiedere nulla all'inizio. E’ sempre no. Te le urlano addosso con forza quelle due dannate lettere: NO! Neanche fossi tu il criminale. Probabilmente ai loro occhi lo sei. “Loro” sono i terroristi islamici, coloro i quali non apprezzano l’invasione degli occidentali nella loro terra. Vogliono vendicarsi, forse. Vogliono far prevalere il loro credo, che ritengono buono e giusto. E per farlo non disdegnano la forza, la guerra, lo scorrimento di sangue. I giornalisti non gli stanno tanto simpatici.&lt;/div&gt;Lo ripeto era solo una simulazione. Ma solo l’idea, ora a distanza di un mese, mi fa rabbrividire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non puoi ridere, neanche per isterismo. Non puoi muoverti, neanche se senti un formicolio che sale su per le gambe. Non puoi guardarli negli occhi, in nessun caso. Non puoi fare alcunché. Mangi se lo vogliono loro e quello che vogliono loro. Bevi quando decidono di passarti una bottiglietta d’acqua, che magari dovrà bastare per tutto il gruppo. Quello che puoi fare è provare a renderti utile, ma senza infastidirli. Così poi magari puoi trattare con il capo per un po’ di cibo in più, per una coperta se hai freddo tu o qualcuno del gruppo, per poter andare al bagno. A me al bagno non mi ci hanno mandata. E stare seduti con la vescica piena non è piacevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-Wia832t1944/Tt_unCr1rPI/AAAAAAAAALM/Ynz8SkzVA30/s320/_MG_5404.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683523609267907826" style="float: left; margin-top: 0px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px; " border="0" /&gt;Non devi farli incazzare. Perché se ciò avviene è finita. E’ strano, ma è una questione di fiducia. E quando uno dei carcerieri ti gira le spalle, è inutile saltargli addosso provando a disarmarlo. Non sai dietro quella porta che ti divide dal mondo quanti altri uomini ci sono. A noi non è andata poi così male. Ci hanno solo fatto posizionare di nuovo con le braccia tese in avanti e le mani giunte, cappuccio di nuovo sulla testa e secchiate di acqua addosso. Poteva andare peggio.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Se sei donna l’umiliazione è garantita. Meglio non abbassare la zip della felpa se sotto hai una canotta. Potrebbero infastidirsi. Farsi venire strane voglie. Portarti in una stanza e… Ok, lo ripeto era solo una simulazione. Ma quello è stato il momento più tremendo. Io e il capo da soli. Messa all’angolo, le sue mani sulla faccia. E poi il silenzio. Ma se non fosse stata una simulazione, cosa sarebbe successo a una donna come me? Violentata nel corpo e nell’anima. E una ferita sempre aperta, pronta a sanguinare al riaffiorare dei ricordi. Bagnata dalle lacrime e mai asciugata dal tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si avvia la negoziazione con il direttore di una testata. Decidono che la Rai va bene, la Rai pagherà il riscatto. Ci costringono a scrivere una lettera. Dettano le condizioni, ci innervosiamo ma sentiamo la libertà vicina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre ci prepariamo ad uscire per lo scambio sentiamo gli spari, le urla, i rumori. Ci sdraiamo a terra, pancia in giù e braccia stese. Tanti omini di Michelangelo con la faccia nella polvere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono arrivati i nostri. L’esercito della salvezza. Siamo liberi, davvero.&lt;br /&gt;E mentre esco fuori con i colleghi, mi chiedo che fine avrà fatto quel ragno che camminava sul muro, poco sopra la testa di Brigida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era solo una simulazione. Ma il gruppo è vero. Siamo quelli dell’ottavo corso per inviati in aree di crisi.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-N5hcjLFCAPU/Tt_s606rbAI/AAAAAAAAAK0/ckSFQKi8gy4/s1600/13.10.2011%2B%2528335%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-N5hcjLFCAPU/Tt_s606rbAI/AAAAAAAAAK0/ckSFQKi8gy4/s320/13.10.2011%2B%2528335%2529.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683521750146182146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8845850142155786680?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8845850142155786680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8845850142155786680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8845850142155786680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8845850142155786680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/12/noi-dellottavo-corso-in-aree-di-crisi.html' title='NOI DELL&apos;OTTAVO CORSO IN AREE DI CRISI'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-PxoYxoKT9P4/Tt_t2VjzjEI/AAAAAAAAALA/DcnJ-RYvQGM/s72-c/_MG_5285.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8126346523489410505</id><published>2011-12-07T22:07:00.005+01:00</published><updated>2011-12-07T22:18:33.200+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RomanticTime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>SOLO 10 MINUTI DI RITARDO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-R2iDay4AbwQ/Tt_WPsRlhpI/AAAAAAAAAKo/rD40Cpna6Hg/s1600/uomo-che-attende-il-treno-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-R2iDay4AbwQ/Tt_WPsRlhpI/AAAAAAAAAKo/rD40Cpna6Hg/s200/uomo-che-attende-il-treno-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683496819836159634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Iniziava a sentire sempre più caldo. Quel maledetto treno era in ritardo. Come sempre del resto. Ricordava tutte le volte che aveva accompagnato sua zia alla stazione alla fine delle vacanze. Non c’era mai stata una volta, o almeno così gli sembrava, che l’Intercity Milano - Reggio Calabria fosse stato puntuale. Ora toccava a lui. Sotto al sole della più calda primavera che Crotone avesse mai ricordato negli ultimi 20 anni, aspettava che arrivassero quelle vecchie carrozze. Qualcuno gli aveva detto che al Nord i treni erano più puliti, più nuovi, più accoglienti. E soprattutto più puntuali. E si era rincuorato, visto che ne avrebbe dovuto prendere uno ogni mattina per andare a lavorare. Nella fabbrica che un suo compaesano aveva aperto da tempo nel torinese e che pare fosse stata la sua fortuna. Mentre si accendeva una sigaretta, si accorse di un vecchio signore seduto su una delle panchine di quella solitaria stazione. Si passava un fazzoletto sulla fronte e sulla testa. Gli si avvicinò. “Vuole un po’ d’acqua?” gli chiese porgendogli la bottiglietta da mezzolitro appena acquistata al bar. Il vecchio signore sorrise e rispose con leggero imbarazzo: “grazie, ma non so… é che non ricordavo questo caldo nel mese di maggio a Crotone”. Alla fine l’acqua la bevve. Ne usò un po’ anche per inumidire quel fazzoletto e passarselo sul collo e sulla faccia. Quel viso segnato dal tempo e quelle mani ruvide e grosse sembravano raccontare la storia della sua vita. Senza bisogno di parlare. “Aspetto mio fratello” disse il vecchio interrompendo quel surreale silenzio. Anche lui 50 anni prima aveva fatto un biglietto di sola andata. Per Milano. E ora ne aveva fatto un altro per ritornare nella sua terra, che aveva amato così tanto da abbandonare. Un velo di malinconia coprì gli occhi del giovane. Era come se vedesse nel suo futuro il passato di quell’uomo. Corse a comprare un’altra bottiglia d’acqua. Il treno stava per arrivare. Il tabellone segnava "solo" 10 minuti di ritardo. Una vera fortuna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8126346523489410505?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8126346523489410505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8126346523489410505' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8126346523489410505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8126346523489410505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/12/solo-10-minuti-di-ritardo.html' title='SOLO 10 MINUTI DI RITARDO'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-R2iDay4AbwQ/Tt_WPsRlhpI/AAAAAAAAAKo/rD40Cpna6Hg/s72-c/uomo-che-attende-il-treno-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6636248718942463642</id><published>2011-12-06T12:44:00.004+01:00</published><updated>2011-12-06T13:01:22.580+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Metafore di gucciniana memoria</title><content type='html'>Oggi non ho voglia di fare nulla. L'inerzia e l'apatia si stanno impossessando di me. Neanche il sole tiepido ma luminoso venutoci a trovare a sorpresa potrà fare molto per risollevare il mio umore. Mi lascio cullare dalla voce dei colleghi, dai suoni che provengono dalla regia, dallo squillo del telefono in lontananza. E' una melodia improvvisata, quasi stonata, che però mi sa tanto di VITA. Il cuore suggerisce di piangere. Il cervello ordina di lottare. Io mi lascio andare una volta all'uno, una volta all'altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è una cappa che sembra avvolgermi. L'indifferenza di chi ci sta attorno, a volte, è come una lama affilata che ti entra nella carne e penetra dentro fino a toccarti le ossa. E tu resti così, colpito. E mentre guardi quelle ferite che bruciano come carbone ardente, vedi il sangue scivolare sulla pelle, gocciolare dalle mani, a terra. Macchie rosse che si allargano e che altri calpesteranno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso spesso a cosa è che muove la società. E non credo che sia la verità, né la giustizia. La società è mossa da teatranti che si agitano su un palco sempre troppo piccolo per loro. Un sipario perennemente alzato di fronte a gente ammaliata dalle parole (false), dagli sguardi (bugiardi), pronta ad applaudire. È il pubblico ammaestrato. Nel quale io non ho trovato posto. Me ne sto in un angolo ad assistere alla farsa. E mai batterò le mie mani. Potrebbero sporcarsi col sol rumore che quel battito produrrebbe. Osservo. In prima fila giacche e cravatte, tailleur e cappellini con piume. Nelle prossime repliche sono pronti a salire anche loro in scena. E proprio quando si sarà liberato posto in prima fila, qualcuno uscirà da dietro le quinte. Con degli strani oggetti di ferro appena al di sopra delle mani. Pare li chiamino manette. Si stringono ai polsi di chi non ha saputo recitare a dovere. Ha ingannato il pubblico. Ma non il produttore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esco a prendere un po' d'aria. &lt;br /&gt;Pare che altri come me non vogliano accomodarsi in sala. &lt;br /&gt;E in piedi, qua dentro, si inizia a stare stretti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6636248718942463642?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6636248718942463642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6636248718942463642' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6636248718942463642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6636248718942463642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/12/versi-di-gucciniana-memoria.html' title='Metafore di gucciniana memoria'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3660234332815863817</id><published>2011-12-05T18:22:00.004+01:00</published><updated>2011-12-06T14:42:58.943+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>HO SCOPERTO DI ESSERE MAFIOSA</title><content type='html'>Oggi ho scoperto di essere mafiosa. Di essere una penna al servizio della criminalità organizzata. Sono una donna di ndrangheta. Così dice l’autorevole &lt;a href="http://www.independent.co.uk/life-style/gadgets-and-tech/news/animal-heads-guns-now-blogs-join-the-mobsters-arsenal-6272075.html?origin=internalSearch"&gt;Independent&lt;/a&gt;, quotidiano britannico noto in tutto il mondo che non si è lasciato scappare la succulenta notizia da scoop mondiale: la ndrangheta a Isola Capo Rizzuto non minaccia più inviando pallottole e teste mozzate di animali ma si affida alle nuove tecnologie. Questo quanto sostiene il collega oltremanica che ha raggiunto telefonicamente il sindaco isolitano, Carolina Girasole, la quale ha confermato di sentirsi minacciata e non al sicuro perché seguita dagli autori anonimi di un &lt;a href="http://isolacaporizzuto.wordpress.com/"&gt;blog&lt;/a&gt;. Ora vi chiederete che c’entro io…No, non sono io l’autrice né il gestore del blog, ma spesso lo leggo e commento i post che vengono pubblicati e di tanto in tanto i miei commenti vengono postati nella &lt;a href="http://isolacaporizzuto.wordpress.com/2011/12/04/donna-caroli-la-mafia-peggiore-e-quella-che-sta-nelle-istituzioni/"&gt;homepage&lt;/a&gt;. Leggere che secondo il sindaco (attenzione NON secondo i magistrati o le forze dell’ordine ma secondo il SINDACO) quello spazio virtuale è gestito dalla criminalità organizzata che vuole mandarla a casa mi ha destabilizzato. Perché le cose sono due: o sono mafiosa e quindi con i compari di cosca ci ritroviamo su quel blog per i nostri summit clandestini, o sono talmente imbecille da non aver compreso la pericolosità del blog. Delle due, nessuna. E’ tutta una grande montatura. Il blog è l’unico ostacolo che si è interposto tra le azioni e i misfatti di questa amministrazione: pubblicando determine, delibere, atti prodotti dalla giunta e dal consiglio comunali, è caduta la maschera dei paladini della legalità che con tanto scrupolo si erano cuciti addosso, sindaco in primis.&lt;br /&gt;Sono sconfortata. Non credevo si arrivasse a tanto. Cosa è? Un goffo tentativo per ottenere la scorta? E a che pro?&lt;br /&gt;Credo che il procuratore debba dirci se le indagini avviate sul blog nel dicembre dell’anno scorso a seguito di denuncia presentata dalla Girasole, lasciano pensare a una gestione criminale dello stesso blog. Sappiamo che è stata chiesta una rogatoria internazionale per risalire all’autore, ma essendo la registrazione stata effettuata su server Usa, poco si può fare.&lt;br /&gt;Ma davvero CHI gestisce il blog è più importante di COSA è scritto nel blog?&lt;br /&gt;A me sembra tutto un incubo. Il peggiore che mi sia potuto mai capitare.&lt;br /&gt;Chiedo a chi ha tanta fede, più di quanta ne sia rimasta a me, di pregare. Di farlo per me, affinché Dio mi trasmetta la forza e il coraggio di andare avanti. Di farlo per gli isolitani affinché ritrovino la dignità perduta e abbiano un sussulto di orgoglio.&lt;br /&gt;Il male non può trionfare. Non per sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3660234332815863817?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3660234332815863817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3660234332815863817' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3660234332815863817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3660234332815863817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/12/ho-scoperto-di-essere-mafiosa.html' title='HO SCOPERTO DI ESSERE MAFIOSA'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6837364076068855339</id><published>2011-07-14T20:23:00.001+02:00</published><updated>2011-07-15T09:50:14.235+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>IO STO CON GIOVANNA</title><content type='html'>Oggi ho parlato a lungo con una donna speciale. Si chiama Giovanna. E’ una donna forte come poche, sebbene lei dica che tutte le donne lo siano. Sappiamo che non è così. Giovanna ha un coraggio immenso. Sostiene il fratello che ha deciso di denunciare i suoi usurai. E due giorni fa ha anche testimoniato al processo. Giovanna è una donna che dovrebbe avere tanta gente intorno. A sostenerla, proteggerla, farle compagnia. Giovanna è sola. Perché in questa nostra terra, che amiamo, ma forse non abbastanza da reagire, funziona così. Chi si ribella al male viene isolato, chi il male lo genera viene “rispettato”. Ma in che posto viviamo? Dove è la dignità umana? Dove sono le nostre coscienze? I testimoni di giustizia denunciano spesso di essere stati lasciati soli. Anche dallo Stato. Quello Stato in cui hanno creduto e a cui si sono rivolti per avere GIUSTIZIA. Spero che i presunti usurai, se ritenuti colpevoli, vengano condannati. Ma spero soprattutto che un giorno non troppo lontano i calabresi possano svegliarsi dal torpore che tanto comodo fa alla ndrangheta. Dovremmo fare rete, unirci. Una rivolta popolare. Da Reggio Calabria a Cosenza, da Catanzaro a Vibo Valentia passando per Crotone. Perché la sicurezza noi ce la meritiamo, la dobbiamo pretendere. E dobbiamo fare la nostra parte. Denunciando. Chi non trova il coraggio perché ha paura, non lo biasimo. Capisco perfettamente cosa si prova. Rabbia e rassegnazione. Però non lasciamoli soli. Non abbandoniamo chi quel coraggio lo ha trovato. Magari il coraggio, chi lo sa, può essere contagioso. Fare terra bruciata, screditare, annientare chi si è affidato allo Stato, è proprio il disegno criminale che hanno in mente “loro”. E io con “loro” non voglio averci a che fare. Io sto con Giovanna. Voi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6837364076068855339?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6837364076068855339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6837364076068855339' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6837364076068855339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6837364076068855339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/07/io-sto-con-giovanna.html' title='IO STO CON GIOVANNA'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1895355908835123827</id><published>2011-07-07T14:32:00.003+02:00</published><updated>2011-07-07T17:05:14.009+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Lettera d'onore</title><content type='html'>Ho chiuso con il buonismo. Che vi ammazziate l’un l’altro, francamente non mi tange più. E’ la fine che meritate di fare. Almeno non dovremmo pagarvi le vacanze in carcere. (Mi avete fatto diventare cinica, ma non cattiva. Altrimenti sarei come voi.)  Ma che decidiate di mettere in mostra la vostra stupida arroganza, la vostra brutale ferocia spargendo sangue tra la gente comune, questo proprio mi fa incazzare. Possibile che delle vostre città, dei vostri territori, a voi, così legati “ai valori della famiglia” non ve ne freghi proprio niente? Avete sparato in un  campetto a Crotone ferendo innocenti e uccidendo un bambino. Avete sparato a 20 mt dalla caserma dei carabinieri a Isola Capo Rizzuto (due volte). Avete sparato su un altro campo di calcio a Lamezia, città dove oggi, dopo appena un mese (coincidenza?) avete esploso i vostri schifosissimi colpi di pistola in pieno centro. Avete sparato a Natale a San Luca. Avete sparato a Pasqua (due volte) a Papanice. Avete sparato a ferragosto in Germania. Sì, perché il dolore voi lo dovete amplificare. Altrimenti che gusto c’è. E durante le feste comandate, mentre mandate i picciotti a ritirare il pizzo, godete della tristezza che aleggia nelle case delle vittime. Vuoi mettere l’anniversario della morte che coincide con un giorno di festa? Vuoi mettere che si parli della vostra “opera” come della strage di Natale, di Pasqua e di ferragosto? Mi chiedo se i vostri killer abbiano mai amato. Mi chiedo se chi preme il grilletto sappia cosa significa vita. Tra carcere, bunker in cui nascondersi, credo sia proprio difficile per voi approfondire la questione. La ndrangheta. L’onore. La famiglia. Il rispetto. Il sangue. Gli spari. L’omertà. Il coraggio. La morte. Del corpo e dell’anima. Della Calabria e dei calabresi. Ci state uccidendo, maledetti. State uccidendo il nostro futuro. Ognuno di voi ha avuto un morto ammazzato in famiglia. E per vendicarne la memoria uccidete anche voi. Così non finirà mai. A meno che decidiate di non riprodurvi più. Ma la cosa mi sembra al quanto inverosimile. Abbiate pietà di questa povera terra. Avete già fatto troppo male a questa regione. Pentitevi (lo so che state ridendo…)e denunciate (ora vi state sbellicando) chi nel tempo vi ha coperti, aiutati, agevolati. Denunciate anche i veri infami che si nascondono nelle istituzioni. Ben pagati. Ben vestiti. Distruggete questa trappola in  cui stiamo per cadere tutti. E lasciateci vivere. Riprendetevi l’onore. Quello vero. Quello di essere umani e non di bestie. Ridateci la libertà di camminare per strada, di giocare in un campo di calcetto, di uscire in pieno centro nel proprio paese senza il timore di ascoltare il rumore dei vostri spari. Permette ai vostri concittadini di salutarvi per stima e non per paura. Voi lo sapete che questo non è il Rispetto!  E quella che voi conducete non è Vita. E’ solo il prologo della Morte, che un giorno o l’altro attende tutti. Ma c’è modo e modo di morire. Io voglio morire Libera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1895355908835123827?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1895355908835123827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1895355908835123827' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1895355908835123827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1895355908835123827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/07/lettera-donore.html' title='Lettera d&apos;onore'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2364345119173293209</id><published>2011-07-01T17:27:00.002+02:00</published><updated>2011-07-02T09:35:27.119+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RomanticTime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Scrivo perchè...</title><content type='html'>Mollare. Ci sono giorni in cui vorrei farlo. Fregarmene di tutto e tutti. Smettere di inseguire certi ideali, di coltivare quei valori tanto cari a noi gente del Sud. In quei giorni vorrei urlare un grande Vaffa al mondo intero, al sistema nel quale siamo, più o meno consapevolmente, intrappolati. Nel quale crediamo di saperci muovere ma del quale non riusciamo neanche a intravedere gli ingranaggi. Troppo in alto. O forse no. Solo ben occultati agli occhi di noi, uomini comuni (cosiddetti normali?). Rimpiango spesso di essere tornata in Calabria. A Roma stavo bene ‘na cifra. Ma poi, quando mi guardo veramente dentro, so che quei rimpianti sono fasulli. Un alibi per nascondere a me stessa e agli altri la frustrazione che si prova a stare qua. Crotone. Isola di Capo Rizzuto. Ci conoscono per il Valtur e per gli Arena. Che poi, per alcuni versi l’uno e gli altri sono la stessa cosa, o no? Ogni giorno mi sento impotente davanti a uno stato di cose che pare immutato e immutabile. Cosa è cambiato da quando da piccola giocavo per strada, ad ora, da grande, che in quelle strade non ci gioca più nessuno. L’acqua. Già. L’acqua dal vecchio abbeveratoio non sgorga più fresca dalle fontanine. Le vasche dell’antico lavatoio pubblico non ospitano più anziane signore col grembiule a fiori e la bacinella sotto il braccio o sulla testa. Tutto scorre. Ma in che direzione? Dove stiamo andando? Cosa stiamo facendo? Vorrei trovare lo spazio più giusto per esprimere le preoccupazioni, i pensieri, le idee che di continuo affollano la testa. Come cavalli scalpitanti, inquieti, desiderosi di correre in qualche grande prateria. Costretti invece in una stalla, a guardare il mondo da una piccola porta di legno socchiusa. Cambiare. Devo cambiare aria. E’ così pesante respirare qua. Troppi cattivi di odori. Di grano trebbiato condito al finocchio. Di orzo malato spacciato per sano. Anche la terra puzza di morte. Neanche le sempre benedette pale eoliche riescono a spazzar via certi profumi. Arrivano al naso pungenti come gas. Ti entrano nei polmoni e si diramano nell’anima. Pulizia. Già, ci vuole pulizia. Ci vogliono grano dorato, orzo gustoso, finocchi freschi. E soprattutto mani pulite e oneste pronte a raccogliere. Mani pronte a condividere. Mani pronte a donare. Non vivo di certezze. Né di speranza. Vivo di progetti, azioni, parole. E credo che alla fine non partirò. Resterò qui. A guardare la costa della mia terra che scivola verso il mare, provando dolore. Come se una parte di me stesse scomparendo sotto quelle rocce frananti. Camminerò nelle strade di campagna tra gli ulivi e quelle torri che si muovono col vento, incontrando contadini che mi salutano dai campi. Resto perché immagino un paese diverso. Resto perché possono uccidere tutto, ma non i sogni. E io nei sogni ci credo ancora. Resto perché se vado via, la Calabria perderebbe un’altra voce. E io non voglio contribuire a questo maledetto silenzio nel quale qualcuno vorrebbe farci affogare. Io riemergo. Resto. E scrivo. Prima o poi qualcuno leggerà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2364345119173293209?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2364345119173293209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2364345119173293209' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2364345119173293209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2364345119173293209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/07/scrivo-perche.html' title='Scrivo perchè...'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-7072693228387180807</id><published>2011-06-23T17:18:00.001+02:00</published><updated>2011-06-23T17:20:47.781+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Dall'inferno al paradiso</title><content type='html'>Se l’inferno davvero è fatto di fuoco, forse la Calabria ci si sta trasformando. Fuoco negli uliveti, fuoco alle automobili. Fiamme del male che vorrebbero incenerire la speranza, l’unica vera compagna di quei calabresi che ancora credono che questa terra possa cambiare. Perché essere calabresi non è facile. Divisi tra la rassegnazione di fronte a un sistema di potere sul quale aleggiano le ombre della collusione politico-mafiosa e la voglia di urlare al mondo intero che abbiamo ancora voglia di stato, che pretendiamo che la presenza dello stato sia costante e ci affianchi nel nostro vivere quotidiano. Legalità, cambiamento le parole che più ricorrono nei discorsi dell’antimafia. Già. Parole. Frasi messe in fila da sparare veloci e dirette contro un nemico comune. Che non è solo la ‘ndrangheta, intesa come organizzazione criminale fatta di killer e trafficanti. Il male peggiore della Calabria sono quegli uomini e quelle donne che dietro le loro eleganti scrivanie, seduti sulle loro comode poltrone, sono disposti a tutto per il potere, per il denaro. E fanno accordi, più o meno evidenti, ma sempre illeciti con pregiudicati, boss, affiliati. Contro tutto questo marciume bisogna imbracciare il fucile del coraggio caricato di parole. Puntare e sparare a raffica e con intelligenza. Pallottole che non spargono sangue ma che arrivano a scalfire le coscienze. Parole sussurrate e parole scritte. Come quelle che stanno trovando spazio da ieri e fino a domenica prossima a Lamezia terme, con “Trame - Festival dei libri sulle mafie”. Scrittori, giornalisti che hanno fatto della loro passione e dell’amore della propria terra una missione. Rompendo quel muro di silenzio che da troppo tempo avvolge questa regione. In occasione della prima giornata della manifestazione, organizzata dal comune di Lamezia e diretta da Lirio Abate, si è registrata la presenza tra gli altri del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, del presidente di “Libera” don Luigi Ciotti e di don Tonino Vattiata. Quest’ultimo è stato oggetto nei giorni scorsi di una vile intimidazione. Hanno mandato in fumo la sua auto, non certo la speranza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-7072693228387180807?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/7072693228387180807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=7072693228387180807' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7072693228387180807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7072693228387180807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/06/dallinferno-al-paradiso.html' title='Dall&apos;inferno al paradiso'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-33734308615088594</id><published>2011-06-08T19:26:00.001+02:00</published><updated>2011-06-08T22:00:06.149+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>HO UN SOGNO</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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A Lamezia Terme si teme la riapertura di una vecchia faida tra cosche. Ma in Calabria, in verità, è sempre guerra aperta. Si ammazzano tra loro. I boss, gli affiliati. E il sangue sull’asfalto o tra l’erba di un campo di calcetto, scorre veloce lavando le nostre coscienze. Sporche. E complici perché non sappiamo reagire, ribellarci, scuotere noi stessi e gli altri. Già. Perché siamo stanchi. Ma anche assuefatti. Abituati. Tristemente rassegnati a sentire parlare di morti ammazzati, di bambini colpiti per sbaglio, di uomini fatti fuori tra la folla. Non ci smuove alcunché. Nulla ci tange. Tutto ci scivola addosso. Su questo nostro povero corpo che imprigiona un’anima in cerca di giustizia. La vorremmo eccome. Tutti dentro i cattivi. A marcire in una cella i mafiosi. Ma sappiamo che così, il più delle volte non è. E allora conviene stare zitti. Muti. Come pesci in un acquario. Lasciandoci guardare da chi con curiosità viene da lontano per provare a spiegare cosa è l’omertà. Per poi dedurre che se con il silenzio si è complici, allora siamo tutti un po’ mafiosi. In fondo anche i Bronzi di Riace fanno i bulli in un discutibile spot pubblicitario. È deformazione. Anzi conformazione mentale. Ci adeguiamo alle circostanze. E se lo Stato abbandona chi nello Stato, denunciando, ci ha creduto cosa ci si può aspettare da questa gente di Calabria? &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi affanno a metter e insieme le idee. Sono tante. Colpi di arma da fuoco, persone che corrono verso la vittima altre nella direzione opposta. I carabinieri che arrivano, gli esperti in tuta bianca che eseguono i rilievi. Sul luogo del delitto. La ndrangheta non ammazza solo le persone. La ndrangheta ci sta succhiando la vita. Sanguisughe perennemente affamate di esistenze altrui. Assassini di uomini e di sogni. Impietosi cavalieri del male che sguazzano nei denari che puzzano di morte, estorti a poveri imprenditori disperati ed esasperati dall’usura e dal pizzo. Soldi che emergono dalle montagne di polvere. Bianca. Con la quale vanno a illudere le menti dei ricchi benpensanti. Bianca. Come il colore dei colletti di chi li cerca per ottenere favori. Consapevoli che dovranno sdebitarsi prima o poi. Bianca. Come lo sfondo di carta che ospita i faccioni spalmati sui muri che ti chiedono il voto. E poi scopri che hanno chiesto l’aiutino da casa per essere eletti. Alle solite famiglie. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Legalità. Legalità, legalità. Non ci chiedono altro. Non parlano d’altro. Un concetto astratto sbandierato per imbonire, ammaliare, accattivarsi le simpatie della fabbrica dell’antimafia. Un po’ lo stesso atteggiamento delle reginette di bellezza dei film americani che quando si presentano al loro pubblico spiegano che il loro sogno è la pace nel mondo. Ecco. Da noi quando qualcuno viene eletto, puntualmente dice che il suo operato sarà orientato alla legalità. Non sono una miss né un politico. E il mio sogno è che i calabresi diventino assassini. Killer professionisti armati di coraggio, parole, atteggiamenti, volontà, determinazione, di tanto fegato. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;E di un po’ di dignità. Pronti a sparare un unico grande colpo. Io l’ho detto. E’ un sogno, appunto. Che faccio a occhi aperti. Perché la ndrangheta, chi mai l’ammazzerà?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-33734308615088594?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/33734308615088594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=33734308615088594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/33734308615088594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/33734308615088594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2011/06/ho-un-sogno.html' title='HO UN SOGNO'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-5588636505974913995</id><published>2010-06-26T11:54:00.010+02:00</published><updated>2010-06-26T12:18:13.811+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>CALABRIA A PEZZI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.videocalabria.tv/rvc/puntata-666/calabria-a-pezzi-parte-ii.html"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 160px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/TCXTnuByTxI/AAAAAAAAAJU/l1aGeaayAo8/s200/calabria_pezzi_parte_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487024400344698642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.videocalabria.tv/rvc/puntata-658/calabria-a-pezzi-parte-i.html"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 160px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/TCXThoDB-EI/AAAAAAAAAJM/hxXrXxVVGpc/s200/calabria_pezzi_parte_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487024295660091458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Mentre la Calabria si accinge ad accogliere i turisti, ci sono luoghi dove ancora evidenti sono i segni dell’inverno che ci siamo lasciati alle spalle. A 4 mesi di distanza siamo tornati a Maierato e nel quartiere Janò di Catanzaro. Luoghi simbolo del dissesto idrogeologico calabrese. Potete rivedere i le due puntate di 24 Minuti, intitolate “Calabria a pezzi” sul sito di 8 Video Calabria. Cliccando sulle immagini, accederete direttamente ai video relativi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-5588636505974913995?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/5588636505974913995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=5588636505974913995' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5588636505974913995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5588636505974913995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/06/calabria-pezzi.html' title='CALABRIA A PEZZI'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/TCXTnuByTxI/AAAAAAAAAJU/l1aGeaayAo8/s72-c/calabria_pezzi_parte_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-4122567555489335460</id><published>2010-06-26T11:35:00.001+02:00</published><updated>2010-06-26T11:38:13.691+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>DODO', UN VOLTO E UN NOME DA NON DIMENTICARE</title><content type='html'>Il nome di Domenico non deve essere dimenticato. È questo che ha chiesto Giovanni Gabriele dalla scalinata della Basilica Cattedrale di Crotone, a conclusione di una giornata che lui e la moglie Francesca vorrebbero cancellare dal calendario. Le sue parole rompono il silenzio in piazza Duomo e mentre le candele ancora accese fanno luce nel buio calato sulla città, Giovanni si rivolge ai giovani: “non fatevi trascinare su cattive strade, non rovinate la vostra vita e non fate del male agli altri”. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A un anno esatto dalla strage del campo di calcetto di Crotone in cui il piccolo Dodò fu ferito a morte durante una sparatoria,un regolamento di conti tra cosche, l’associazione Libera e un gruppo di giornalisti sportivi di Crotone, hanno voluto ricordare Domenico Gabriele organizzando un torneo di calcetto, proprio là dove avvenne la strage, e una fiaccolata silenziosa. Liberi di… giocare il nome dell’iniziativa. Un titolo che in un giorno come questo diventa quasi una richiesta, un appello, un allarme. Una manifestazione che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni locali, delle forze dell’ordine, delle associazioni, di semplici cittadini. Poche centinaia in tutto, in una città che conta oltre 60mila abitanti. “Chi ha voluto metterci la faccia era presente” ha detto uno degli organizzatori. L’importante è non aver lasciato soli i genitori di Dodò in un giorno come questo. Un anniversario triste, anche se la foto stampata sulle maglietta ritrae un Domenico felice. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quanto accaduto in mattinata nel quartiere dei trecento alloggi non passa sottovoce, anzi. Don Antonio Rodio, che ha atteso il corteo davanti alla Basilica Cattedrale per un raccoglimento in preghiera, ricorda che qualcuno poche ore prima ha sparato a un bambino di 12 anni perché infastidito dai suoi schiamazzi. “Lo so che vi chiedete dove è Dio – ha detto – io invece vi chiedo: dove è l’uomo? Dove è l’uomo in questa città?” E guardando una piazza semideserta, vien da pensare che la domanda sia lecita. Difficile è rispondere. Certo, l’importante è cominciare. Qualcuno è meglio di nessuno. L’anno prossimo quella stessa piazza sarà più piena e magari tra qualche anno per ricordare Domenico e tutte le vittime innocenti di mafia arriverà tanta di quella gente che servirà uno stadio per contenerla. Possono toglierci tutto, anche la vita. Ma la speranza quella no.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-4122567555489335460?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/4122567555489335460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=4122567555489335460' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4122567555489335460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4122567555489335460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/06/dodo-un-volto-e-un-nome-da-non.html' title='DODO&apos;, UN VOLTO E UN NOME DA NON DIMENTICARE'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6225667761559832643</id><published>2010-06-12T17:50:00.003+02:00</published><updated>2010-06-12T18:09:36.647+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>PER DOMENICO GABRIELE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.videocalabria.tv/rvc/puntata-647/per-domenico-gabriele.html"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 154px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/TBOtok4QjvI/AAAAAAAAAIM/iRYmOHm93YU/s200/DomenicoGabriele_scheda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481916084046040818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La seconda puntata di 24 Minuti dedicata a Domenico Gabriele, il bambino ferito a morte mentre giocava una partita di calcetto. I killer spararono all'impazzata sul gruppo di giocatori per colpire un solo obiettivo: Gabriele Marrazzo, che morì sul colpo.&lt;br /&gt;Ho incontrato i genitori, Giovanni e Francesca, a quasi un anno da quel triste 25 giugno.&lt;br /&gt;Cliccando sulla foto potrete vedere lo speciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona visione.&lt;br /&gt;Ciao Dodò&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6225667761559832643?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6225667761559832643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6225667761559832643' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6225667761559832643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6225667761559832643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/06/per-domenico-gabriele.html' title='PER DOMENICO GABRIELE'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/TBOtok4QjvI/AAAAAAAAAIM/iRYmOHm93YU/s72-c/DomenicoGabriele_scheda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2451948580413730585</id><published>2010-06-12T17:43:00.002+02:00</published><updated>2010-06-12T18:09:36.648+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>MAGISTRATI NEL MIRINO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.videocalabria.tv/rvc/puntata-625/magistrati-nel-mirino.html"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 205px; height: 161px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/TBOsX-3boUI/AAAAAAAAAIE/JK9Vc1Y_u-c/s200/24minuti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481914699452490050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cari amici,&lt;br /&gt;non ho avuto molto tempo per curare il mio blog negli ultimi tempi. Purtroppo il mio lavoro mi ha preso molto. Condivido con voi ciò che ho realizzato nelle ultime settimane e continuerò a farlo nella speranza che apprezziate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cliccando sull'immagine a fianco potrete vedere la prima puntata di 24 Minuti, trasmissione di approfondimento della redazione di Infostudio. Il titolo è Magistrati nel mirino e tratta del lavoro dei magistrati calabresi stretti tra la criminalità organizzata e la carenza di organico negli uffici giudiziari della mia terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti buona visione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2451948580413730585?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2451948580413730585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2451948580413730585' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2451948580413730585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2451948580413730585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/06/magistrati-nel-mirino.html' title='MAGISTRATI NEL MIRINO'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/TBOsX-3boUI/AAAAAAAAAIE/JK9Vc1Y_u-c/s72-c/24minuti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-206834857507332384</id><published>2010-05-13T17:52:00.003+02:00</published><updated>2010-05-13T17:58:55.598+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Sfogo di una penna stanca (rewind)</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ho scritto questo pezzo qualche mese fa. Era una nota che ho condiviso con i miei amici di Facebook...lo ripropongo volentieri, anche perchè mi sembra così attuale...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_zOzQY_01rGQ/S7RbtET-AjI/AAAAAAAAAyk/qjd0Blg_Qpw/s1600/PENNA+E+CALAMAIO.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 149px; height: 199px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zOzQY_01rGQ/S7RbtET-AjI/AAAAAAAAAyk/qjd0Blg_Qpw/s1600/PENNA+E+CALAMAIO.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Pagherò io se necessario gli esami per capire quali e quanti veleni ho  nel mio organismo. L’incertezza non mi piace, non mi è mai piaciuta.  Quando tre anni fa sono rientrata da Roma per inseguire il mio sogno, non  avevo contezza di quello che è la mia terra. Fatta di gente che ama,  che accoglie, che ride. Che uccide i bambini, che uccide i mafiosi, che  avvelena. Che intimidisce, che minaccia, che fa il tiro a bersaglio in  un campo di calcetto. Di gente che è stata eletta e che se ne sbatte dei  problemi della povera gente, che devi inseguire per ottenere  un’intervista manco fosse Obama, che viene coinvolta in indagini,  condannata, che fa affari nei bar a braccetto con la mafia. Perché  quando de Magistris disse che anche la anche la Magistratura è collusa  in Calabria, le sue parole fecero tanto scalpore? Io non credo nella  giustizia. Per fatti raccontati, letti e vissuti. Io non credo che  questa terra cambierà mai un giorno. Le armi le ho deposte, non credo in  quel tanto abusato “futuro migliore”. Solo la penna non abbandonerò  mai. Finchè avrò vita, fiato e forze voglio parlare, raccontare,  denunciare. Voglio far vedere l’onestà della gente comune: quella che  scende in piazza, quella che lavora, quella che studia, che insegue le  proprie passioni. Quella che ha il coraggio di ribellarsi, ma anche di  quella che soccombe, e soprattutto di quella che ha paura. All’esame per  diventare giornalista professionista uno dei commissari mi ha chiesto  se conoscessi Corrado Alvaro. A me è venuta subito in mente l’immagine  di un monumento a lui dedicato nella cittadina in cui nacque: San Luca.  Nel paese dei Nirta-Strangio e dei Pelle-Vottari, che da un banale  scherzo di carnevale sono arrivati alla strage di Duisburg, manco lo  vedi il tributo ad Alvaro. Una specie di pietra poggiata sul ciglio di  una stradina dove i ragazzi scorazzano in motorino senza casco e ti  parlano in dialetto stretto inviati da chissà chi per intimorirti perché  hanno visto la telecamera. Un masso grigio. Una lapide. Un messaggio  dal passato. E non puoi che pensare che sia la pietra tombale della  cultura e della civiltà. La Calabria dovrebbe scendere ogni giorno in  piazza. Scioperare, bloccare ogni attività: dal porto di Gioia Tauro  alla Salerno-Reggio Calabria passando per la SS 106 e la rete  ferroviaria. Ogni giorno, ogni giorno. Forse solo così l’Italia si  accorgerebbe che tra la Basilicata e la Sicilia c’è un pezzo di terra  dove due milioni di persone chiedono di vivere. Oppure è come ha detto  Venditti: facessero il ponte, almeno avremmo una ragione di esistere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-206834857507332384?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/206834857507332384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=206834857507332384' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/206834857507332384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/206834857507332384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/05/sfogo-di-una-penna-stanca-rewind.html' title='Sfogo di una penna stanca (rewind)'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zOzQY_01rGQ/S7RbtET-AjI/AAAAAAAAAyk/qjd0Blg_Qpw/s72-c/PENNA+E+CALAMAIO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1499373152462796649</id><published>2010-05-12T13:28:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T16:56:36.093+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>Arrestato Fabrizio Arena. Il boss che sorride alle telecamere...</title><content type='html'>A Isola Capo Rizzuto, solo a nominare gli Arena si fa fatica. Sebbene il loro dominio si sia lentamente affievolito verso la seconda metà degli anni ’90, la famiglia esercita ancora quella perversa suggestione di potere mischiato a terrore nell’intero territorio. Perché a Isola boss si nasce, non si diventa. Come Fabrizio Arena, arrestato stamattina dai carabinieri &lt;a href="http://www.videocalabria.tv/component/rvc/?view=servizio&amp;amp;id=102"&gt;(guarda il servizio) &lt;/a&gt;a Steccato di Cutro, a pochi chilometri da casa. Quella casa che per tutti è ormai diventata la “villa bunker degli Arena”, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;ma che a vederla dall’esterno sembra semplicemente una palazzina di famiglia nella periferia del paese. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;A poche centinaia di metri dal quartiere dove sono cresciuta, là dove ho trascorso la mia infanzia. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Fabrizio ha 30 anni. È figlio del boss indiscusso Carmine, ucciso a colpi di bazooka nel 2004. Il boss fatto fuori (secondo gli inquirenti) da Pasquale Manfredi, arrestato nelle scorse settimane e diventato protagonista di una canzone rap. Lui di anni ne ha 31. Fabrizio era latitante da due anni circa. Era ricercato per diversi reati: omicidio, tentato omicidio, droga, armi. Da quando il padre è stato ammazzato pare sia stato lui il reggente della cosca. La sua compagna è Mary Pugliese, figlia di quel Franco Pugliese coinvolto nella vicenda del senatore Di Girolamo, che secondo l’accusa sarebbe stato eletto con i voti della ndrangheta. Fabrizio e Mary hanno due figli, l’ultimo nato nel marzo scorso proprio durante la latitanza (!).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Fabrizio Arena si nascondeva in una palazzina nella frazione Steccato di Cutro (KR) e quando stamattina all’alba si sono presentati i carabinieri (circa cento uomini del Comando provinciale di Crotone e dello squadrone Cacciatori di Vibo Valentia) stava dormendo. Con sé aveva un documento falso intestato a tale Francesco Bova. Non era armato e pare si sia complimentato con le forze dell’ordine per averlo scovato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ora resta da capire che ci facesse Fabrizio Arena a Steccato di Cutro, territorio notoriamente di dominio dei Nicoscia, rivali degli Arena. Secondo gli investigatori non si tratterebbe di un semplice dettaglio, ma di una elemento da approfondire: potrebbe significare un nuovo assetto delle cosche nel crotonese.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Davanti &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;alle telecamere che hanno ripreso la sua traduzione in carcere, è apparso in tuta da ginnastica blu. E ha sorriso. Evidentemente i riflettori piacciono anche ai boss.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1499373152462796649?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1499373152462796649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1499373152462796649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1499373152462796649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1499373152462796649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/05/arrestato-fabrizio-arena-il-boss-che.html' title='Arrestato Fabrizio Arena. Il boss che sorride alle telecamere...'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1729859171285179025</id><published>2010-05-11T16:35:00.006+02:00</published><updated>2010-05-11T18:17:12.726+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Uccide i genitori: condannato a 20 anni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/catanzaro-scomparsa-coniugi/omicidio-preordinato/ansa_10577925_26070.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 280px; height: 393px;" src="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/catanzaro-scomparsa-coniugi/omicidio-preordinato/ansa_10577925_26070.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;CATANZARO, 11 MAG - Venti anni di reclusione e, scontata la pena, 10 anni di ricovero in casa di cura: è questa la condanna inflitta dalla Corte d'assise di Catanzaro a Pasquale De Marco, di 36 anni, accusato dell'omicidio dei genitori, Luigi De Marco, di 71 anni, e Maria Grazia Campisano, di 59, e di averne nascosto poi i corpi. Il pm, Simona Rossi, nella sua requisitoria, aveva chiesto il riconoscimento della semi infermità mentale ed una condanna a 30 anni di reclusione. Il duplice omicidio fu compiuto il 5 giugno del 2007 nella villetta della famiglia nel villaggio Eucaliptus di Simeri Mare, nel catanzarese. I cadaveri della coppia furono ritrovati nell'ottobre successivo sepolti in un terreno a Cutro, nel crotonese. De Marco ha sempre negato le accuse sostenendo di essere vittima di una vendetta dei servizi segreti per la sua attività svolta come esperto informatico. Secondo l'accusa, invece, l'uomo avrebbe ucciso i genitori per motivi economici. (ANSA)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1729859171285179025?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1729859171285179025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1729859171285179025' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1729859171285179025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1729859171285179025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/05/catanzaro-11-mag-venti-anni-di.html' title='Uccide i genitori: condannato a 20 anni'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6152561205438773202</id><published>2010-05-11T16:10:00.006+02:00</published><updated>2011-06-09T15:08:33.582+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>Morto Alfonso Capicchiano</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.cn24.tv/ClientImg/FotoNews/sparatoria%201%20ok.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 402px; height: 226px;" src="http://www.cn24.tv/ClientImg/FotoNews/sparatoria%201%20ok.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Isola Capo Rizzuto (KR) - Inesperti o professionisti, alla fine sono riusciti nel loro intento: Alfonso Capicchiano è morto. Dopo quasi un mese dall’agguato che lo sorprese in piazza Berlinguer a Isola di Capo Rizzuto, Capicchiano non ce l’ha fatta e ha cessato di vivere in una stanza dell’ospedale Pugliese di Catanzaro, dove era stato trasportato d’urgenze dal nosocomio crotonese a causa delle gravi condizioni in cui versava. Tre i killer che avrebbero sparato per darsi alla fuga subito dopo per le vie del paese cercando di immettersi sulla statale 106. Ma sulla strada della morte (noi la 106 la chiamiamo così), non ci sarebbero mai arrivati. Tra peripezie varie degne di un rocambolesco film anni ‘70, pare siano fuggiti per le campagne circostanti. E poi? Svaniti nel nulla. Almeno per il momento. Con la morte di Capicchiano potrebbe riaprirsi, anzi continuare, la guerra di ndrangheta nel crotonese. Che pare non abbia mai smesso di continuare.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L'anima di Alfonso raggiunge quella del fratello Francesco (ucciso a Isola nel 2008) e quello della dello zio Rosario (ucciso nella stessa piazzetta di Isola nel 2001).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6152561205438773202?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6152561205438773202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6152561205438773202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6152561205438773202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6152561205438773202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/05/morto-alfonso-capicchiano.html' title='Morto Alfonso Capicchiano'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-7524122468650306749</id><published>2010-05-08T10:48:00.006+02:00</published><updated>2010-05-08T10:57:10.715+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>De Magistris vs Bruni: due pm lo stesso destino?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/pm-catanzaro-2/avocazione-rivista/ansa_11467089_52240.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 138px; height: 205px;" src="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/pm-catanzaro-2/avocazione-rivista/ansa_11467089_52240.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;De Magistris e Bruni, due pm lo stesso destino? La domanda mi sorge spontanea (come direbbe qualcuno) perché negli ultimi anni (3 almeno) le loro esistenze sembrano correre parallele, come binari di una ferrovia ad alta velocità che qualcuno vorrebbe fermare. A tutti i costi. Entrambi sono “giovani”, Bruni a dire il vero è ancora un ragazzino poco più che trentenne e in comune hanno l’entusiasmo, la voglia di cercarla davvero la verità, non di insabbiarla. Come farebbero, o vorrebbero fare, i loro capi. Indagano a tutto campo, su temi caldi, si imbattono in storie pericolose che intrecciano politica, magistratura, mafiosi e massoni. Insomma danno parecchio fastidio ai poteri forti, che siano essi di natura politco-istituzionale o di natura affaristico-criminale. Da una parte i big, i professionisti “perbene”, dall’altra i grandi della ndrangheta. Da entrambi le parti un unico solo obiettivo: far fuori il magistrato nemico colpevole di voler fare, e bene, senza compromessi, il proprio dovere. Per Bruni ci sono gli avvertimenti di natura mafiosa: auto che si incendiano, complotti sventati, piani per ucciderlo confidatigli dai collaboratori di giustizia. Per De Magistris, dopo le inchieste Why not, Poseidone, Toghe Lucane, inizia il calvario: tra avocazioni, processi del Csm e trasferimenti. Alla fine abbandona. E si immerge nella politica. Le sue inchieste vengono, intanto portate avanti da altri, e in una viene applicato lo stesso Bruni. Che alla fine butta la spugna pure lui, troppi impedimenti con i nomi che scottano. E di nomi veramente ustionanti ce ne sono fin troppi. E tutti piano piano vengono cassati dalle carte. Così de Magistris (dopo essere trasferito a Napoli) lascia la toga e va fare l’eurodeputato, mentre Bruni torna a lavorare alle sue storie di ndrangheta e di affari criminali che non si limitano a svolgersi nel solo crotonese. Spunta fuori la massoneria, mentre indaga su una truffa. Ma non era già capitato all’ex pm di Catanzaro? Non aveva più volte detto che in Calabria esistono logge massoniche coperte che agiscono in segreto magari nei salotti delle élites? Non aveva ipotizzato anche l’esistenza di una grande loggia a San Marino, alla quale farebbero parte personaggi illustri del panorama politico, e non solo, nazionale? Nessuno ha mai smentito questa ipotesi. I giudici si sono semplicemente affannati a scrivere che non ci sono le prove per dimostrarne l’esistenza. Ma che le cercassero, no?&lt;br /&gt;E vi ricordate quando De Magistris coinvolse nelle sue indagini le teste alte dei servizi segreti? Tutti a gridare allo scandalo, come se questi fossero intoccabili. Anche Bruni si è imbattuto con gli ambienti degli 007 italiani nelle sue inchieste. Quelli che fornivano le schede telefoniche agli indagati dell’inchiesta sulla costruzione della centrale turbogas di Scandale.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/immagini/hi-res/Bruni-Pierpaolo.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 172px; height: 133px;" src="http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/immagini/hi-res/Bruni-Pierpaolo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Poi c’è stata la famosa indagine sui rifiuti tossici. La vergogna delle vergogne. De Magistris indaga su un traffico di smaltimento illecito delle scorie tossiche provenenti dall’ex Pertusola Sud di Crotone e sotterrate nel cosentino. Nell’indagine sono coinvolti affiliati a cosche locali, imprenditori e politici. Tra cui l’ex assessore regionale all’ambiente Stancato. Sapete come andò a finire per l’assessore? In prescrizione. Ovviamente. Anche la Procura di Crotone alla fine negli novanta aprì un’inchiesta sullo schifo che avveniva nel e fuori dal sito industriale pitagorico, ora ridotto a un mucchio di rottami fatiscenti e pericolosi. All’epoca il procuratore di Crotone era Franco Tricoli (avete presente quello la cui segretaria era la moglie di Vrenna il re della spazzatura di Crotone processato e poi assolto da ogni accusa…). Non si sa perché, non si sa per come ma le carte rimasero sugli scaffali a prendere polvere per quasi dieci anni. Alla fine arriva Mazzotta e l’inchiesta viene riaperta. Portando alla luce fatti ormai noti per la popolazione (ricordiamo che furono gli stessi abitanti di Crotone a segnalare movimenti sospetti da Pertusola in una lettera anonima inviata in procura nel 1999) e sconvolgenti nella loro essenza: strade, piazzali di scuole e di ospedali costruiti con le scorie tossiche provenienti dagli stabilimenti chimico-industriali. Le strade di De Magistris e Bruni, dunque si incrociano ancora. Perché in Calabria è sempre la stessa storia. C’è chi vorrebbe cambiarne il finale ma viene fermato. E c’è chi prova, nonostante tutto, a sfogliare le pagine sperando di scrivere un giorno la parola fine, come lui, anzi come la giustizia richiederebbe.&lt;br /&gt;Noi? Noi siamo spettatori dormienti di una farsa che si ripete innumerevoli volte. Finché non ci sveglieremo. Forse solo una rivoluzione popolare potrà salvarci. Forse.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-7524122468650306749?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/7524122468650306749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=7524122468650306749' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7524122468650306749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7524122468650306749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/05/de-magistris-vs-bruni-due-pm-lo-stesso.html' title='De Magistris vs Bruni: due pm lo stesso destino?'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2265262751611226264</id><published>2010-05-06T16:33:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T16:40:38.419+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Nuovi massoni in Calabria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.amnotizie.it/notizie/Foto/Archivio/Cronaca/massoneria.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 352px; height: 288px;" src="http://www.amnotizie.it/notizie/Foto/Archivio/Cronaca/massoneria.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Esisterebbe in Calabria una loggia massonica dall’esotica e lunghissima denominazione ('Collegio provinciale di rito simbolico italiano Phoenix Oriente di Catanzaro') alla quale sarebbero iscritte decine di persone. L’avrebbe scoperto circa un anno fa il Pm della Procura della Repubblica di Crotone, il giovane Pierpaolo Bruni, il quale iscrisse, all’epoca, 20 persone nel registro degli indagati con le accuse a vario titolo, di associazione per delinquere, turbativa d'asta, abuso d'ufficio, truffa, frode in pubbliche forniture, falso e peculato. Stamattina, nell’ambito della stessa delicata inchiesta, che ruota intorno a una truffa da due milioni di euro sulla fornitura di materiale informatico e arredi per ufficio in ambito scolastico, sono state effettuate nuove perquisizioni sia in istituti scolastici sia in abitazioni di dirigenti scolastici e titolari di società private delle province Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia. I militari della guardia di finanza, tra le altre cose, hanno rinvenuto materiale del tipo usato per i riti massonici. Nell'abitazione di una delle persone coinvolte nell'inchiesta, Fortunato Lodari, di 41 anni, di Catanzaro, titolare della società informatica "The brain hardware", indagato per turbativa d'asta e truffa, sono stati trovati cappucci, collari e grembiulini. Una scoperta non da poco perché confermerebbe l’esistenza di una loggia segreta operante in Calabria, anche alla luce di altro materiale simile trovato durante la prima fase dell'indagine, lo scorso anno, nella perquisizione dell'abitazione dell'ex dirigente dell'ufficio scolastico provinciale di Crotone, Luigi Leone. Da Leone però i finanzieri trovarono qualcosa di più importante: un elenco di 22 nomi di persone appartenenti ad una loggia massonica denominata 'Collegio provinciale di rito simbolico italiano Phoenix Oriente di Catanzaro' che non risulta denunciata, così come prevede la legge, presso alcuna autorità competente e, quindi, da considerare come loggia coperta. E ancora. Sempre Luigi Leone è al centro dell’attività investigativa di Bruni. L'allora dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale avrebbe, infatti, fatto confluire denaro pubblico in due società delle quali era titolare il figlio, Giuseppe Leone, per l'acquisto di materiale informatico o d'ufficio, arredi e cancelleria.&lt;br /&gt;Le perquisizioni odierne hanno riguardano anche gli uffici di presidenza e le segreterie del Dipartimento di Scienze mediche dell'Università Magna Grecia di Catanzaro, dell'istituto per geometri e professionale Prestia di Vibo Valentia, dell'istituto comprensivo Vivariense di Squillace (Catanzaro), dell'istituto Malafarina di Soverato (Catanzaro) e degli istituti comprensivi Mattia Preti di Catanzaro e Alvaro di San Pietro a Maida.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2265262751611226264?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2265262751611226264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2265262751611226264' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2265262751611226264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2265262751611226264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/05/nuovi-massoni-in-calabria.html' title='Nuovi massoni in Calabria'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3422466731259456961</id><published>2010-05-03T18:59:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:28:06.373+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Primo maggio a Rosarno. Il mio punto di vista</title><content type='html'>Rosarno, primo maggio 2010. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A distanza di 4 anni, la manifestazione nazionale organizzata dai sindacati in occasione della festa dei lavoratori, ritorna in Calabria. Nel 2006 Cgil, Cisl e Uil scelsero Locri, come risposta all’omicidio di Franco Fortugno, all’epoca vicepresidente del Consiglio Regionale calabrese, avvenuto nell’ottobre dell’anno precedente. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quest’anno Rosarno, diventata simbolo dello sfruttamento degli immigrati e del lavoro nero, è stata scelta, più che per festeggiare, per riportare l’attenzione sia sulla drammatica situazione che vive la Calabria (e tutto il Mezzogiorno) in tema di occupazione, sia sulla situazione vissuta da migliaia di extracomunitari nella piana di Gioia Tauro, protagonisti nel gennaio scorso di una vera e proprio rivolta degli schiavi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In migliaia (15 mila secondo le organizzazione sindacali, ma a noi sembrava qualcosina in meno) sono giunti da ogni parte della regione. Sono arrivati di buon mattino, la maggior parte a bordo di pullman organizzati, e si sono ritrovati davanti all’ex Rognetta, proprio dove fino all’inizio dell’anno avevano trovato riparo centinaia di immigrati, la maggior parte dei quali con regolare permesso di soggiorno, che prestavano la loro manodopera per la raccolta delle arance in cambio di pochi euro al giorno, una ventina circa. Una paga misera per oltre 12 ore di lavoro, sulla quale erano pronti a fare la cresta chiedendo la propria parte spietati caporali, ora finiti in carcere. Lavoro, legalità e solidarietà i temi scelti, non a caso, per la manifestazione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il corteo ha attraversato la cittadina della piana fino a piazza Valarioti. Bandiere, striscioni, cartelli, giovani, anziani e anche qualche bambino hanno percorso le stesse strade dove quasi 4 mesi fa venne sfogata la rabbia degli sfruttati. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci sono i sindacati, le associazioni, qualche politico, semplici cittadini, diversi immigrati. Ci sono i precari delle pubbliche amministrazioni, ci sono i giovani disoccupati, ci sono i pensionati.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Pochi i rosarnesi. Questa volta non scendono a manifestare. Preferiscono restare spettatori di una manifestazione che li riporta ancora una volta sotto i riflettori nazionali. Qualcuno c’è ma non vuol neanche farsi vedere e si nasconde quando ci vede arrivare. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel corteo sventolano i colori dei sindacati, si cantano vecchie canzoni di partito, si innalzano i gonfaloni dei comuni presenti. C’è anche posto per un po’ di folklore con i giganti che danzano e la banda musicale che suona. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Su un terrazzino a ridosso della piazza lo stand con i volontari di Libera che hanno venduto i finocchi della legalità, quelli raccolti nei giorni scorsi a Isola di Capo Rizzuto su un terreno confiscato agli Arena.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A piazza Valarioti i manifestanti vengono accolti dall’inno di Mameli. Ma la folla si anima quando a prendere la parola sono i segretari nazionali dei tre maggiori sindacati italiani: Epigani, Bonanni, Angeletti. Cgil, cisl e uil si presentano uniti e chiedono al governo un piano serio per l’occupazione. Ma c’è anche spazio per l’autocritica perché in molti si chiedono: prima della rivolta di Rosarno i sindacati dove erano?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A parlare dal palco anche una ragazza marocchina. Racconta la sua esperienza di integrazione. Insegnante di lingua araba ha 27 anni, vive a Reggio Calabria e parla di un’accoglienza diversa. Lei è stata più fortunata di migliaia di suoi connazionali costretti in schiavitù.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Molti degli immigrati presenti in piazza, con tanto di cappellino e bandiera dei sindacati, non vogliono parlare. C’è chi dice addirittura di non conoscere l’italiano, altri si dileguano alla vista della telecamera. Solo alla fine qualcuno si ferma a chiacchierare con noi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A manifestazione conclusa, dopo il concerto tenutosi nel pomeriggio, ognuno è ritornato nelle proprie case. Anche a Rosarno la vita è ripresa come ogni giorno. Tale e quale a prima. E giusto dietro l’angolo, sembra nascondersi l’ombra del passato. Nonostante il messaggio di speranza che una giornata come questa ha voluto inviare. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3422466731259456961?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3422466731259456961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3422466731259456961' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3422466731259456961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3422466731259456961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/05/primo-maggio-rosarno-il-mio-punto-di.html' title='Primo maggio a Rosarno. Il mio punto di vista'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2573823937515317137</id><published>2010-04-29T17:07:00.008+02:00</published><updated>2010-05-03T19:10:54.856+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Malasanità'/><title type='text'>Calabria. Sanità ancora malata?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9mhDf1VMJI/AAAAAAAAAH0/jcHoqiGXv5s/s1600/ospedale-cosenza1_2f1cd7cdd.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 156px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9mhDf1VMJI/AAAAAAAAAH0/jcHoqiGXv5s/s200/ospedale-cosenza1_2f1cd7cdd.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465576704247672978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un nuovo triste caso di presunta malasanità scuote la Calabria. Una bambina di appena 4 anni è morta martedì sera nel nosocomio di Cosenza (&lt;a href="http://www.videocalabria.tv/servizi.html?view=servizio&amp;amp;id=67"&gt;guarda il servizio di Paolo Talarico&lt;/a&gt;). Aveva la febbre e un po’ di tosse, così i genitori di origini cinesi ma residenti a Bonifati, nell’Alto Tirreno Cosentino, domenica scorsa avevano deciso di portarla in ospedale a Cetraro. Dopo le prime cure, la bambina è stata dimessa con una diagnosi di congestione orofaringea e tosse. Nonostante fosse stata seguita la terapia prescritta, i sintomi non si attenuavano, anzi peggioravano. La preoccupazione è dunque cresciuta e la bambina martedì è stata nuovamente fatta visitare dai medici di Cetraro, i quali hanno deciso di trasferirla nel reparto di Pediatria dell'ospedale di Cosenza, dove poi è morta. I genitori hanno denunciato l'accaduto. La procura della Repubblica di Cosenza ha aperto un’inchiesta nell’ambito della quale il sostituto procuratore, Vincenzo Visconti, ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche nei due ospedali, affidando l'incarico per l'autopsia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che nel settembre dello scorso anno tre medici dell’ospedale di Cosenza sono stati condannati in primo grado per omicidio colposo per la vicenda del piccolo Andrea Bonanno, morto anche lui a soli 4 anni dopo un lungo calvario, a causa di un’ingessatura ad un braccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di ingessatura alle braccia…Ricordiamo che nel mese di dicembre 2009 nello stesso reparto dello stesso ospedale i medici ingessarono il braccio sbagliato (quello rotto era il destro e loro ingesseranno quello sinistro) ad una bambina di soli due anni e mezzo. Il padre della piccola, Vincenzo Macrito, ha raccontato che "avevamo paura a portare la piccola all'ospedale, e forse avevamo ragione: 40 giorni fa un mio fratello, che si era sentito male, e' andato al pronto soccorso dell'ospedale. Lo hanno visitato e lo hanno mandato via. Ma dopo 36 ore e' morto. Aveva 42 anni e lascia moglie e un figlio di 12 anni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che proprio mercoledì scorso, 21 aprile, in occasione della prima riunione della Giunta Regionale della Calabria, l’esecutivo ha rimosso Franco Petramala quale direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9mhb8ZpJxI/AAAAAAAAAH8/0Vr-vMch1TE/s1600/federica_monteleone03_5.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 156px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9mhb8ZpJxI/AAAAAAAAAH8/0Vr-vMch1TE/s200/federica_monteleone03_5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465577124233029394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che nel 2007 la povera Federica Monteleone morì nello stesso ospedale di Cosenza dopo aver subito un intervento di appendicectomia nell’ospedale di Vibo Valentia che l’aveva ridotta in coma farmacologico. Aveva 16 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che proprio oggi l’ex direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia Armando Crupi è stato rinviato a giudizio per corruzione. Avrebbe intascato tangenti per la costruzione del nuovo ospedale mai completato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che oggi i militari della guardia di finanza hanno notificato 4 avvisi di garanzia ad altrettanti dirigenti ed funzionari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria in carica dal 2006 al 2008. A tutti viene contestato il reato di abuso in atti di ufficio aggravato dall’ingente entità del danno, con l’accusa di avere consapevolmente, nell’ambito dei rispettivi ruoli, coperto ed assecondato il formarsi di ingenti debiti fuori bilancio nel settore dei rapporti con le strutture sanitarie private accreditate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2573823937515317137?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2573823937515317137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2573823937515317137' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2573823937515317137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2573823937515317137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/calabria-sanita-ancora-malata.html' title='Calabria. Sanità ancora malata?'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9mhDf1VMJI/AAAAAAAAAH0/jcHoqiGXv5s/s72-c/ospedale-cosenza1_2f1cd7cdd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-7983713590509452344</id><published>2010-04-29T11:30:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:28:29.259+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Donne di Calabria</title><content type='html'>La Calabria, negli ultimi giorni, ci ha regalato un’immagine delle donne calabresi molto variegata. Da una parte donne che applaudono al boss latitante appena arrestato definendolo uomo di pace, da un’altra una madre, Francesca Gabriele, che lotta per avere giustizia per la morte di suo figlio undicenne ucciso mentre giocava a calcetto da un killer appena maggiorenne, dall’altra ancora donne di ndrangheta che gestiscono gli affari dei mariti e familiari detenuti (ieri ne sono state arrestate 7 in un’operazione contro la cosca Pesce di Rosarno). Abbiamo anche visto un sindaco, Carolina Girasole di Isola Capo Rizzuto, raccogliere i frutti della legalità insieme a Don Ciotti, presidente dell’associazione antimafia Libera, su un terreno confiscato alla ndrangheta. E ancora qualche settimana fa la nomina di una donna, Antonella Stasi, alla Vicepresidenza della Regione Calabria, una regione che nella massima Assemblea elettiva di donne per la prossima legislatura non ne avrà neanche una. Ed è sempre una donna, Fernanda Gigliotti, che alla luce della disfatta del PD alle ultime elezioni regionali chiede a gran voce il commissariamento del partito, visto che gli organi direttivi regionali (uomini) non vogliono proprio saperne di dimettersi. Strano posto questa Calabria. Verrebbe da dire che la ndrangheta sia più favorevole alle quote rose rispetto alla politica e alla stessa società civile. Almeno nella cosca la donna conta. Maneggia i soldi sporchi e pensa a come reimpiegarli. Ha un ruolo attivo e non è l’ombra di nessuno. I cittadini invece, non sono stati capaci di eleggere neanche una rappresentante femminile in Consiglio Regionale. E non va meglio a livello locale: su 409 comuni calabresi, solo poco più di una decina è guidata da sindaci con la gonna mentre le 5 province vedono al timone altrettanti uomini. Di rosa in Calabria, restano solo i fiocchi appesi alle finestre e ai balconi per annunciare la nascita di una bambina. Che probabilmente, come tutte noi, crescendo dovrà lottare il doppio dei suoi “amichetti” per dimostrare le sue qualità. E poi deve sperare di non essere troppo bella. Altrimenti sarà costretta a convivere con i più ridicoli luoghi comuni. Mi chiedo: sarà ancora il caso di continuare a festeggiare l’8 marzo?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-7983713590509452344?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/7983713590509452344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=7983713590509452344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7983713590509452344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7983713590509452344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/donne-di-calabria.html' title='Donne di Calabria'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-4663257759389066018</id><published>2010-04-28T16:24:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T17:28:55.865+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><title type='text'>Fresco di legalità. Don Ciotti a Isola di Capo Rizzuto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9hFoneqL9I/AAAAAAAAAHs/ZGL7e-RvRu8/s1600/Libera+Associazioni,+nomi+e+numeri+contro+le+mafie.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 192px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9hFoneqL9I/AAAAAAAAAHs/ZGL7e-RvRu8/s200/Libera+Associazioni,+nomi+e+numeri+contro+le+mafie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465194711908757458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In una calda mattina di fine aprile, l’odore dei campi è così gradevole da invitare a profondi respiri. La terra sotto i piedi, appena irrigata, si muove quasi morbida tra i passi. Passi fermi e sicuri di centinaia di persone che hanno deciso di raccogliere i frutti “freschi di legalità”.&lt;br /&gt;Si sono ritrovati davvero in tanti ieri in località Vermica di Isola Capo Rizzuto (KR) per partecipare alla raccolta dei finocchi coltivati su un terreno (5 ettari) confiscati alla cosca Arena. Una giornata di festa e di presa di coscienza dei valori civili che ha registrato la presenza di autorità, rappresentanti delle istituzioni, forze dell’ordine, sindacati, associazioni e soprattutto di tanti semplici cittadini che hanno deciso di fare la loro parte in quel tortuoso percorso che porta alla legalità &lt;a href="http://www.videocalabria.tv/servizi.html?view=servizio&amp;amp;id=63"&gt;(guarda il servizio)&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Con l’iniziativa di ieri ci si avvia verso la costituzione, con bando pubblico, della prima cooperativa sociale di Libera Terra nel crotonese, un progetto ormai sviluppato anche in altre realtà italiane, che nasce all’interno di Libera, l’associazione antimafia nata per volontà di don Luigi Ciotti, che la presiede e che ieri era presente a Isola Capo Rizzuto. “Essere qui è importante, lo è per tutti – ha detto don Ciotti – è però anche necessario proseguire questo cammino affinché si possano ottenere risultati sempre maggiori. La Calabria è una terra meravigliosa. E i Calabresi,anche essi meravigliosi, devono trovare il coraggio di ribellarsi e non soggiacere al potere criminale delle cosche”.&lt;br /&gt;La manifestazione rappresenta la prima tappa di un percorso che prosegue da oltre un anno grazie al coordinamento della Prefettura di Crotone e al sostegno di soggetti imprenditoriali che si occupano di produzione biologica, in collaborazione con le organizzazioni agricole.&lt;br /&gt;“I finocchi raccolti – ha detto il sindaco di Isola Carolina Girasole - verranno distribuiti in occasione della festa del Primo Maggio nelle piazze di Rosarno, Roma e Bologna, dove si svolgeranno le principali manifestazioni organizzate dai sindacati. Siamo felici e orgogliosi di portare nelle piazze questi frutti tipici dell’agricoltura del nostro territorio e che diventano motivo di riscatto”.&lt;br /&gt;Significativa la presenza dei familiari di alcune delle vittime innocenti di mafia come di Debora Cartisano, figlia del fotografo rapinato e ucciso dalla 'ndrangheta nel 1993 e come Francesca e Giovanni Gabriele, genitori del piccolo Dodò, ucciso nel giugno dello scorso anno in un campo di calcetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-4663257759389066018?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/4663257759389066018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=4663257759389066018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4663257759389066018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4663257759389066018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/fresco-di-legalita-don-ciotti-isola-di.html' title='Fresco di legalità. Don Ciotti a Isola di Capo Rizzuto'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9hFoneqL9I/AAAAAAAAAHs/ZGL7e-RvRu8/s72-c/Libera+Associazioni,+nomi+e+numeri+contro+le+mafie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3509449203493521661</id><published>2010-04-28T12:38:00.005+02:00</published><updated>2010-05-12T17:29:14.140+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Capocolonna...in casa propria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9gQttTd9cI/AAAAAAAAAHc/bNdBQrfStRI/s1600/capocolonna.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 136px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9gQttTd9cI/AAAAAAAAAHc/bNdBQrfStRI/s200/capocolonna.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465136525255505346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C’è chi racconta che tempo fa passeggiando sul promontorio di Capo Colonna a Crotone, era facile “inciampare” in piccole monete, antichi reperti di una età del passato in cui l’antica Roma dominava il territorio. C’è chi ipotizza che sul lungomare della città pitagorica, tra i massi della scogliera frangiflutti siano stati inseriti anche alcuni stilobati provenienti dal tempio di Hera Lacinia&lt;a href="http://www.crotonews.it/cronaca/8-cronacanews/1450-blocchi-stilobate/"&gt; (confronta la notizia su crotonews)&lt;/a&gt;. Quasi tutti sono pronti a raccontare di aver avuto tra le mani oggetti preziosi simbolo della storia di Crotone: resti di anfore, monili, anche qualche “semplice” pietra.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno poi, oltre ad affidarsi al racconto dei ritrovamenti, ha pensato bene di metterli in mostra. Non in un museo ma nel proprio giardino. Pur sapendo incappare in un illecito. &lt;span style=""&gt;I militari del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Nucleo Tutela Patrimonio&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Culturale&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di Cosenza, nell’ambito de&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;lle attività di co&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9gRN4r_cvI/AAAAAAAAAHk/9KmIRrVN1i8/s1600/colonne.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 159px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9gRN4r_cvI/AAAAAAAAAHk/9KmIRrVN1i8/s200/colonne.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465137078066967282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt;ntrollo delle aree archeologiche regionali, coadiuvati da personale della Soprintendenza Archeologica della Calabria&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;hanno, infatti denunciato una persona, la quale, aveva ben pensato, di adornare il verde di casa proprio con &lt;span style=""&gt;12 rocchi di colonna, a fusto liscio, in calcarenite, di epoca romana, di notevole importanza storica ed archeologica. &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;I preziosi reperti, dalle dimensioni variabili di cm. 80 di altezza per cm. 50 di larghezza, secondo i militari, potrebbero essere stati scavati nell’area di contrada San Giorgio del comune di Crotone. Il valore dei beni culturali &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;recuperati &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e’ di circa 50.000 euro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3509449203493521661?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3509449203493521661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3509449203493521661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3509449203493521661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3509449203493521661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/capocolonnain-casa-propria.html' title='Capocolonna...in casa propria'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9gQttTd9cI/AAAAAAAAAHc/bNdBQrfStRI/s72-c/capocolonna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-7116205651296836906</id><published>2010-04-27T16:20:00.007+02:00</published><updated>2010-04-27T19:29:54.368+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>ARRESTATO TEGANO. E LA GENTE APPLAUDE PER IL BOSS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9by1Xv0FrI/AAAAAAAAAHU/LHadM7dLEtA/s1600/tegano.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 70px; height: 87px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9by1Xv0FrI/AAAAAAAAAHU/LHadM7dLEtA/s200/tegano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464822196582225586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Su di lui pendeva persino un mandato di cattura internazionale. Ma poi come spesso accade per i boss di casa nostra, un posto in cui nascondersi per evitare di finire dietro le sbarre, lo si trova quasi sempre nel proprio paese d’origine. È accaduto con l’arresto di Pasquale Manfredi, presunto killer di Carmine Arena, capo dell’omonima cosca di Isola Capo Rizzuto (KR), che si nascondeva in viale Kennedy, in pieno centro cittadino a poche decine di metri dalla caserma della locale stazione dei carabinieri (!). È accaduto nel 2008 con il supremo, Pasquale Condello che se ne stava in una bella palazzina a Reggio Calabria a bere champagne. Ed è accaduto ieri sera. La latitanza di Giovanni Tegano (classe 1939, irreperibile dal 1993 e inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi) &lt;a href="http://www.videocalabria.tv/servizi.html?view=servizio&amp;amp;id=60"&gt;(guarda il servizio speciale)&lt;/a&gt; è finita in una villa in località Terreti della città calabrese che si affaccia sullo stretto.  A Tegano, che deve scontare la condanna all'ergastolo, sono stati notificati una serie di provvedimenti restrittivi per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di armi ed altri reati. Quando ieri sera i militari hanno fatto irruzione nella tana di uno del boss storici della ndrangheta calabrese, lo hanno trovato in compagnia di altre cinque persone, tra cui suo genero, che sono state arrestate. Nel covo stavano parlando di affari, perché ovviamente, anche da latitante, Tegano curava le sue illecite attività. La struttura in cui Tegano ha vissuto negli ultimi 17 anni, una villa ai piedi dell’Aspromonte, aveva un sistema di video-sorveglianza composto da cinque microtelecamere: sia la villa che il sistema di videosorveglianza sono stati posti sotto sequestro . Tegano, che indossava un vestito di velluto verde e una camicia quadrettata, è stato trovato in possesso di marsupio all'interno del quale c'era una pistola calibro 6,35 con matricola cancellata, due caricatori, ventisette cartucce ed un coltello a serramanico. Insomma, era un boss latitante e ben accessoriato. Come dire…non si sa mai.&lt;br /&gt;Fin qui le belle notizie: il boss irreperibile che viene arrestato e in carcere finiscono anche i suoi fiancheggiatori. Ma in Calabria, si sa, anche un momento che doveva essere di festa per tutti i cittadini onesti che credono e sperano ancora in una parvenza di legalità in questa terra, è diventato uno dei giorni più bui che l’intera regione dovrà ricordare. Perché, se in Sicilia i siciliani attendono il trasferimento dei mafiosi in carcere per applaudire e sostenere l’operato delle forze dell’ordine, in Calabria, a Reggio, stamattina centinaia di persone (parenti, amici e conoscenti degli arrestati) hanno invece atteso il boss per salutarlo con un lungo applauso al grido di “Giovanni uomo di pace”. Quattro semplici parole che messe così una dietro l’altra hanno dato vita ad una frase dal suono a dir poco agghiacciante.&lt;br /&gt;Una delle pagine più brutte che la nostre società potesse scrivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-7116205651296836906?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/7116205651296836906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=7116205651296836906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7116205651296836906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7116205651296836906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/arrestato-tegano-e-la-gente-applaude.html' title='ARRESTATO TEGANO. E LA GENTE APPLAUDE PER IL BOSS'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S9by1Xv0FrI/AAAAAAAAAHU/LHadM7dLEtA/s72-c/tegano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-5671516042068555405</id><published>2010-04-26T17:05:00.004+02:00</published><updated>2010-04-27T19:30:50.462+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>I caporali di Rosarno</title><content type='html'>Hanno dato sfogo alla loro rabbia. Hanno voluto mostrarsi e non essere più considerati fantasmi vaganti nelle campagne della piana di Gioia Tauro. Si sono uniti e hanno deciso di ribellarsi alle condizioni disumane cui erano sottoposti per guadagnare pochi euro al giorno in cambio di un lavoro massacrante. Le ragioni della ormai nota rivolta di Rosarno stanno tutte qua. E pare che anche le indagini della Procura di Palmi abbiano appurato che la guerriglia urbana rosarnese di gennaio fu frutto di un malcontento, e di una sofferenza covata per mesi dai tanti extracomunitari presenti sul territorio. Per anni. Dentro l’ex Rognetta, nei casolari abbandonati. Nei silos di fabbriche dismesse. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;Grazie proprio alle loro testimonianze, raccolte dai funzionari dell’organizzazione internazionale per le migrazioni, l’inchiesta ha avuto una svolta e stamattina, con l’operazione Migrantes &lt;a href="http://www.videocalabria.tv/servizi.html?view=servizio&amp;id=55"&gt;(guarda il servizio)&lt;/a&gt; compiuta dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria, dai carabinieri e dai militari della guardia di finanza sono scattate le manette per 31 persone, italiani e stranieri, e sono stati sequestrati 20 aziende e 200 terreni per un valore di 10 milioni di euro. In particolare 9 degli indagati, 4 marocchini, un bulgaro, un egiziano, un algerino, un sudanese e un tunisino sono finiti in carcere, mentre ventuno sono detenute ai domiciliari e una è stata sottoposta all’obbligo di dimora. In carcere, quindi, finiscono solo i caporali, tutti nazionalità straniera: per i proprietari delle aziende e dei terreni, invece, il Gip del Tribunale di Palmi ha disposto gli arresti domiciliari, separando quindi, in quanto a gravità, le due condotte. Tre degli extracomunitari indagati sono stati rintracciati a Caserta, Siracusa e Catania, dove, notoriamente, viene impiegata manodopera straniera stagionale per la raccolta nei campi. Le indagini hanno avuto inizio nel gennaio scorso, quando a Rosarno si verificò la rivolta degli extracomunitari impegnati nella raccolta degli agrumi. Gli investigatori hanno individuato una presunta organizzazione che si occupava di reclutare e sfruttare i lavoratori stranieri impiegati nel settore dell'agricoltura. "Le indagini - ha detto il capo della squadra mobile, Renato Cortese - hanno fatto emergere una rete di collegamento di 'caporali' che gestivano la manodopera, con capisaldi anche a Catania, Villa Literno, nel casertano, veri e propri 'collocatori di braccia'".Gli investigatori, inoltre, hanno accertato che alla base delle proteste e degli episodi di violenza vi erano le condizioni di assoluta subordinazione in cui versavano gli immigrati finiti nelle mani di persone che li costringevano a lavorare in condizioni inique. I lavoratori extracomunitari erano costretti, infatti, a lavorare mediamente dalle 12 alle 14 ore al giorno ricevendo un compenso di venticinque euro al giorno di cui sei finivano nelle mani del 'caporale'. Ribellarsi era vietato. Chi lo faceva subiva ritorsioni o minacce.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;È importante, infine, sottolineare che sebbene siano ormai trascorsi 3 mesi e mezzo dalla guerriglia urbana, l’atmosfera a Rosarno continua a restare tesa. Riprova ne è il fatto che proprio ieri sera un carabiniere è rimasto ferito di striscio a una mano durante dei tafferugli nati tra un gruppo di bulgari e alcuni residenti rosarnesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-5671516042068555405?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/5671516042068555405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=5671516042068555405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5671516042068555405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5671516042068555405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/i-caporali-di-rosarno.html' title='I caporali di Rosarno'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1048080398068362902</id><published>2010-04-23T15:37:00.003+02:00</published><updated>2010-04-27T19:31:02.687+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>Giustizia per Domenico Gabriele</title><content type='html'>Killer a 19 anni. Accade anche questo in Calabria. Andrea Tornicchio, classe 1990 è uno dei presunti autori e ideatori della strage al campo di calcetto avvenuto il 25 giugno dello scorso anno in contrada Margherita a Crotone. Insieme a Vincenzo Dattolo, 26 anni, avrebbero sparato all’impazzata avendo come obiettivo Gabriele Marrazzo, di 35 anni, che fu ucciso sul colpo, ma i killer ferirono anche altre 9 persone, tra le quali l’undicenne Domenico Gabriele detto Dodò, che morì il 20 settembre successivo nell'ospedale di Catanzaro. Tre mesi di coma, di agonia, di dolore e disperazione. Tre mesi che hanno inferto una profonda ferita alla città, ma ancora non sembra abbiano smosso realmente le coscienze. &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;Secondo gli inquirenti, che oggi hanno eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati &lt;a href="http://www.videocalabria.tv/servizi.html?view=servizio&amp;amp;id=48"&gt;(guarda il servizio)&lt;/a&gt;, 7 dei quali già detenuti e uno dei quali minorenne, bisogna guardare oltre la mera dinamica dei fatti. L’efferatezza con cui è stato portato a termine l’agguato, la consapevolezza dei killer di poter far male anche ad altri, portano ancora una volta alla luce la brutalità dei mafiosi. Mafiosi che diventano boss a soli 17 anni, che a 19 impugnano un’arma e ammazzano, per poi continuare a crescere dietro le sbarre. Il capocosca dei Tornicchio, Francesco in carcere da qualche anno, comandava dalla sua cella. Impartiva ordini approfittando dei colloqui con i parenti (la madre e i fratelli, ora in carcere anche loro) e scrivendo lettere (utilizzando nomi fittizi per il mittente) agli affiliati e agli “amici”. In una di queste si fa riferimento all’agguato in cui morì Dodò. Non c’è segno di pentimento, né di accusa ai killer per aver coinvolto un bambino nella loro follia omicida. Anzi. Il Tornicchio cavalca il momento e scrive: ora tutti sanno che “a Cantorato (la zona di Crotone in cui opera la cosca, ndr) dove passano i Tornicchio la terra trema e la lupara canta”. Uccidere un bambino è un motivo di vanto, un modo per far capire quanto siano potenti questi picciotti, di quanto possano contare sul territorio. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNoSpacing"&gt;Mi chiedo cosa sognino i mafiosi di notte. Nel mio cuore spero che le loro notti siano invase dagli spettri delle vittime, innocenti, che hanno ammazzato. Spero che l’insonnia diventi per loro una dolce compagnia. L’unica che mi auguro non li abbandoni mai. La coscienza invece l’hanno già persa. Affogata nei fiumi di sangue che hanno versato. E con cui sporcano ogni giorno questa nostra amata terra. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1048080398068362902?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1048080398068362902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1048080398068362902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1048080398068362902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1048080398068362902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/giustizia-per-domenico-gabriele.html' title='Giustizia per Domenico Gabriele'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-7266181631211882571</id><published>2010-04-22T16:28:00.003+02:00</published><updated>2010-04-27T19:31:02.688+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>KALASHNIKOV A COLAZIONE - Agguato a Vittorio Sia</title><content type='html'>Se sia iniziata una nuova guerra di ‘ndrangheta in Calabria saranno gli investigatori ad accertarlo. Certo è che l’aria che si respira negli ultimi mesi ha l’odore del sangue. Tanto sangue, troppo. Che sia una piazza al centro di un paese, una via secondaria, il giardino della propria abitazione, poco importa. La location in cui agire è secondaria negli intenti delle menti criminali dei killer. Tutto sta alla loro “professionalità”: più si è bravi a centrare l’obiettivo, meno importa dove questo si trovi nel momento in verrà impugnata l’arma. E si sa, l’arma preferita dalle cosche di Calabria è il kalashnikov. Un potente fucile mitragliatore di origine russa, come quello usato stamattina per freddare il boss Vittorio Sia, a Soverato &lt;a href="http://www.videocalabria.tv/servizi.html?view=servizio&amp;amp;id=41"&gt;(guarda il servizio)&lt;/a&gt;. All’occorrenza ci si può accompagnare anche con un bazooka, come quello con cui, nel 2004 a Isola di Capo Rizzuto, è stato fatto fuori Carmine Arena.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;Chi cresce in Calabria, impara da piccolo che le armi, da noi, non le impugnano solo gli uomini delle forze dell’ordine. Le armi da noi le trovi nascoste dietro qualche pianta nelle campagne, nei fienili, interrate in zone più o meno deserte, ben &lt;i style=""&gt;incelofanate&lt;/i&gt; per non sporcarle. Per non rovinarle. Chi è fortunato non ne vedrà mai alcuna. Chi lo è meno, potrà vedersela puntare addosso o verso qualcun altro. Non so quale delle due condizioni sia peggiore: essere vittima o essere testimone. Il rischio è che il secondo faccia la fine del primo. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-7266181631211882571?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/7266181631211882571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=7266181631211882571' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7266181631211882571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7266181631211882571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/kalashnikov-colazione.html' title='KALASHNIKOV A COLAZIONE - Agguato a Vittorio Sia'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3795854930161504422</id><published>2010-04-21T18:46:00.004+02:00</published><updated>2010-04-27T19:32:30.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Good News'/><title type='text'>AIDS: RICERCATORE CALABRESE, ISS APPROVA TEST PER VACCINO TERAPEUTICO</title><content type='html'>COSENZA, 21 APR - L'Istituto superiore di sanità ha approvato  la sperimentazione clinica di fase uno di un vaccino terapeutico anti  Aids. Lo ha reso noto oggi il prof. Arnaldo Caruso, scopritore del  vaccino e direttore scientifico della sperimentazione sull'uomo  designato dalla società Medestea, nel corso di una manifestazione a  Trenta, in provincia di Cosenza. "Il vaccino - ha spiegato Caruso - è  basato sul peptide AT20 della proteina matrice p17 del virus Hiv".  Caruso, originario del piccolo centro della preSila cosentina, è docente  di microbiologia alla facoltà di Medicina a Brescia. "La prima  inoculazione - ha detto - è prevista per il mese di giugno e verrà  effettuata su di un paziente a Perugia. La scelta della città umbra non è  casuale perché testimonia l'impegno verso la ricerca della Fondazione  Cassa di Risparmio della città, nonché la presenza, sempre a Perugia,  del capofila della sperimentazione clinica, il prof. Franco Baldelli. Il  farmaco e l'intero dossier clinico è stato sviluppato dalla Medestea di  Torino che è anche impegnata nell'attuazione della sperimentazione  sull'uomo". "Trentasei - ha concluso Caruso - i pazienti che si  sottoporranno alla sperimentazione in tutta Italia. Saranno seguiti nei  centri di malattie infettive di Brescia, Milano e Torino. La  sperimentazione consiste in cinque somministrazioni del farmaco a  distanza di un mese l'una dall'altra e di un ulteriore follow up di sei  mesi. L'intera fase uno dovrebbe terminare entro la fine del 2011". (ANSA)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.videocalabria.tv/servizi.html?view=servizio&amp;amp;id=43"&gt;(guarda il servizio)&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3795854930161504422?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3795854930161504422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3795854930161504422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3795854930161504422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3795854930161504422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/aids-ricercatore-calabrese-iss-approva.html' title='AIDS: RICERCATORE CALABRESE, ISS APPROVA TEST PER VACCINO TERAPEUTICO'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8320169605695025990</id><published>2010-04-20T17:33:00.003+02:00</published><updated>2011-07-08T16:09:28.233+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Io, terrona, tifo Italia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S83J13076YI/AAAAAAAAAHM/4iKmopendC8/s1600/2756625178.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 158px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S83J13076YI/AAAAAAAAAHM/4iKmopendC8/s200/2756625178.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462243850426509698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Forza Italia! Prima che qualcuno se ne appropriasse per farne il nome di un partito politico, queste due parole evocavano lo spirito di una nazione che almeno davanti a una partita di calcio sapeva ritrovarsi nella sua unità. Uomini, donne, anziani e bambini, tutti a tifare per gli azzurri. Senza distinzione geografica: dal sud al nord passando per le isole. Ora pare non sia più così. E sembra pure che il ruolo politico che la Lega Nord sta assumendo in Italia sia in parte responsabile di questo. Lo stesso Renzo Bossi, figlio del più noto leader del carroccio Umberto, eletto con 13 mila preferenze al Consiglio Regionale della Lombardia, avrebbe dichiarato in un’intervista a Vanity Fair che a giugno, in occasione dei mondiali di calcio che si svolgeranno in Sud Africa, non tiferà Italia. “Il tricolore, per me identifica un sentimento di cinquant'anni fa" ha detto Bossi Junior. Non ci resta che farcene una ragione e sperare che almeno non gufi! Solo che se si va di questo passo, tra 4 anni e con la Lega che avanza e che non scende sotto Roma manco per vacanza, resteremo solo noi terroni a tifare Italia. Noi che crediamo in quel tricolore vecchio di 50 anni. Siamo così, un po’ retrò. Sarà per questo che restiamo sempre indietro. Come asini che hanno mangiato troppe carote e ricevuto troppo poche bastonate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8320169605695025990?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8320169605695025990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8320169605695025990' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8320169605695025990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8320169605695025990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/io-terrona-tifo-italia.html' title='Io, terrona, tifo Italia'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S83J13076YI/AAAAAAAAAHM/4iKmopendC8/s72-c/2756625178.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-5200171089608402090</id><published>2010-04-20T13:42:00.000+02:00</published><updated>2010-05-12T17:29:58.607+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Quando la strada era dei bambini</title><content type='html'>Erano i favolosi anni 80 quando per noi bambini dell’epoca, per giocare ci bastavano poche cose. Qualche collant delle nostre mamme da legare insieme per formare un lungo elastico e a turno saltarci dentro, un gesso col quale scrivere a terra una sorta di tabella con numeri per dar vita alla “campanella”, o semplicemente un muro per la “tana” e qualche albero e siepe dietro cui nascondersi. Ci bastava una strada per divertirci. Una strada sicura, di quelle che circondavano le nostre case, in uno dei quartieri storici di Isola, ai piedi del vecchio castello e del Duomo. Vedevamo spesso i contadini che tornavano dalle campagne poco fuori dal paese e che venivano a far riposare il cavallo che tirava &lt;i style=""&gt;u sciaraballu&lt;/i&gt;. Si sedevano sul muretto del vecchio abbeveratoio e d’estate si passavano l’acqua fresca sul viso e tra i capelli. Accanto c’erano le vasche. Il lavatoio pubblico dove le signore di paese, quando erano ancora lontani i tempi delle lavatrici, venivano invece a lavare i panni. Per noi, divertirsi significava anche star lì per ore a guardare lo svolgimento di queste semplici attività quotidiane, ormai perdute. Di sera, seduti &lt;i style=""&gt;subba nu basolatu&lt;/i&gt;, guardavamo scorrere la vita mentre il vento scuotevano i rami degli aranci e i figli di uno dei vicini tornavano dal pascolo con le pecore. Ho impresse nella testa le immagini di noi bambini che ci rincorrevamo per le strade mentre all’ora di cena le mamme ci chiamavano urlando i nostri nomi dalle finestre e dai balconi. I ricordi sono riemersi insieme, tanti altri ne porto dentro, mentre leggevo di un’iniziativa di Legambiente, 100 strade per giocare, un’iniziativa a livello nazionale finalizzata al riapproprio, da parte di adulti e bambini, delle strade cittadine. Oggi che di strade su cui inventarsi i giochi non ne esistono più. Oggi che i giochi li compri, e a caro prezzo. Oggi che i bambini se ne stanno sdraiati sul divano a guardare il canale tematico dei cartoon alla tv, o davanti a un monitor a scoprire le chat dei social network. Oggi, che se quella strada potesse parlare…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-5200171089608402090?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/5200171089608402090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=5200171089608402090' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5200171089608402090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5200171089608402090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/quando-la-strada-era-dei-bambini.html' title='Quando la strada era dei bambini'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2966117767200341162</id><published>2010-04-15T15:49:00.002+02:00</published><updated>2010-04-27T19:31:14.625+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>A Isola Capo Rizzuto si torna a sparare</title><content type='html'>Perché gli hanno sparato, francamente non mi importa. Probabilmente si salverà grazie ai dottori dell’Ospedale di Crotone che l’hanno operato d’urgenza, e se non è stato solo un avvertimento, vorrà dire che dovrà ancora temere per la sua vita.&lt;a href="http://www.videocalabria.tv/servizi.html?view=servizio&amp;amp;id=22"&gt; Alfonso Capicchiano&lt;/a&gt; (detto Fofò perché a Isola tutti, oquasi tutti hanno un soprannome) si trovava in piazza Berlinguer (noi di Isola Capo Rizzuto, che non ci siamo ancora abituati alla nuova toponomastica, la chiamiamo semplicemente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;‘a rotonda&lt;/span&gt;) stamattina dopo le 11, proprio accanto alla caserma dei carabinieri. Un luogo che pare piaccia agli uomini delle cosche per portare a termine le loro opere di sangue. Già nel 2001 lo zio di Alfonso, Rosario, venne ucciso proprio lì davanti. E oggi come allora nessuno pare abbia visto nulla. Location diversa per il fratello Francesco che invece fu freddato in via Galileo Galilei, una stradina più appartata che però sfocia sulla più centrale Via Capo Colonna. Alfonso è un pluripregiudicato, ha 33 anni (più o meno la mia età...). Si trovava vicino a una pensilina degli autobus (no, non abbiamo autobus in paese…è la fermata dei pullman della Romano che ci permettono di raggiungere le città vicine) quando e' stato affiancato da un'Alfa 156 station wagon con a bordo almeno due persone che hanno iniziato a sparare contro la vittima. Capicchiano pare sia rimasto ferito solo di striscio al cranio e abbia subito perforazioni al torace ma era cosciente quando l'ambulanza lo ha portato in ospedale. Sembra che nessun proiettile abbia leso organi vitali. Dunque: o si tratta di un avvertimento, oppure i killer sono alle prime armi. E se così fosse, è già un miracolo che nessun altro sia rimasto coinvolto nell’agguato, visto che a quell’ora la zona è molto frequentata. Ci sono diversi negozi un grande supermercato, qualche venditore ambulante. Anche gli anziani del paese si ritrovano proprio a piazza Berlinguer per giocare a carte o semplicemente per fare due chiacchiere aspettando l’ora del pranzo e della cena. Senza contare che poteva esserci qualche pendolare in attesa dell’arrivo del pullman. Sperando di far perdere le loro tracce i sicari (apprendisti?) sono scappati in una rocambolesca fuga lungo la Ss 106 facendo ritrovare bruciata l'auto usata per l'agguato (che e' risultata rubata due anni fa in un'altra zona della Calabria). Io non lo conoscevo personalmente. Buon per me. Però ogni volta che vedo la foto di un arrestato o di una vittima di agguato che ha trascorso la sua infanzia negli stessi luoghi in cui ho trascorso la mia, mi prende una strana sensazione. E penso di essere stata fortunata a nascere in una famiglia normale, una famiglia per bene. Perché se mi chiamavo Arena, Nicoscia o Capicchiano, probabilmente avrei potuto fare un’altra fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2966117767200341162?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2966117767200341162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2966117767200341162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2966117767200341162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2966117767200341162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/isola-capo-rizzuto-si-torna-sparare.html' title='A Isola Capo Rizzuto si torna a sparare'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8254178958124429596</id><published>2010-04-07T18:45:00.002+02:00</published><updated>2010-04-27T19:31:20.383+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>SCHELETRO NEL CATANZARESE, E'DI GIOVANE SCOMPARSO UN ANNO FA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S7y3UlmARaI/AAAAAAAAAGI/_-_L91Z2puY/s1600/Grande-e-Fraietta-scomparsi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 156px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S7y3UlmARaI/AAAAAAAAAGI/_-_L91Z2puY/s200/Grande-e-Fraietta-scomparsi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457438412782978466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' di Luigi Grande, il giovane di 20 anni scomparso dal 20 agosto 2009 a Catanzaro, lo scheletro trovato il 29 novembre scorso in un casolare abbandonato a San Floro. E' questo l'esito a cui sono giunti gli esperti dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Catanzaro che hanno comparato il dna estratto dai resti con quello di un familiare del giovane. Già al momento del ritrovamento dello scheletro era stato ipotizzato che si trattasse di quello di Grande. Nell'occasione, infatti, furono recuperati anche alcuni oggetti riconosciuti dalla sorella di Grande come appartenenti al fratello. Adesso che è giunta la risposta ufficiale dei periti, i resti sono stati restituiti alla famiglia e domani dovrebbe svolgersi il funerale. Grande era scomparso quattro giorni dopo un altro ragazzo, Giuseppe Fraietta, di 24 anni. La scomparsa dei due è sempre stata avvolta dal mistero. I giovani vivevano nel rione Fortuna di Catanzaro. Poco tempo prima della scomparsa, Grande si era trasferito a Borgia, nella frazione Roccelletta, paese che si trova nelle vicinanze di San Floro, dove è stato ritrovato lo scheletro. L'ipotesi che è stata fatta sin dall'inizio dagli investigatori, è che le due scomparse siano collegate e che i due siano stati vittima della lupara bianca. Sul cranio trovato a San Floro, sono stati trovati due fori che gli investigatori ipotizzano siano stati provocati da colpi d'arma da fuoco. I carabinieri, che conducono le indagini, attendono adesso i risultati del Dna sui resti di un altro cadavere, trovato il 5 febbraio scorso lungo il torrente Fiumarella, alla periferia sud di Catanzaro. Il sospetto è che si possa trattare dei resti del corpo di Fraietta. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8254178958124429596?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8254178958124429596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8254178958124429596' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8254178958124429596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8254178958124429596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/scheletro-nel-catanzarese-edi-giovane.html' title='SCHELETRO NEL CATANZARESE, E&apos;DI GIOVANE SCOMPARSO UN ANNO FA'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/S7y3UlmARaI/AAAAAAAAAGI/_-_L91Z2puY/s72-c/Grande-e-Fraietta-scomparsi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1948288305354655834</id><published>2010-04-06T12:01:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:31:37.056+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dall&apos;Abruzzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Era il 6 aprile 2009</title><content type='html'>Ricordo un tintinnio nella notte, il buio intorno a me e tutto il resto che si muoveva compreso il divano sul quale dormivo. Non vedevo gli oggetti muoversi, li sentivo muoversi. Non riuscivo ad alzarmi per raggiungere l’interruttore della luce, ero immobilizzata sotto le coperte sperando che quel dondolio finisse presto. Chiamai i miei amici che dormivano nella stanza accanto. Erano già svegli. Anche il loro sonno era stato disturbato dall’appartamento che tremava. Una ventina di secondi. Il momento più brutto e angosciante della mia vita. Avevo lo stomaco in subbuglio. Qualche minuto dopo, quando mi sembrò fosse tutto finito, andai in bagno a vomitare. Mi lavai il viso, bagnai i polsi con acqua fredda ma non bastò. Una volta aperta la porta mi venne incontro R. che riuscì ad evitare che sbattessi a terra. Ero svenuta. Lentamente mi ripresi e a fatica mi riaddormentai. Tornai sul divano. Sotto le coperte. Per ore ad occhi aperti guardavo il buio che avvolgeva quell’appartamento all’ottavo piano a ridosso della Prenestina a Roma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo a colazione accesi la tv. Il cucchiaino continuava a mescolare il mio caffè nella tazza. I TG mandavano le prime immagini di un devastante terremoto che aveva seppellito una città e interi paesi. Il giornalista parlava, spiegava cose era accaduto. Ma non riuscivo proprio ad ascoltarlo. Quelle immagini accesero un profondo silenzio attorno a me, nella stanza. Le voci e i rumori da fuori giungevano ovattati. Come quel leggero tintinnio del cucchiaino che continuava a mescolare un caffè ormai freddo. Chiusi gli occhi. Vedevo lo stesso buio della notte precedente. Mi sembrava che tutto avesse ricominciato a tremare. Sembrava che la sedia mi stesse trascinando da una parte all’altra e che il tavolo ballasse davanti a me. La mano della mia amica sulla mia spalla mi fece riaprire gli occhi. Vedevo tutto appannato. E d’un tratto mi accorsi che avevo il viso rigato di lacrime. Ci abbracciamo e lei sussurrò: “ che tragedia…”. Era il 6 aprile 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno dopo, per Pasqua, andai a L’Aquila. Nella tendopoli di Montereale, sotto la pioggia che continuava a cadere ho conosciuto la vera resurrezione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1948288305354655834?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1948288305354655834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1948288305354655834' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1948288305354655834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1948288305354655834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/04/era-il-6-aprile-2009.html' title='Era il 6 aprile 2009'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8253115959419932422</id><published>2010-01-12T11:19:00.001+01:00</published><updated>2010-05-12T17:31:55.296+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>A volte ritornano</title><content type='html'>A volte ritornano. Rieccomi qua dopo tanto tempo, troppo direi, a curare questa pagina in cui mi ero ripromessa di riversare pensieri, riflessioni, emozioni. Il lavoro è stato tanto e un pò  per pigrizia, un pò per mancanza di tempo, l'aggiornamento è fermo a oltre un anno e mezzo fa. Prometto, a me stessa in primis, di ritornare a scrivere. Soprattutto ora che di tempo ne ho un pò di più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8253115959419932422?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8253115959419932422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8253115959419932422' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8253115959419932422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8253115959419932422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2010/01/volte-ritornano.html' title='A volte ritornano'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2242238571174278563</id><published>2009-07-01T18:01:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:31:14.935+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SS 106'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Salvatore Arcuri, ennesima vittima della SS106</title><content type='html'>Non sembra neanche il trenta giugno. L’aria fresca, il cielo coperto e la pioggia che cade. Non sarà un’estate come le altre questa appena iniziata a Isola di Capo Rizzuto. Non solo per le condizioni meteo, ma perché la sensazione che si respira è di tristezza, una cappa di dolore che avvolge il paese sconvolto negli ultimi mesi dalla perdita di tre giovani vite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salvatore arcuri aveva 22 anni. Dopo una settimana è morto. Che parola crudele, la morte. Tanto breve quanto dura. Non ce l’ha fatta, Salvatore. Dopo l’incidente è entrato in coma. E non si è più svegliato. La sua auto si è schiantata in una curva di una statale. Quella curva. Quella statale. La stessa dove ci hanno abbandonato Antonio e Salvatore il 10 maggio scorso. Mentre il paese si godeva la festa della Madonna Greca. Anche Lei una mamma, che ha visto morire suo figlio. Lui, il figlio di quel Dio che sta a guardare, ha deciso di immolarsi. Loro questi giovani ragazzi, no. Volevano solo vivere. Lo strazio delle loro madri non avrà mai fine. E nessuno riempirà il cielo di fuochi pirotecnici per loro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’atmosfera è surreale. Un corteo silenzioso accompagna la bara per l’ultimo saluto. Il paese si stringe ancora una volta attorno a una famiglia distrutta, che non sarà mai più come prima. La gente incredula. Nemmeno due mesi e un altro feretro attraversa le vie cittadine. Un’altra giovane vita rubata da quella strada. Un'altra lapide da aggiungere ai bordi dell’asfalto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Là, sulla 106, l’odore della morte ti penetra con forza e se non stai attento ti narcotizza. Non facendoti più svegliare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo certi che ovunque vadano le anime quando lasciano il nostro corpo, ora quella di Salvatore abbia incontrato quella degli altri due angeli che ci hanno lasciato. Insieme ci guardano. E guardano questa terra, guardano chi invece di agire a favore di quella strada che non vogliamo più nominare, se ne sta in un angolo a godersi la sua poltrona. Da un grande potere derivano grandi responsabilità. Lo diceva un personaggio dei fumetti. Un eroe. A volte si impara più dai comics che dai giornali. Qualcuno lo ricordi, per favore, ai nostri eletti. Tutti. &lt;br /&gt;Addio Salvatore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2242238571174278563?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2242238571174278563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2242238571174278563' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2242238571174278563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2242238571174278563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2009/07/salvatore-arcuri-ennesima-vittima-della.html' title='Salvatore Arcuri, ennesima vittima della SS106'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6866093153977509338</id><published>2009-04-14T15:18:00.003+02:00</published><updated>2010-05-12T17:32:05.567+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dall&apos;Abruzzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Piccolo diario dall'Abruzzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOGaYmdYI/AAAAAAAAAFo/kFjpiw9n5Dw/s1600-h/abruzzo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOGaYmdYI/AAAAAAAAAFo/kFjpiw9n5Dw/s200/abruzzo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324536900271633794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il rumore del treno sulle rotaie, di notte non ti lascia dormire. Provo a riposare, il viaggio è lungo. Ma nella testa i pensieri si rincorrono, alla stessa velocità con cui le immagini sfuggono lo sguardo da dietro il finestrino. E penso. Alle persone che hanno perso la vita sotto le macerie. Alle famiglie che hanno perso la propria casa. A tutta quella gente che dopo il 6 aprile scorso non sa più cosa vuol dire la parola normalità. L’Aquila si presenta ai nostri occhi come uno scenario di guerra. Una città disabitata, distrutta. E che continua a tremare. Anche sotto i nostri occhi. La macchina traballa. È un’altra scossa, l’ennesima. E un antico muro di cinta si scrolla qualche pietra.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOGauxNEI/AAAAAAAAAFw/Ky1kq7rIpL8/s1600-h/abruzzo2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOGauxNEI/AAAAAAAAAFw/Ky1kq7rIpL8/s200/abruzzo2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324536900364612674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo una strada piena di curve si arriva a Montereale. Poche centinaia di anime a 800 metri di altezza. Lì le case hanno retto ma la gente è stata evacuata per precauzione. Già dalle prime ore di martedì scorso, la colonna mobile della Regione Calabria è giunta sul posto per allestire un campo di accoglienza. Una tendopoli all’interno nel campo di calcio del paese. Il terremoto resta l’incubo più presente nei ricordi della gente, che a ogni minimo movimento della terra corre dai militari a chiedere informazioni. Ha bisogno di essere rassicurata. Qualcuno viene anche  da me. Mi confidano che hanno paura di essere abbandonati. Che tra qualche giorno, una volta spenti i riflettori, saranno lasciati a loro stessi. Mi rifiuto di pensare che sia così. Provo a rassicurarli, anche se in cuor mio, non mi sento di poter dire il contrario. Penso ad altre zone colpite in passato da calamità del genere. Qualcuno vive ancora nei container. Ma faccio finta di non saperlo. Perché privare qualcuno dell’unica certezza che possono nutrire: la speranza? Tra gli abitanti abruzzesi c’è chi ha perso anche questa.  E si affida al destino, o meglio alla natura, la vera padrona del mondo. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOzFiuuyI/AAAAAAAAAGA/IGAcqoFjOZo/s1600-h/abruzzo+4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOzFiuuyI/AAAAAAAAAGA/IGAcqoFjOZo/s200/abruzzo+4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324537667771087650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sara e Tiziano resteranno per sempre nel mio cuore. Lei piccola, esile, che corre tra le tende reggendo in mano un aquilone. Lui, sempre sorridente, che si divertiva a rivedere le immagine che avevo girato con la mia telecamera. I loro sorrisi, le loro parole, insegnano più di quanto possano fare gli adulti. I bambini nella loro ingenua e fragile esistenza provano a ricominciare. Per i loro genitori è più dura. Devono fare i conti con il freddo e con la pioggia, con il vento che soffia sulle loro tende. Servono molte coperte e le stufe sembrano non bastare a riscaldare i loro corpi. Perché il freddo che sentono non arriva solo da fuori. Il vero gelo è quello che sta risalendo dall’anima. E tra loro, di sera, si alza una preghiera silenziosa. Forse qualcuno, da lassù, l’ascolta. O forse, no. Visto che la terra continua a tremare e la pioggia a cadere. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOGoyAuBI/AAAAAAAAAF4/Z_DTxq4EBlo/s1600-h/abruzzo3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOGoyAuBI/AAAAAAAAAF4/Z_DTxq4EBlo/s200/abruzzo3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324536904136308754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’immensa, surreale, apocalittica scena che ti stringe il cuore. Ti rende impotente. E guardano quel cielo grigio e minaccioso che sovrasta quei luoghi non puoi fare a meno di chiederti: perché?  Puoi anche urlarlo forte e con decisione. Nessuno mai risponderà. Forse solo la tua voce che rimbalza nell’aria, più e più volte. Fino a che l’eco non si esaurirà. E infine ancora il silenzio. Interrotto da una signora che ti chiede:  “ma lei l’ha sentita la scossa mezzora fa?”. E tu che la guardi fissa negli occhi terrorizzati. Vorresti rispondere di sì, che mentre eri col tuo portatile nel capannone mensa, hai sentito la panca, quella su cui eri seduta, tremare. Invece lasci che a rispondere sia un  maresciallo dei carabinieri che è lì con te. “Signora, stia tranquilla. E’ normale sentire altre scosse”. Con gli occhi colmi di lacrime, pronti a scoppiare in un pianto liberatorio, ci guarda e scuotendo la testa sussurra: “qui niente è più normale”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6866093153977509338?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6866093153977509338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6866093153977509338' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6866093153977509338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6866093153977509338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2009/04/piccolo-diario-dallabruzzo.html' title='Piccolo diario dall&apos;Abruzzo'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SeSOGaYmdYI/AAAAAAAAAFo/kFjpiw9n5Dw/s72-c/abruzzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-7436713793868829344</id><published>2009-04-02T16:18:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:37:13.960+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antimafia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Dal Blog di Pino Masciari</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SdTKI4FxAHI/AAAAAAAAAFA/vOU_FeGP5XQ/s1600-h/banner_pino-masciari.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 84px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SdTKI4FxAHI/AAAAAAAAAFA/vOU_FeGP5XQ/s200/banner_pino-masciari.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320099313675731058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Il 7 aprile a Roma, alle ore 10, l’imprenditore e testimone di giustizia Giuseppe Masciari inizierà lo sciopero della fame e della sete&lt;br /&gt;Cittadino che ha denunciato la ‘ndrangheta, Giuseppe Masciari vive da 12 anni sotto il programma di protezione che ha “sospeso” la sua vita, comportandogli privazioni e sofferenze patite unitamente alla sua famiglia .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Tar Lazio, in data 23 gennaio 2009, dopo ben quattro anni di attesa, ha emesso la sentenza sul ricorso presentato dal Masciari nel 2004 contro la revoca del programma di protezione cui era sottoposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad oggi, tale sentenza non trova attuazione da parte del competente Ministero degli Interni, nonostante la richiesta di ottemperanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’estremo gesto di protesta a cui ora Giuseppe Masciari si accinge è una costrizione dettata dalla necessità di vedere riconosciuti i diritti, suoi e della sua famiglia, a vivere in sicurezza e a riprendere una attività lavorativa, anche se non più da imprenditore quale egli era precedentemente alla denuncia .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La protesta avrà luogo nei pressi del Palazzo del Quirinale, in quanto riferimento istituzionale della garanzia dei diritti costituzionali della Repubblica Italiana»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-7436713793868829344?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/7436713793868829344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=7436713793868829344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7436713793868829344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7436713793868829344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2009/04/dal-blog-di-pino-masciari.html' title='Dal Blog di Pino Masciari'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SdTKI4FxAHI/AAAAAAAAAFA/vOU_FeGP5XQ/s72-c/banner_pino-masciari.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1268863022236728135</id><published>2009-02-12T13:08:00.001+01:00</published><updated>2010-05-12T17:32:57.222+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>Welcome</title><content type='html'>Come to Calabria. L’invito a venire a visitare la nostra amata terra padroneggia da ieri sui taxi inglesi. Gattuso come testimonial e il Castello Aragonese di Le Castella come sfondo. Insomma, a ben vedere, dopo le polemiche e le interrogazioni parlamentari a livello europeo, la fatidica campagna promozionale che lega il nome della regione alla nazionale di calcio italiana è partita. A dire la verità sembra un po’ una beffa. Ammettiamo pure che qualche turista inglese volesse venire ora, in questo esatto momento a visitare i nostri luoghi. Il rischio è che potrebbe denunciare la Regione per pubblicità ingannevole, vendiamo un castello ma viviamo nelle macerie. L’ aereo del nostro ipotetico amico turista londinese, tanto per cominciare, potrebbe atterrare in soli due aeroporti: Reggio Calabria o Lamezia Terme, visto che sullo scalo crotonese , da mesi fermo, vige il massimo silenzio nell’abbandono più totale. Se decidesse di affittare una macchina per esplorare la regione dovrebbe fare attenzione a quale strada percorrere schivando qua e là qualche masso sull’autostrada, dovrebbe stare attento in quale paese alloggiare visto che quasi tutti i comuni calabresi sono a  rischio idrogeologico, e se dulcis in fundo volesse fare una passeggiate lungo le coste resterebbe quantomeno meravigliato nel vedere che in molti luoghi di incantevole non è rimasto nulla. Lo stesso Castello Aragonese che primeggia sui taxi di Londra ha subito danni. Speriamo il nostro amico inglese non abbia antenati calabresi, tanto per dirne una di Fagnano Castello, nel cosentino, perché non potrebbe neanche visitarne la tomba al cimitero. Amici inglesi, come to Calabria, ma beware, fate attenzione. Qui siamo ancora work in progress.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1268863022236728135?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1268863022236728135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1268863022236728135' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1268863022236728135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1268863022236728135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2009/02/welcome.html' title='Welcome'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3039350011210174796</id><published>2009-01-28T15:10:00.002+01:00</published><updated>2010-05-12T17:35:08.133+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Omaggio a Mino Reitano</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-1a22fc3a07298728" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" 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src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2988691673526571666</id><published>2009-01-20T10:50:00.001+01:00</published><updated>2010-05-12T17:34:00.708+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Luigi De Magistris: E’ il momento di resistere e di lottare</title><content type='html'>Luigi De Magistris: E’ il momento di resistere e di lottare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Luigi De Magistris&lt;br /&gt;(Giudice del Tribunale di Napoli)&lt;br /&gt;da Micromegaonline&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro giorno, in uno dei tanti viaggi tra Napoli e Catanzaro, ascoltavo la bellissima canzone di Francesco De Gregori e mi venivano in mente frammenti di storia scritti da magistrati della Repubblica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo al coraggio del Procuratore della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa, che, da solo, si assunse la responsabilità di firmare degli ordini di cattura, al coraggio di Rosario Livatino ed Antonino Scopelliti che non piegarono la testa e decisero di esercitare il loro ruolo con rigore ed indipendenza, a quello di Paolo Borsellino che consapevole di quello che stava accadendo ai suoi danni cercava di fare presto per giungere alla verità e per comprendere anche le ragioni della morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo a quanta mafia istituzionale accompagna tanti eccidi accaduti negli ultimi trent’anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo a quello che sta accadendo in questi mesi in cui si consolidano nuove forme di “eliminazione” di magistrati che non si omologano al sistema criminale di gestione illegale del potere e che pretendono, con irriverente ostinazione, di adempiere a quel giuramento solenne prestato sui principi ed i precetti della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al fascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo a quello che possono fare i singoli magistrati oggi per opporsi ad una deriva autoritaria che ha già modificato di fatto l’assetto costituzionale di questo Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo a quello che può fare ogni cittadino di questa Repubblica per dimostrare che, forse, ormai, l’unico vero custode della Costituzione Repubblicana non può che essere il popolo, con tutti i suoi limiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In attesa di quel fresco profumo di libertà – del quale parla il mio amico Salvatore Borsellino e per il quale ci batteremo in ogni istante della nostra vita, in quella lotta per i diritti e per la giustizia che contraddistingue ancora persone che vivono nel nostro Paese – che ci farà comprendere quanto concreto sia il filo conduttore che accomuna i fatti più inquietanti della storia giudiziaria d’Italia degli ultimi 30 anni, non dobbiamo esimerci dall’evidenziare alcune brevi riflessioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In attesa dei progetti di riforma della giustizia (che mi pare trovano d’accordo quasi tutte le forze politiche) che sanciranno, sul piano formale, l’ulteriore mortificazione dei principi di autonomia ed indipendenza della magistratura, non si può non rilevare che i predetti principi – che rappresentano la ragione di questo mestiere che, senza indipendenza ed autonomia, è solo esercizio di funzioni serventi al potere costituito – sono stati e vengono mortificati proprio da chi dovrebbe svolgere le funzioni di garanzia e tutela di tali principi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’interno della Magistratura, in un cordone ombelicale sistemico di gestione anche occulta del potere, con la scusa magari di evitare riforme ritenute non gradite, si procede per colpire ed intimidire (anche con inusitata deprecabile violenza morale) chi, all’interno dell’ordine giudiziario, non si omologa, non intende appartenere a nessuno, non vuole assimilarsi alla gestione quieta del potere, ma rimane fedele ed osservante dei valori costituzionali di uguaglianza, libertà ed indipendenza che chi dovrebbe garantirne tutela – anche con il sistema dell’autogoverno – tende, in realtà, a voler governare, dall’interno, la magistratura rendendola, di fatto, prona ai desiderata dei manovratori del potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non bisogna avere timore. La storia – ed ancora prima la conoscenza e la rappresentazione di fatti quando essi saranno pubblici – ci faranno capire ancor meglio di quanto tanti hanno già ben compreso, le vere ragioni poste a fondamento di prese di posizione anche di taluni magistrati (alcuni dei quali ritengono anche di svolgere una funzione di “rappresentanza”, in realtà, concretamente, insussistente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che rileva in questo momento e che mi pare importante è che, in attesa del fresco profumo di libertà, che spazzerà via alcuni protagonisti indecenti di questo periodo, ogni magistrato abbia un ruolo attivo, non si disorienti, diventi attore principale – nel suo piccolo ma nella grande “forza” di questo mestiere che richiede oneri prima ancora che onori – della salvaguardia dei valori costituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuno di noi, chi ha deciso di fare questo lavoro con amore, passione e forte idealità, ha un luogo, interno alla propria coscienza, al proprio cuore ed alla propria mente, dal quale attingere forza e determinazione nei momenti bui. E’ questa l’ora delle risorse auree: se insieme sapremo esercitare le nostre funzioni in autonomia, libertà, indipendenza, senza paura di essere eliminati da intimidazioni istituzionali o da “clave” disciplinari utilizzate in violazione della Costituzione Repubblicana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me, le riserve energetiche sono state e sono tuttora, soprattutto, le immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, anche perché nei giorni delle stragi mafiose – con riferimento alle quali attendiamo verità e giustizia anche per le complicità sistemiche intranee alle Istituzioni – avevo appena consegnato gli scritti nel concorso in magistratura. Quando Antonino Caponnetto disse che tutto era finito, nel mio cuore ed in quello di molti altri magistrati è scattata una molla per dimostrare che non doveva essere così, che, invece, bisogna lottare e non mollare mai. Anche nella certezza di poter morire - come diceva Paolo Borsellino nella consapevolezza che tutto potesse costarci assai caro – vi sono magistrati che ogni giorno cercano di applicare, nei provvedimenti adottati, il principio che la legge è uguale per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando le organizzazioni mafiose hanno dismesso la strategia militare di contrasto ed eliminazione dei rappresentanti onesti e coraggiosi delle Istituzioni, il livello di collusione intraneo a queste ultime si è consolidato enormemente, tanto da rappresentare ormai quasi una metastasi istituzionale che conduce alla commissione di veri e propri crimini di Stato. Questo comporta che oggi dobbiamo difendere, ogni giorno e con i denti, la nostra indipendenza e l’esercizio autonomo della giurisdizione – nell’ossequio del principio costituzionale sancito dall’art. 3 della Costituzione – anche da veri e propri attacchi illeciti, talvolta condotti con metodo mafioso, provenienti dall’interno delle Istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che può fare, allora, un magistrato? Che può fare un Uditore Giudiziario che a febbraio prenderà le funzioni giurisdizionali? Che può fare un Giudice civile? Che può fare un Giudice del Tribunale del Riesame? Che può fare un Giudice del settore penale? Che può fare un Pubblico Ministero? Che possiamo fare quelli di noi che non si piegano al conformismo giudiziario? Che possiamo fare quelli che vogliono esercitare solo questo lavoro con dignità e professionalità, senza pensare a carriere interne o esterne all’ordine giudiziario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che la ricetta è semplice, anche se sembra tutto così complicato in questo periodo così buio per la nostra Costituzione per la quale non dobbiamo mai smettere di combattere: si deve decidere senza avere paura – innanzi tutto di chi dovrebbe tutelarci e che si dimostra sempre più baluardo di certi centri di interessi e poteri, nonché fonte di pericolo per l’indipendenza del nostro stupendo lavoro –, senza pensare a valutazioni di opportunità, senza scegliere per quella opzione che possa creare meno problemi, decidere nel rispetto delle leggi e della Costituzione, pronunciarsi nel segno della Verità e della Giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tal modo, avremmo adempiuto, con semplicità e nello stesso tempo con coraggio, al nostro mandato, la coscienza non si ribellerà con il trascorrere del tempo, magari potremmo anche capitolare, ma, come dice Salvatore Borsellino, lo avremmo fatto senza “esserci venduti”. Non avremo svenduto la nostra indipendenza, non avremo piegato la nostra coscienza, non avremo abdicato al nostro ruolo, non avremo abbassato la testa: ci ritroveremo con la schiena dritta, con il morale alto, con il rispetto di tutti (anche dei nostri avversari).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ci chiedono le persone oneste: di non “consegnarci” e mantenere alto il prestigio dell’ordine giudiziario in un momento in cui la questione morale assume connotati epidemici anche al nostro interno. Non bisogna avere paura di un potere scellerato che pretende di opprimere la nostra libertà ed il nostro destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai giovani colleghi mi permetto, con umiltà e per l’immenso amore che preservo per questo lavoro, di esortarli a non temere mai le decisioni giuste e di perseguire sempre la strada della giustizia e della verità anche quando questa può costare caro. Io ero consapevole che mi avrebbero colpito e che mi avrebbero fatto del male, ma non ho mai piegato, nemmeno per un istante, il percorso delle mie scelte ed oggi mi sento, come sempre, sereno, ricco di energie, molto forte, perché dentro il mio cuore e la mia mente sono consapevole di aver espletato ogni condotta nell’interesse della Giustizia e nel rispetto delle leggi e della Costituzione Repubblicana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ascoltate quelle sirene, anche interne alla nostra categoria, che vi inducono – magari in modo subdolo e maldestro – a piegare la testa in virtù di una pseudo-ragion di stato che consisterebbe nel pericolo imminente di riforme sciagurate, per evitare le quali dobbiamo, strategicamente, “girarci” dall’altra parte quando ci “imbattiamo” nei c.d. “poteri forti”. Le riforme – anzi le controriforme – ci saranno comunque, forse saranno terribili, ma almeno non dobbiamo essere noi a dimostrarci timorosi e con le gambe molli, malati, come diceva Piero Calamandrei, di agorafobia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’indipendenza si difende senza calcoli e ad ogni costo, l’amore della verità può costare l’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed essa si difende anche da chi la mina, in modo talvolta anche eversivo, dal nostro interno. Nella mia esperienza gli ostacoli più insidiosi sono sempre pervenuti dall’interno della nostra categoria: non sono pochi i magistrati, oramai, pienamente inseriti in un sistema di potere criminale che reagisce alle attività di controllo e che si muove, dal sistema, per evitare che sia fatta verità e giustizia su tanti fatti criminali inquietanti avvenuti nella storia contemporanea del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono convinto che la magistratura non soccomberà definitivamente solo se saprà ancora esercitare la sua funzione senza paura, ma con coraggio, nella consapevolezza che anche da soli, nella solitudine propria della nostra funzione, quando ognuno di noi deve decidere e mettere la firma sui provvedimenti, e, quindi, valutare fatti e circostanze, lo farà senza farsi intimidire dalle conseguenze del suo agire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paura rende gli uomini schiavi, così come le decisioni dettate con un occhio a carriere e posti di comando sono destinate a mortificare le funzioni prima ancora che rendere indegne le persone che le rappresentano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, in definitiva, la storia la dobbiamo scrivere anche noi, nel nostro piccolo mondo, pur nella consapevolezza che alcuni di noi pagheranno un prezzo ingiusto e magari anche molto duro, ma questo è per certi versi ineluttabile quando si è deciso di svolgere una funzione che ci impone di difendere, nell’esercizio della giurisdizione, i valori di uguaglianza, libertà, giustizia, verità, quali effettivi garanti dei diritti di cui i cittadini, ed in primis i più deboli, ci chiedono concreta tutela.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2988691673526571666?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2988691673526571666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2988691673526571666' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2988691673526571666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2988691673526571666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2009/01/luigi-de-magistris-e-il-momento-di.html' title='Luigi De Magistris: E’ il momento di resistere e di lottare'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-764109496776347159</id><published>2008-12-18T18:31:00.004+01:00</published><updated>2010-05-12T17:35:19.470+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SS 106'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Ai caduti sulla S.S. 106</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-903bf84ce5d78c1a" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6382685408846184433</id><published>2008-12-15T19:23:00.002+01:00</published><updated>2010-05-12T17:35:08.134+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Evitiamo che si ripetano i fatti di Rosarno!!!</title><content type='html'>Di seguito parte di una lettera che l'assemblea di Cittadinanza attiva ha di recente scritto al Ministro dell'Interno, a S.E. Il Prefetto di Crotone in tema di immigrazione nel territorio crotonese. Ci sono spunti per serie riflessioni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'assemblea di Cittadinanzattiva Isola CR “Roberto Villirillo”, è tornata a riunirsi nei giorni scorsi attraverso la rete dei “procuratori dei cittadini” affrontando il tema del campo profughi.&lt;br /&gt;Il gruppo di Isola ha voluto porre l'accento sulla grave situazione di disagio che sta vivendo la comunità nella convivenza quotidiana con i ragazzi ospiti del campo.&lt;br /&gt;Ormai non sono più occasionali gli episodi di vandalismo, danneggiamento alle proprietà private (campi e civili abitazioni), aggressioni e molestie (a danni di ragazzi/e sui pulmann), accattonaggio anche nella città di Crotone, oltre al quotidiano stato di insicurezza per gli stessi ospiti e per i tanti automobilisti a causa delle continue processioni sulla SS 106 (non a caso vi sono già stati incidenti mortali).&lt;br /&gt;Ma la cosa più grave è che sul territorio sono ormai in aumento i siti, tra questi Villa Margherita, dove viene praticata la libera prostituzione, per non parlare dei fenomeni legati ad essa quali l'induzione e lo sfruttamento.&lt;br /&gt;Tutto questo ci sembra indignitoso per una comunità che ha fatto della cultura dell'accoglienza il proprio fiore all'occhiello.&lt;br /&gt;Fino a questo momento molti di noi sono stati portati a tacere, proprio nel nome dell'accoglienza, della solidarietà, dell'integrazione e del lavoro che comunque e fortunatamente viene dato a tanti concittadini, valori per i quali abbiamo il massimo rispetto.&lt;br /&gt;Ma tutto ciò non può e non deve portarci a chiudere gli occhi di fronte allo sfruttamento, alla mancata tutela dei diritti umani nei confronti di chi arriva per trovare protezione, e di fronte ai tanti episodi di inciviltà ed insicurezza che da mesi sono costretti a subire i nostri concittadini, specie nella frazione S. Anna.&lt;br /&gt;Chiediamo pertanto, agli organi preposti, di poter intervenire immediatamente e con urgenza.&lt;br /&gt;Chiediamo al nostro vice segretario nazionale di Cittadinanzattiva, nonché nostro concittadino che bene conosce la situazione, di farsi portavoce della nostra denuncia nelle sedi opportune.&lt;br /&gt;Da parte nostra abbiamo iniziato a raccogliere una serie di testimonianze e di materiale che sarà messo a disposizione di chi vorrà aprire una discussione seria per la risoluzione di alcuni aspetti di questo problema.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6382685408846184433?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6382685408846184433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6382685408846184433' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6382685408846184433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6382685408846184433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/12/evitiamo-che-si-ripetano-i-fatti-di.html' title='Evitiamo che si ripetano i fatti di Rosarno!!!'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-446774192373807641</id><published>2008-12-06T10:38:00.004+01:00</published><updated>2010-05-12T17:34:00.708+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Mancino: La memoria ritrovata (di Salvatore Borsellino)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/STpJdd--dLI/AAAAAAAAAEs/pdzZorZOmJA/s1600-h/strage_via_d%27amelio.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 128px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/STpJdd--dLI/AAAAAAAAAEs/pdzZorZOmJA/s200/strage_via_d%27amelio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276610684031759538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB: il testo che segue è stato scritto da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, giudice sicialiano ucciso dalla mafia. Grazie Salvatore per avermi permesso di pubblicarlo sul mio blog, è un onore ospitare le tue parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Apprendo con particolare piacere che l'On. Mancino sembra essere improvvisamente guarito dalla persistente amnesia da cui era affetto e che mi avevano costretto, da qualche tempo a questa parte, a citarlo chiamandolo "lo smemorato di Montefalcione".&lt;br /&gt;Le sue crisi di amnesia, particolarmente preoccupanti in una persona che occupa un importante carica istituzionale quale quella di vice presidente del CSM, riguardavano in particolare l'incontro avuto con il Magistrato Paolo Borsellino, 19 giorni prima che questi venisse eliminato insieme con la sua scorta con una carica di tritolo piazzata in Via D'Amelio sotto la casa della madre.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/STpJRUneZPI/AAAAAAAAAEk/XT7XodyCQJs/s1600-h/borsellino+falcone.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 165px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/STpJRUneZPI/AAAAAAAAAEk/XT7XodyCQJs/s200/borsellino+falcone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276610475358840050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'incontro avvenne nell'ufficio di Mancino al Viminale dove lo stesso ministro lo aveva convocato d'urgenza mentre Paolo, presso la DIA, stava raccogliendo le confessioni del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo che gli stava rivelando delle collusioni tra istituzioni deviate e criminalità organizzata e gli stava probabilmente parlando in particolare del traditore dello Stato Bruno Contrada.&lt;br /&gt;La circostanza è testimoniata dallo stesso Gaspare Mutolo, molto più attendibile dal punto di vista della memoria,e non solo, dello stesso Mancino, che ha raccontato che durante l'interrogatorio Paolo ricevette una telefonata dopo la quale gli disse testualmente "mi ha telefonato il ministro, manco due ore e poi torno". Testimonia Mutolo che quando Paolo fece ritorno era visibilmente agitato tanto da mettersi in bocca due sigarette contemporaneamente.&lt;br /&gt;La circostanza è confermata dal sostituto procuratore Vittorio Aliquò che conduceva l'interrogatorio insieme a Paolo, che ricorda di avere accompagnato Paolo fin sulla porta del Ministro. E' accertato che Paolo abbia incontrato anche il capo della polizia Vincenzo Parisi e sembra anche che abbia visto uscire dalla porta dell'ufficio del ministro Bruno Contrada, cosa che deve averlo particolarmente sconvolto proprio per la strana coincidenza che questo avvenisse pochi momenti dopo avere raccolto le accuse di Gaspare Mutolo allo stesso Contrada.&lt;br /&gt;Mancino fino ad oggi non ha negato la possibilità che l'incontro sia potuto avvenire ma ha detto di non potere ricordare se "tra gli altri giudici che venivano ad omaggiarlo per la sua recente nomina a ministro" ci fosse stato anche Paolo Borsellino.&lt;br /&gt;Trascurando l'untuosità del linguaggio, degna di chi lo usa, si tratta di una affermazione sicuramente priva di fondamento dato che Paolo non era un qualsiasi magistrato ma il sicuro obiettivo della prossima mossa da parte della criminalità mafiosa dopo l'assassinio di Falcone. Questo a meno che i problemi mentali di Mancino non avessero già cominciato a manifestarsi a quell'epoca, cosa che potrebbe essere verosimile per il fatto che un mese dopo, quando Paolo fu effettivamente ucciso in una piazza, sotto la casa della madre, nella quale nessuno si era curato di istituire il divieto di parcheggio, lo stesso Mancino, insieme con il prefetto Jovine, affermò che quella strada non veniva considerato un obiettivo a rischio. Infatti Paolo ci si recava solo tre volte alla settimana, in particolare in quel periodo a causa di problemi di cuore della madre, e la criminalità organizzata aveva già provveduto ad intercettare le linee telefoniche, non protette, della casa della madre in maniera da essere costantemente al corrente degli spostamenti del giudice che preannunziava sempre telefonicamente alla madre le sue visite.&lt;br /&gt;Esiste peraltro un testimonianza incontrovertibile sul fatto che l'incontro sia affettivamente avvenuto, e la testimonianza è dello stesso Paolo Borsellino, che in una sua agenda, quella grigia, che poiché non era com lui i servizi non hanno avuto modo di sottrarre dopo la strage come hanno fatto con l'Agenda Rossa, ha lasciato scritto : "1 Luglio, ore 19: Mancino". E poiché Paolo usava annotare questi appunti in questa agenda alla sera, al suo ritorno in casa o in albergo, quell'incontro deve essere sicuramente avvenuto. Su questa circostanza, sebbene gliela abbia contestato più volte anche sulla stampa, Mancino non ha mai osato replicare.&lt;br /&gt;In quell'incontro deve essere sicuramente essere stata prospettata a Paolo la "trattativa" in corso tra istituzioni dello Stato e criminalità organizzata, e il rifiuto e lo sdegno di Paolo devono essere stati così violenti da rendere indipsensabile, per andare avanti e condurre in porto la stessa, la sua eliminazione e il fatto che questa avvenisse in tempi brevi, prima che Paolo, come aveva già fatto una volta quando si era tentato di smantellare il pool antimafia di Palermo, portasse questa cosa davanti all'opinione pubblica suscitandone la reazione.&lt;br /&gt;Infatti appena 18 giorni dopo Paolo fu eliminato.&lt;br /&gt;Che la trattativa a quella data fosse già iniziata, cosa che prima era negata dal Col. Mori che la condusse in prima persona, è stato confermato di recente dal figlio di Vito Ciancimino che, nelle rivelazioni che sta facendo ai magistrati di Palermo ha portato indietro l'inizio di questa trattativa, che gli interessati sostenevano essere iniziata dopo la strage di Via D'Amelio, alla seconda metà di Giugno.&lt;br /&gt;Sul perché poi sia Ciancimino, sia in parte gli stessi figli di Provengano, che hanno parlato di Paolo e Giovanni Falcone come "vittime sacrificali dello Stato", abbiano cominciato a fare queste rivelazioni, c'e' da riflettere. Probabilmente lo fanno per lanciare dei segnali a coloro che ritengono stiano tardando troppo a portare a compimento le richieste di cui era oggetto questa trattativa, contenute nel famoso "papello", .&lt;br /&gt;Se è vero che sono stati fatti parecchi passi in questo senso con la delegittimazione della Magistratura, con l'imbavagliamento dei magistrati non collusi, con la sparizione dei collaboratori di giustizia grazie alle leggi approvate a questo preciso scopo in Parlamento, è anche vero che non è stato ancora abolito del tutto il 41 bis e lo stesso ergastolo, non c'è stata ancora la revisione dei processi, anche se le manovre in tal senso sono ormai davanti agli occhi di tutti, e si continua di tanto in tanto a sequestrare beni dei mafiosi che comunque dopo qualche tempo, grazie alla inadeguatezza della legislazione in merito, possono spesso rientrare in possesso dei, per loro, legittimi proprietari o non possono essere utilizzati.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/STpJ9EU3j4I/AAAAAAAAAE0/EhH8WbzcMOA/s1600-h/paolo+vive.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/STpJ9EU3j4I/AAAAAAAAAE0/EhH8WbzcMOA/s200/paolo+vive.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276611226900074370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tornando alla miracolosa guarigione di Mancino dalla sua amnesia, testimoniata dal fatto che adesso ricorda perfettamente particolari impensabili per una persona nelle sue condizioni, cioè chi ben sette anni fa, nel 2201, aveva in uso uno dei suoi cellulari e persino con chi (Saladino) ha parlato questa persona, della quale ricorda anche l'appartenza a Comunione e Liberazione, è vero che dal primo luglio 1992 sono passati ben 16 anni, ma se oggi Mancino sembra in grado di ricordare anche un altro episodio avvenuto nel 1985, quando durante una campagna elettorale, in un comizio, gli venne presentato Saladino, gli potrà anche essere ritornato alla memoria di avere incontrato Paolo il 1 Luglio di sette anni dopo. E magari ci potrebbe dire anche se Paolo in quell'incontro aveva in mano la sua Agenda Rossa e se gliene mostrò qualche pagina.&lt;br /&gt;La causa, come spesso accade in questi casi di perdita di memoria, dello choc che ha causato l'improvvisa guarigione dall'amnesia di Mancino, forse è legata a quanto sta venendo fuori dall'inchiesta dei magistrati di Salerno sulla vicenda De Magistris.&lt;br /&gt;Mancino ha dichiarato ieri "Non vorrei sulla mia persona neppure l'ombra di un sospetto: il giorno che dovesse accadere non avrei esitazione a lasciare" . Io credo che. sulla persona c'è ben più di un'ombra e il suo comportamento e le sue dichiarazioni come capo del CSM nella vicenda De Magistris non sono state assolutamente lineari, anzi al contrario. Ritengo quindi che Mancino non dovrebbe avere, come lui stesso ha dichiarato "difficoltà a togliere l'incomodo".&lt;br /&gt;Forse grazie ai coraggiosi Magistrati di Salerno sta per essere fatta un po' di luce e un po di pulizia sulle trame delle consorterie di politici e magistrati che hanno pilotato le vicende di questi ultimi anni.&lt;br /&gt;Irrituale è la richiesta del Capo dello Stato degli atti dell'inchiesta salernitana, che qualcuno cominci ad avere paura ?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-446774192373807641?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/446774192373807641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=446774192373807641' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/446774192373807641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/446774192373807641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/12/mancino-la-memoria-ritrovata-di.html' title='Mancino: La memoria ritrovata (di Salvatore Borsellino)'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/STpJdd--dLI/AAAAAAAAAEs/pdzZorZOmJA/s72-c/strage_via_d%27amelio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3299923025502491348</id><published>2008-12-05T13:20:00.001+01:00</published><updated>2010-05-12T17:34:00.708+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>AAA Giustizia cercasi</title><content type='html'>Intrecci, collusioni, anomalie. Chiamatele come volete ma di cose strane nel sistema giudiziario italiano e calabrese ne avvengono davvero tante. Non si capisce perché anche solo per ipotesi l’aggettivo corrotto o per essere più buoni colluso non può essere affiancato al sostantivo magistrato altrimenti si scatena una guerra. Certo è paradossale lanciare accuse di eventuali reati o colpe nei confronti di chi la giustizia dovrebbe garantirla. Ma viviamo in Italia, e noi in particolare nel suo angolo più dimenticato, la Calabria. &lt;br /&gt;Che una certa politica stringa legami con la ndrangheta è ormai noto, che le istituzioni siano sede privilegiata degli affari più succulenti delle cosche pure. I fatti degli ultimi anni (omicidio Fortugno) ne sono una palese riprova, così come quelli delle ultime settimane (Operazione Perseus). La casta politica va smantellata e quella giudiziaria? Perché non si può indagare sull’operato delle toghe quando si prospetta l’ipotesi di ombre e manovre delegittimanti? &lt;br /&gt;Ma andiamo con ordine. &lt;br /&gt;C’era una volta un magistrato napoletano che operava nella procura di Catanzaro. Le sue indagini non guardavano in faccia a nessuno: politici, imprenditori, avvocati, magistrati. In fondo di fronte alla legge siamo tutti uguali. Perquisizioni e avvisi di garanzia riguardano nomi eccellenti, forse intoccabili, come Cesa dell’Udc e addirittura l’ex primo ministro Romano Prodi e l’ex guardasigilli Clemente Mastella. Why not, Poseidone e Toghe Lucane i procedimenti che fanno più discutere. I nomi iscritti nel registro degli indagati nell’ambito di una inchiesta si ritrovano direttamente o indirettamente nell’altra. Come quello dell’avv. Giancarlo Pittelli, amico dell’ex procuratore capo mariano lombardi, indagato in why not e difensore in sede giudiziaria di 3 indagati in toghe lucane. Pallido esempio di un mix esplosivo di conoscenze e amicizie. Sta di fatto che why not e poseidone vengono strappate dalle mani del cosiddetto moralizzatore pagliaccio, così come lo definì l’ex Presidente della Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti, anche egli indagato, che auspicava in un trasferimento del pm in quel di Napoli per affidarlo nelle mani della camorra. La premonizione di Chiaravalloti si avvera, e De Magistris viene trasferito al tribunale del riesame di Napoli dove si occupa delle vicende legate al clan dei casalesi. De Magsitris non ci sta. Denuncia i fatti che hanno caratterizzato la sua vicenda e la procura di Salerno, competente a indagare sui colleghi catanzaresi, a distanza di pochi mesi dall’effettivo trasferimento del pm in Campania decide di fare chiarezza. Irrompe nella Procura Generale e nel Tribunale di Catanzaro, perquisisce uffici e abitazioni e scrive nel registro degli indagati 8 togati del capoluogo calabrese, sequestrando gli atti di why not e poseidone. Esplode la bomba, il tutto diventa caso nazionale. Catanzaro risponde bloccando il sequestro degli atti e indagando sui colleghi salernitani. Mai vista una cosa del genere in Italia. Anche perché per competenza Catanzaro non potrebbe indagare su Salerno. A Roma si mobilitano il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il guardasigilli Angelino Alfano. La cosa è grossa. Molto grossa, anche perché ombre pesanti iniziano a calare anche sul Vicepresidente del Csm Nicola Mancino: cosa c’è di vero nella notizia secondo la quale avrebbe avuto rapporti col super indagato eccellente di why not Antonio Saladino? Quest’ultimo smentisce di conoscere Mancino, il numero 2 del Csm invece ricorda di averlo incontrato in passato. Dove è la verità? Ai posteri l’ardua sentenza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3299923025502491348?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3299923025502491348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3299923025502491348' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3299923025502491348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3299923025502491348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/12/aaa-giustizia-cercasi.html' title='AAA Giustizia cercasi'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6033720168999331093</id><published>2008-11-25T16:01:00.000+01:00</published><updated>2010-05-12T17:37:39.881+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'>Altro giro, altra corsa</title><content type='html'>Isola Capo Rizzuto, Crotone, Cutro. Il triangolo delle Bermuda si è trasferito in cClabria. Tutto ciò che arriva in questo territorio viene magicamente risucchiato nel vortice compreso nell’aerea di questi tre luoghi. Qualsiasi progetto, qualsiasi idea, qualsiasi proposta non può essere realizzata se prima non approvata dalla cosche e soprattutto se non viene dimostrata la sua azione redditizia per gli affiliati e i fiancheggiatori. Le infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione qua sono all’ordine del giorno ma ancora ci si stupisce quando con operazioni come quella condotta nel crotonese che ha portato all’arresto di 24 persone e che vede iscritte nel registro degli indagati imprenditori e politici, vengono portate alla luce. Il pericolo più grosso per questa terra non è la ndrangheta che si infiltra nella politica, ma la politica che si allea con la ndrangheta, e per quanto la linea di confine che separa le due questioni sembra sottile, la differenza è davvero notevole. A volte si è per così dire costretti ad agire in modo illegale, a volte si ha paura di denunciare, a volte però si capisce che pensandoci bene fa sempre comodo avere un mafioso come amico, può tornare utile, soprattutto se aiuta a ottenere potere, se aiuta a riempire le tasche. Uno spettacolo che si ripete da sempre. Qui andiamo ancora a votare gli indagati, sosteniamo col nostro silenzio i condannati che continuano a sedere tra gli scranni che contano, mentre la vita quotidiana per tutti noi, comuni mortali, ci porta a lottare per un posto di lavoro, per una casa, per avere una sanità che funzioni, per avere un ambiente sano in cui vivere e far crescere i propri figli. Intanto i criminali fanno i loro affari milionari, complottano per far fuori un magistrato, danno appoggio ai latitanti. Il tutto sulle spalle della povere gente. Che vota, che subisce, e che continua a dormire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6033720168999331093?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6033720168999331093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6033720168999331093' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6033720168999331093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6033720168999331093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/11/altro-giro-altra-corsa.html' title='Altro giro, altra corsa'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1232966578237696208</id><published>2008-11-18T16:25:00.001+01:00</published><updated>2010-05-12T17:34:38.149+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Malasanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>Giustizia per Federica</title><content type='html'>SANITA': UDIENZA VIBO; GUP RINVIA A GIUDIZIO TUTTI IMPUTATI &lt;br /&gt;VIBO VALENTIA, 18 NOV - Sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di omicidio colposo i nove imputati per la morte di Federica Monteleone, la sedicenne deceduta dopo un black out in sala operatoria. Lo ha deciso il gup del tribunale di Vibo Valentia Gabriella Lupoli che ha fissato la data del processo al 20 gennaio 2009. Francesco Talarico, all'epoca dei fatti direttore generale dell'Azienda sanitaria di Vibo Valentia, oltre al reato di omicidio colposo dovrà rispondere anche di istigazione alla corruzione mentre Antonino Stuppia, titolare dell'impresa che eseguì i lavori nella sala operatoria, dovrà rispondere anche di falso. Gli indagati sono Francesco Costa, anestesista; Alfonso Luciano, ex direttore sanitario dell'azienda; Piero Schirripa direttore sanitario dell'ospedale; Roberto De Vincentis all'epoca direttore dei servizi tecnici; Nicola Gradia, responsabile di settore dei servizi tecnici; AntonioBruni, ex consulente incaricato di seguire i lavori; Matteo Cautadella, medico. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1232966578237696208?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1232966578237696208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1232966578237696208' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1232966578237696208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1232966578237696208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/11/giustizia-per-federica.html' title='Giustizia per Federica'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-4843262858420458582</id><published>2008-11-14T10:43:00.000+01:00</published><updated>2010-05-12T17:37:27.689+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>Buona Notte Calabria</title><content type='html'>A guardare il mare che la bagna, le vette che la sovrastano, gli antichi borghi che la colorano la Calabria sembrerebbe un piccolo angolo di paradiso. Un olimpo felice dove tutto sembrerebbe andare bene, e in effetti in questa terra non ci facciamo mancare niente, in alcuni casi ci piace anche abbondare. Insieme ad altre poche regioni italiane ad esempio vantiamo il primato di essere governati non da uno bensì da due stati: uno gestito dalla politica, l’altro gestito dalla ndrangheta. Entrambi maneggiano soldi, tanti soldi, talmente tanti che in taluni casi non si riesce neanche a spenderli e bisogna rispedirli al mittente. Perché in questa regione non manca nulla. Abbiamo la manovalanza specializzata che manovra un kalashnikov come fosse un giocattolo, abbiamo tranquilli casolari in cui ospitare i latitanti, abbiamo attrezzatissimi bunker di campagna da far invidia alla Napoli sotterranea! Un magico mondo dove di reale sembra essere rimasto ben poco se non la povertà e la rassegnazione, già perché i cittadini di Calabria hanno eletto il consiglio regionale tra i più pagati e indagati di italia, si districano tra la precarietà e le carenze di ogni genere, abitano città costruite sui veleni, il tutto mentre la politica getta la spugna quando la patata diventa bollente e mentre le cosche continuano a fare affari internazionali. La giustizia è una chimera. I processi sono lunghi, gli imputati spesso prosciolti, e anche se condannati o si danno alla lunga latitanza, se criminali, o ritornano tranquillamente a sedere sulla costosa poltrona del potere se eletti. Alla Calabria non manca nulla, nemmeno il sonno. Infatti dorme, dormono tutti i calabresi accompagnati da una ninna nanna che ha il suono degli spari, delle urla nei palazzi di governo, e del silenzio di chi non parla. Buona notte e sogni d’oro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-4843262858420458582?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/4843262858420458582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=4843262858420458582' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4843262858420458582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4843262858420458582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/11/buona-notte-calabria.html' title='Buona Notte Calabria'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1763959566090415259</id><published>2008-11-13T10:54:00.001+01:00</published><updated>2010-05-12T17:37:27.689+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>In prima fila c'è posto...</title><content type='html'>Ambiente e sanità nella nostra regione sono settori critici, talmente critici da essere degni di commissariamento. Quello per l’emergenza ambientale tra proroghe e false speranze va ormai avanti da 10 anni, quello per la sanità, visti i conti che non tornano, è pronto per essere attuato. E dopo le dimissioni dell’Assessore Vincenzo Spaziante, il Governo troverà strada più facile per mandare un commissario. Spaziante, nella lettera a Loiero, si è augurato che il suo gesto, venga "percepito da tutti in modo limpido e trasparente come un gesto finalizzato esclusivamente a rafforzare la Calabria e la giunta", con la prospettiva di garantire "la sovranità piena della Regione nel campo delle politiche sanitarie". Secondo Spaziante, nella contrattazione per il piano di rientro nel settore della Sanità che la Regione si appresta a fare, "c'é bisogno del massimo di autorevolezza politico-istituzionale" e tale autorevolezza, fa intendere Spaziante, può averla solo il presidente Loiero. Il problema di fondo è il debito che si è accumulato nel corso degli anni e che dovrà portare a quelle che il presidente Loiero ha più volte definito "scelte ineludibili. Rimettere il proprio mandato, il proprio incarico nelle mani del governatore è del tutto legittimo da parte di componente dell’amministrazione regionale, far calare il silenzio affidando ad una lettera le motivazioni lo è un po’ meno. Non tanto per un mancato rispetto verso le istituzioni quanto la totale assenza di rispetto verso i cittadini che dai media apprendono che ora il settore più delicato della nostra regione non ha amministratori. Certo Loiero non si è ancora espresso in merito alle dimissioni, e questo è ancor più allarmante. La gente non vuole che il governatore assume scelte repentine, assolutamente no. La gente pretende trasparenza e correttezza, e in questo momento il presidente della giunta, anche se a Roma, avrebbe il dovere di parlare ai cittadini per rassicurarli o ammettere le eventuali colpe. In Calabria il silenzio non lo vogliamo più, quel silenzio che ci hanno insegnato essere sinonimo di omertà vogliamo romperlo, sempre e comunque. Invece nel silenzio ci apprestiamo ad assistere alla conclamazione della nuova ennesima emergenza tutta calabrese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1763959566090415259?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1763959566090415259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1763959566090415259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1763959566090415259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1763959566090415259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/11/in-prima-fila-c-posto.html' title='In prima fila c&apos;è posto...'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1803286431101824388</id><published>2008-10-29T18:44:00.008+01:00</published><updated>2010-05-12T17:34:38.150+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Malasanità'/><title type='text'>Il volto innocente della malasanità calabrese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQihIU7U4lI/AAAAAAAAAD8/GxUYXu_jQRg/s1600-h/Federica_Monteleone.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 186px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQihIU7U4lI/AAAAAAAAAD8/GxUYXu_jQRg/s200/Federica_Monteleone.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262633329010991698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;FEDERICA MONTELEONE, 16 ANNI - morta nel gennaio 2007 dopo una semplice appendicectomia. Nell'ospedale di Vibo Valentia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQiha09EEsI/AAAAAAAAAEE/E3h32dIUZ0A/s1600-h/eva+ruscio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQiha09EEsI/AAAAAAAAAEE/E3h32dIUZ0A/s200/eva+ruscio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262633646845858498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;EVA RUSCIO, 16 ANNI - morta nel dicembre 2007 in seguito ad una tracheotomia d'urgenza. Nell'ospedale di Vibo Valentia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQiiMSuUNNI/AAAAAAAAAEM/mmP-9yPICzw/s1600-h/flavio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 199px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQiiMSuUNNI/AAAAAAAAAEM/mmP-9yPICzw/s200/flavio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262634496650654930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;FLAVIO SCUTELLA', 12 ANNI - morto nell'ottobre 2007 per ritardo nei soccorsi dopo essere caduto da una giostra. Sotto accusa l'ospedale di Polistena (RC)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQiixBu66pI/AAAAAAAAAEU/c8GKJqyYOVw/s1600-h/angela_20080305.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 139px; height: 172px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQiixBu66pI/AAAAAAAAAEU/c8GKJqyYOVw/s200/angela_20080305.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5262635127744948882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ANGELA SCIBILIA, 23 ANNI - lei e il bimbo che portava in grembo muoiono nel marzo 2008 all'ospedale di Polistena (RC)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è anche Andrea Bonanno di 7 anni scomparso nell'ottobre 2006 per problemi causati da una ingessatura a un braccio. E tanti altri dei quali non si parla o dei quali si parla troppo poco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1803286431101824388?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1803286431101824388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1803286431101824388' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1803286431101824388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1803286431101824388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/10/il-volto-innocente-della-malasanit.html' title='Il volto innocente della malasanità calabrese'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SQihIU7U4lI/AAAAAAAAAD8/GxUYXu_jQRg/s72-c/Federica_Monteleone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-109735417635027058</id><published>2008-10-28T14:22:00.003+01:00</published><updated>2010-05-12T17:36:54.155+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TossiCalabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>La paura di una bambina</title><content type='html'>Stamattina sono andata nel quartiere Lampanaro per seguire le attività di carotaggio disposte dalla Procura di Crotone nell'ambito della ormai nota inchiesta sui rifiuti tossici dell'ex Pertusola Sud sparpagliati su tutto il territorio regionale. Ho visto gli uomini in azione, le trivelle pure. Intervisto il procuratore Raffaele Mazzotta, con e senza microfono (alcune cose è meglio chiederle dietro la telecamera), e inizio a guardarmi intorno. L'incuria e l'abbandono in quel luogo sono tangibili, te ne accorgi mentre cammini. E poi respiri la tensione degli abitanti, la loro paura di essere stati beffati, il timore ancor più grande di essere ancora volta dimenticati. &lt;br /&gt;Il cielo è grigio, ogni tanto si affaccia il sole e tira un vento forte da costringerci a cambiare location per la mia intervista.&lt;br /&gt;Un signore ci racconta di una donna ammalata di cancro ricoverata in fin di vita a Catanzaro, di quel cortile dove giocano i bambini che da tempo chiedono venga analizzato perchè ha sempre provocato prurito sui loro piccoli. La politica in quei luoghi resta lontana. Ci si va solo sotto campagna elettorale per raccogliere qualche consenso e conquistare l'ambita poltrona sulla quale riposare fino alla prossima campagna elettorale.&lt;br /&gt;Prima di andare via, mentre salivo in macchina, una bambina richiama con insistenza la mia attenzione. "Signora! Signora!" Io mi avvicino, c'è vento e non la sento. "Ma ci stanno cacciando?". All'inizio non comprendo cosa intenda, poi realizzo. "Lo sai perchè c'è tutta questa gente?" mi chiede riferendosi ai militari della Guardia di Finanza e agli agenti della Polizia Giudiziaria. "Perchè ci vogliono cacciare! Ora vengono e ci dicono che dobbiamo andarcene!". Io provo a traqnuillizzarla, dicendole che nessuno la farà andare via dalla sua casa, ma lei insiste dicendo che mi sbaglio che quelle persone sono venute per portarla via. Una collega si avvicina, le dice che le persone nel cortile davanti alla sua palazzina sono dei super eroi, che sono venuti per sconfiggere i cattivi e che se anche dovesse andare via dalla sua casa gliene costruiranno una più bella. Lei mi guarda e sorride. Sembra rasserenata. Io no. Ho mentito ad una bambina, sapendo benissimo che se dovessero trovare veleni sotto quegli edifici sicuramente le famiglie dovranno lasciare le loro abitazioni. Ho mentito per renderla felice e non ci sono riusicta. Invece A.I. con la sua magica verità le ha regalato un sorriso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-109735417635027058?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/109735417635027058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=109735417635027058' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/109735417635027058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/109735417635027058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/10/la-paura-di-una-bambina.html' title='La paura di una bambina'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6780313735312628369</id><published>2008-10-27T15:29:00.004+01:00</published><updated>2010-05-12T17:37:52.359+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Malasanità'/><title type='text'>No comment</title><content type='html'>Stamattina nel nosocomio vibonese sono arrivati i carabinieriHanno sequestrato tre reparti dell'ospedale di Vibo Valentia. 33 persone indagate con una sessantina di ipotesi di reato. Gravi secondo gli inquirenti le carenze igienico-sanitarie riscontrate. Non ci sono più parole per definire lo stato di continua emergenza che in ogni settore permane nella nostra Regione. Non ci sono più speranze per i cittadini di questa terra. E poi parlano di commissariamento della Sanità...Se i risultati dovessero essere come quelli raggiunti dal commissariamento per l'emergenza ambientale siamo fritti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6780313735312628369?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6780313735312628369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6780313735312628369' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6780313735312628369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6780313735312628369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/10/stamattina-nel-nosocomio-vibonese-sono.html' title='No comment'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-4240658393644652872</id><published>2008-10-24T16:11:00.003+02:00</published><updated>2010-05-12T17:38:35.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>La fede di uno...</title><content type='html'>Credo in una sola vita&lt;br /&gt;Credo in un solo mondo&lt;br /&gt;Credo nell'indifferenza&lt;br /&gt;Credo nell'ingiustizia&lt;br /&gt;Credo nelle frasi fatti e nei luoghi comuni&lt;br /&gt;Credo che il futuro non esista&lt;br /&gt;Credo che il passato non esista&lt;br /&gt;Credo che tutto sia presente&lt;br /&gt;Credo che i sentimenti siano un'invenzione&lt;br /&gt;Credo che Dio sia un'invenzione&lt;br /&gt;Credo la morte sia concreta&lt;br /&gt;Credo che i pensieri nn possano materializzarsi&lt;br /&gt;Credo che il cuore sia solo un muscolo&lt;br /&gt;Credo che il cervello sia a noi infinitamente sconosciuto&lt;br /&gt;Credo che la vita non si scelga&lt;br /&gt;Credo che il silenzio sia l'eco assordante di ciò che abbiamo dentro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-4240658393644652872?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/4240658393644652872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=4240658393644652872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4240658393644652872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4240658393644652872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/10/la-fede-di-uno.html' title='La fede di uno...'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-4382814674900311968</id><published>2008-10-18T14:41:00.004+02:00</published><updated>2010-05-12T17:38:13.745+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giustizia'/><title type='text'>De Magistris: "Il nemico peggiore per la Magistratura calabrese è la Magistratura collusa"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SPnbGDec0KI/AAAAAAAAADk/vqEePYgmoag/s1600-h/DE+MAGISTRIS+1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SPnbGDec0KI/AAAAAAAAADk/vqEePYgmoag/s200/DE+MAGISTRIS+1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258474936990486690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da pm a giudice, da Catanzaro a Napoli. Il passo è stato breve ma molto sofferto! Luigi De Magistris "cacciato" dalla Procura del capoluogo calabrese torna a parlare del suo caso dalla città partenopea. In modo velato, senza scomporsi, senza sbilanciarsi in inutili accuse. Parla dell'indagine Artemide, quella che nella fien degli anni novanta portò alla scoperta dei rifiuti tossici provenienti da Pertusola Sud in siti agricoli della sibaritide. Ricorda le denunce inascoltate di Francesco Fortugno sulla sanità calabrese, e a tre anni dall'omicidio del Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria inviata i calabresi a uscire non solo dall'omertà ma da quel guscio in cui un "certo gruppo di potere" li ha rinchiusi.&lt;br /&gt;Questo ed altro ancora in esclusiva su 8 Video Calabria lunedì alle ore 21!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-4382814674900311968?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/4382814674900311968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=4382814674900311968' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4382814674900311968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4382814674900311968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/10/de-magistris-il-nemico-peggiore-per-la.html' title='De Magistris: &quot;Il nemico peggiore per la Magistratura calabrese è la Magistratura collusa&quot;'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SPnbGDec0KI/AAAAAAAAADk/vqEePYgmoag/s72-c/DE+MAGISTRIS+1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6849111750502168273</id><published>2008-10-10T17:10:00.000+02:00</published><updated>2010-05-12T17:38:35.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Finalmente</title><content type='html'>GIORNALISTI: FNSI, SOLIDARIETA' A COLLEGA MINACCIATA &lt;br /&gt;ROMA &lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 9 OTT - "Il Segretario Generale della Fnsi, Franco Siddi ed il Segretario Regionale del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, esprimono la loro solidarietà alla collega Francesca Caiazzo, costretta da uno scorretto e arrogante comportamento da parte di esponenti dell'Istituzione comunale di Isola Capo Rizzuto, ad adire alle vie legali". Lo spiega una nota del sindacato dei giornalisti. "E' opportuno ricordare, alla luce di un episodio che non fa onore al mondo politico ed istituzionale, che il lavoro dei giornalisti - continua il comunicato - è meritevole di rispetto e tutela, da minacce e aggressioni, come ha avuto modo di ribadire ieri l'altro con autorevolezza il Consiglio d'Europa, con una risoluzione chiara e netta a difesa dei giornalisti". (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6849111750502168273?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6849111750502168273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6849111750502168273' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6849111750502168273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6849111750502168273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/10/finalmente.html' title='Finalmente'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3065362795921858598</id><published>2008-10-02T16:13:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T17:36:54.155+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TossiCalabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Mah</title><content type='html'>Crotone costruita sui rifiuti. La notizia sta facendo il giro del Paese, lunghi dibattiti tra politici, cittadini e opinionisti improvvisati per parlare dello scandalo che ha colpito la città. Ma c’è da dire che il caso dei rifiuti dell’ex Pertusola Sud, scorie tossiche e nocive, veleni per l’ambiente e per l’uomo, era noto da tempo. Almeno da 13 anni e ad essere coinvolta in questo traffico illecito e mortale non è stata solo la città di Crotone, ma anche il territorio di Cosenza. &lt;br /&gt;Nel decreto ministeriale n. 468 del 2001 nel quale viene disposta la bonifica dei siti inquinati in Calabria, oltre alla ex zona industriale della città pitagorica e altri quartieri periferici, si richiedono interventi anche a Cassano allo Jonio e a Cerchiara Calabra, perché interessate da discariche abusive nelle quali sono state interrate almeno 35 mila tonnelate di ferriti da zinco e altri minerali di risulta. &lt;br /&gt;L’inchiesta si aprì quando la Guardia di Finanza, nel gennaio del 1995, scoprì sotterrati in alcuni terreni di Cassano bidoni pieni di liquidi tossici provenienti dalla Pertusola Sud di Crotone. Da quei primi ritrovamenti si arrivò a scoprire un traffico che produceva diverse centinaia di milioni di lire e che vedeva coinvolti funzionari, politici e ditte compiacenti della Regione Calabria. Una volta che "iniziarono ad evidenziarsi legami con pericolosi settori della criminalità organizzata e del mondo politico regionale" (così affermava lo stesso dott. De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, dinnanzi alla commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta dall'On. Massimo Scalia, nell’ ottobre 1998), condotta direttamente dalla stessa Procura della Repubblica di Catanzaro, sono scaturiti dei procedimenti penali a carico di numerosi imputati; nel corso dell'attività giudiziaria iniziata a Catanzaro, il Gup del tribunale non solo non contestava, così come richiesto dal Pm l'art. 416 bis relativo all'associazione mafiosa, ma stralciava il processo dividendolo in due tronconi: uno, relativo alla corruzione dei funzionari pubblici, restava presso lo stesso tribunale di Catanzaro per poi essere trasferito a Paola, per l'altro, relativo al reato di "avvenuto Disastro ambientale" e non più pericolo, veniva trasferito a Castrovillari. Il processo iniziò nel lontano 1997, ma soltanto il 17 giugno 2005 si tenne l'Udienza preliminare. Il procedimento sì è concluso nel marzo di quest’anno e udite udite tutti gli imputati sono stati assolti, chi per non aver commesso il fatto chi per intervenuta prescrizione. Venne inoltre evidenziato come dalle perizie redatte sia dai consulenti della Syndial che dai periti nominati dal Tribunale non si evinceva alcun pericolo per la salute pubblica nel territorio. Allora scusate, perché intervenire con una bonifica?&lt;br /&gt; A noi appare evidente che i misteri e gli orrori di questa vicenda vadano ben oltre l’operazione "Black Mountains". Crediamo che le responsabilità e i danni arrecati vadano ricercate in un contesto più ampio, dove anche la criminalità organizzata ha avuto la sua parte. A Crotone bisogna solo sperare che la giustizia si un po’ più veloce. Anche se le premesse non sono rassicuranti visto che le indagini della Procura di Crotone sono iniziate nel 1999. Da allora sono già passati 9 anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3065362795921858598?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3065362795921858598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3065362795921858598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3065362795921858598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3065362795921858598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/10/mah.html' title='Mah'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3911874091586751779</id><published>2008-10-01T19:05:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:36:54.156+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TossiCalabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Petizione Salviamo Crotone</title><content type='html'>Cari amici,&lt;br /&gt;non solo crotonesi, vi prego &lt;a href="http://www.firmiamo.it/salviamocrotone1"&gt;firmate&lt;/a&gt; in tanti e fate firmare!!&lt;br /&gt;Potrebbe accadere ovunque, ma per ora è accaduto qua in questa città dimenticata!!! Scorie tossiche sotto le strade, veleni sotto le scuole!!! Alziamo la voce!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3911874091586751779?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3911874091586751779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3911874091586751779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3911874091586751779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3911874091586751779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/10/petizione-salviamo-crotone.html' title='Petizione Salviamo Crotone'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-4025704449630343712</id><published>2008-09-26T12:14:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:36:54.156+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TossiCalabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>La città cancerogena</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNy3HA8MtwI/AAAAAAAAADc/SxT4KrTpWKw/s1600-h/Nocivo_Irritante.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNy3HA8MtwI/AAAAAAAAADc/SxT4KrTpWKw/s200/Nocivo_Irritante.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250272596746614530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vergogna. È l’unico termine che viene in mente dopo aver assistito preoccupati all’operazione black mountains messa in atto a Crotone dalla polizia giudiziaria che ha portato al sequestro di 18 aree della provincia sulle quali sarebbero state edificate costruzioni con una miscela esplosiva contenenti materiali altamente inquinanti e nocivi per la salute dei cittadini. Strade, scuole, case popolari, una banchina del porto nascondono zinco, mercurio, arsenico, indio, tutte sostanze potenzialmente cancerogene che hanno convissuto tranquillamente in questa comunità.&lt;br /&gt;Il materiale proveniente dall’ex Pertusola Sud e dall’Ilva di Taranto, invece di essere smaltito a norma di legge sarebbe stato ceduto ad imprenditori edili che senza scrupoli non ci hanno pensato due volte a utilizzarlo per i loro affari. Parliamo sempre della ndrangheta e delle cosche, della criminalità organizzata, di quanto questi mafiosi frenino con le loro losche attività lo sviluppo di questa terra pensando solo alle proprie tasche. Poi veniamo a conoscenza di fatti del genere e viene spontaneo chiedersi quale sia la differenza tra chi ci ha regalato una città cancerogena e chi sanguinaria. La verità è che la ndrangheta è solo un alibi, come ebbe a dire l’ex comandante della guardia di finanza della calabria Riccardo Piccinni, utilizzato dai cosiddetti criminali comuni per occultare tutto il lercio che, è il caso di dire, è adagiato sotto i nostri piedi.&lt;br /&gt;Dove erano i controlli quando i materiali venivano ceduti alle ditte edili? Dove era la politica di allora? E dove la politica di oggi?e soprattutto noi, cittadini, che troppo spesso abbassiamo la testa, dove siamo quando invece ci sarebbe bisogno di urlare forte che in questa città, in questa regione, non c’è più speranza. In questi luoghi vincolati al passato, non c’è più presente né futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-4025704449630343712?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/4025704449630343712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=4025704449630343712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4025704449630343712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/4025704449630343712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/la-citt-cancerogena.html' title='La città cancerogena'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNy3HA8MtwI/AAAAAAAAADc/SxT4KrTpWKw/s72-c/Nocivo_Irritante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8885972568339985690</id><published>2008-09-25T16:55:00.000+02:00</published><updated>2010-05-12T17:36:54.157+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TossiCalabria'/><title type='text'>Senza parole</title><content type='html'>AMBIENTE: CROTONE, PIAZZALI TRE SCUOLE SU SCORIE PERICOLOSE &lt;br /&gt;CROTONE &lt;br /&gt;(ANSA) - CROTONE, 25 SET - I piazzali di tre istituti scolastici del crotonese sarebbero stati realizzati con materiale nocivo alla salute proveniente da scarti dell'industria Pertusola Sud, in cui si lavorava lo zinco. E' quanto emerso dall'operazione Black Mountains che stamani ha portato al sequestro di 18 aree a Crotone, Cutro e Isola Capo Rizzuto. Le aree interessate sono quelle della scuola elementare San Francesco e di un istituto tecnico superiore, entrambi di Crotone, e quello di una scuola elementare nel territorio di Cutro. Il materiale, altamente nocivo, avrebbe dovuto essere smaltito in discariche specializzate ed invece sarebbe stato ceduto a imprese di costruzioni che lo hanno utilizzato in lavori edili riguardanti, tra l'altro, anche alloggi popolari, villette, una banchina portuale e strade. Tra gli indagati nell'inchiesta figurano il legale rappresentante pro-tempore della Pertusola Sud, che ha chiuso l'attività alla fine degli anni '90; quelli di tre imprese edili, due di Crotone e una di Parma, e tre funzionari dell'ex Presidio multizonale di prevenzione dell'ex Azienda sanitaria di Catanzaro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8885972568339985690?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8885972568339985690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8885972568339985690' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8885972568339985690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8885972568339985690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/senza-parole.html' title='Senza parole'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1710256561130277632</id><published>2008-09-24T18:44:00.005+02:00</published><updated>2010-05-12T17:39:55.545+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Sola</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNpygcNvdsI/AAAAAAAAADU/6k1pArTG6XQ/s1600-h/solitudine.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNpygcNvdsI/AAAAAAAAADU/6k1pArTG6XQ/s200/solitudine.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5249634217308944066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni sento solo silenzi attorno a me. Risposte non fornite, frasi non pronunciate, urla trattenute. Nella solitudine di un momento come questo, mi appiglio ai pensieri scomposti e ai sogni irrealizzati...irrealizzabili. Non muore la speranza che si nutre di verità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1710256561130277632?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1710256561130277632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1710256561130277632' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1710256561130277632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1710256561130277632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/sola.html' title='Sola'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNpygcNvdsI/AAAAAAAAADU/6k1pArTG6XQ/s72-c/solitudine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-364755743270213258</id><published>2008-09-23T16:58:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:39:55.546+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Quesito del giorno</title><content type='html'>Se nel mondo ognuno è diverso dall'altro, come si stabilisce la normalità?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-364755743270213258?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/364755743270213258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=364755743270213258' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/364755743270213258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/364755743270213258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/quesito-del-giorno.html' title='Quesito del giorno'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6673519517876049614</id><published>2008-09-20T15:04:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T17:39:17.154+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>Così è se vi pare....</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNT23V75A7I/AAAAAAAAADM/6RjLDFcvLDU/s1600-h/penna.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNT23V75A7I/AAAAAAAAADM/6RjLDFcvLDU/s200/penna.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5248090896435053490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non servono i morti per capire che in Calabria regna la 'ndrangheta, non servono pistole nè fucili per mostrare il dominio dei "potenti". A volte basta semplicemnte guardarsi attorno, agire nella più consueta normalità per rendersi conto che ormai la mafiosità è insita in certa gente cosiddetta perbene.&lt;br /&gt;La minaccia è all'ordine del giorno, la penna del giornalista, arma spesso temuta, è ben deviata verso racconti più piacevoli, i nostri microfoni zittiti con la prepotenza.&lt;br /&gt;Il tutto avviene nella triste consapevolezza di ognuno che in silenzio continua a far finta di vivere in questa terra meravigliosa che non ci riconosce più come suoi figli.&lt;br /&gt;La politica non muove un dito per garantire sicurezza e lagalità, gli affari sono più importanti di certe scaramucce morali.&lt;br /&gt;E' troppo importante ottenere un posto a tavola con quelli che contano per preoccuparsi di ciò che avviene nelle proprie città.&lt;br /&gt;E se un giorno un eletto dal popolo si mettesse ad insultare l'elettore, o peggio intimdirlo e aggredirlo?&lt;br /&gt;Vi assicuro, miei cari lettori, che il silenzio soccomberebbe sulla scena.&lt;br /&gt;Il sipario si chiude per riaprirsi sull'atto successivo.&lt;br /&gt;E noi, pubblico ignorante, a goderci lo spettacolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6673519517876049614?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6673519517876049614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6673519517876049614' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6673519517876049614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6673519517876049614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/cos-se-vi-pare.html' title='Così è se vi pare....'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SNT23V75A7I/AAAAAAAAADM/6RjLDFcvLDU/s72-c/penna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-5891991400001447172</id><published>2008-09-13T14:31:00.004+02:00</published><updated>2010-05-12T17:39:41.544+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>Estate, addio!</title><content type='html'>Da oggi il sole sembra stia abbandonando per un po’ la regione, anche le temperature si abbassano, anche se di poco, e le nuvole all’orizzonte si apprestano a congedare l’estate 2008. Tracciare un bilancio della stagione più calda dell’anno nella regione non è propriamente facile, anche se alcuni elementi che l’hanno caratterizzata sono ancora evidenti in questa prima decade settembrina. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SMuz2VaksGI/AAAAAAAAAC0/mwAH6GPxeI0/s1600-h/antincendio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SMuz2VaksGI/AAAAAAAAAC0/mwAH6GPxeI0/s200/antincendio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245483937045983330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La calabria ha bruciato, oltre mille roghi su tutto il territorio da agosto ad oggi, centinaia di uomini e mezzi dispiegati per fronteggiare anche quest’anno l’emergenza incendi, frutto di distrazione e incuria, e il più delle volte delle sadiche menti dei piromani. Fuoco da una parte siccità e carenza idrica dall’altra. Decine di comuni calabresi, da Reggio a Crotone, hanno lamentato la mancanza di acqua corrente per giorni intere, nei casi più disperati come a Capo Rizzuto nel crotonese per settimane. Condizioni da terzo mondo per migliaia di persone, tra residenti e turisti e come se non bastasse dopo il danno anche la beffa: quando anche fare una doccia o lavarsi semplicemente le mani era ormai diventato un lusso, arriva puntualmente la bolletta da pagare. Per un servizio di cui non si è mai usufruito.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SMu0g6NVWZI/AAAAAAAAAC8/NjsPITyiPec/s1600-h/acqua-5.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SMu0g6NVWZI/AAAAAAAAAC8/NjsPITyiPec/s200/acqua-5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245484668477069714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mentre le istituzioni locali si passavano la patata bollente, le strade si riempivano di automobili: milioni  di turisti in cerca della desiderate ferie, ma forse semplicemente solo emigranti di ritorno nella nostra terra. Già, perché quest’anno gli affari non sono andati poi così bene, escludendo quel lieve aumento di presenze che, come ha fatto notare Guagliardi l’assessore regionale al ramo, si è registrato nel mese di agosto.&lt;br /&gt;In calabria ahimè, manca completamente il senso di accoglienza, non tanto da parte della popolazione locale sempre calorosa e gentile col forestiero, quanto da parte delle amministrazioni e degli enti preposti.&lt;br /&gt;In una regione che continua a bruciare, dove proprio nella stagione estiva l’acqua diventa un miraggio, dove il costo di un servizio non vale la qualità dello stesso, dove l’abusivismo edilizio paradossalmente approvato dagli stessi amministratori della cosa pubblica ha distrutto quel poco che restava di ameno e dignitoso in questa terra, cosa resta da offrire al turista speranzoso che arriva dopo essersi fatto ore e ore di coda sull’unica carreggiata della Salerno - Reggio Calabria, o peggio sulla disastrata statale 106, o ancora su quei reperti storici da prima guerra mondiale che si ostinano a chiamare treni?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-5891991400001447172?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/5891991400001447172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=5891991400001447172' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5891991400001447172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/5891991400001447172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/estate-addio.html' title='Estate, addio!'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SMuz2VaksGI/AAAAAAAAAC0/mwAH6GPxeI0/s72-c/antincendio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3560339844538868021</id><published>2008-09-10T15:26:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:41:58.225+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Il lavoro assassino</title><content type='html'>Una famiglia sconvolta, una vita distrutta e tanti interrogativi a cui bisognerà rispondere. Perché quando si muore è sempre una tragedia per chi resta, ma il tutto diventa ancor più insopportabile e inaccettabile anche per la società quando è il lavoro che invece di aiutare a vivere aiuta a morire. Sono tante, troppi le cosiddette morti bianche, uomini e donne che escono di casa per andare a lavorare e che in quella casa non faranno più ritorno. L’ultimo, solo in ordine di tempo, ad aver concluso la propria vita sul luogo di lavoro Rosario Ruffolo, 53 anni di Rende. L'operaio stava lavorando alla realizzazione di un tratto di rete fognaria in un'area nella zona industriale della cittadina dell'hinterland cosentino. Improvvisamente il terreno ha ceduto e lo ha travolto senza dargli via di scampo. &lt;br /&gt;Intanto la Procura della Repubblica di Cosenza ha aperto un'inchiesta per stabilire eventuali responsabilità. E almeno per una volta speriamo che se qualcuno avrà sbagliato paghi per quanto accaduto. Con la sicurezza non si scherza, sulla sicurezza non si può e non si deve cercare il risparmio. La sicurezza sul posto di lavoro è un investimento sulla vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3560339844538868021?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3560339844538868021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3560339844538868021' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3560339844538868021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3560339844538868021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/il-lavoro-assassino.html' title='Il lavoro assassino'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-7574731296544540498</id><published>2008-09-04T18:25:00.003+02:00</published><updated>2010-05-12T17:42:28.693+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SS 106'/><title type='text'>Pensiero</title><content type='html'>Navigando, come spesso accade nel web, ho trovato un &lt;a href="http://www.christianvelasco.it/"&gt;sito&lt;/a&gt; dedicato ad un giovane crotonese che ha perso la vita in un incidente stradale. Nel mio lavoro ho spesso dato notizie del genere, mi sono battuta affinché ci fosse una maggiore attenzione sul problema della viabilità nella nostra regione, troppo spesso affidata a incompetenti o peggio ad elementi della criminalità organizzata. Il rischio è quello di trovarsi a percorrere strade dove la sicurezza diventa trascurabile, e dove a farne le spese sono troppo spesso i poveri cittadini. Ho percorso gli oltre 400 km della ss106, il tratto calabrese, realizzando uno speciale in due puntate ed è davvero sconfortante assistere alle centinaia di fiori, lapidi, ricordi che affollano il ciglio della strada della morte. Il cuore si stringe nel petto e mentre guardi dal finestrino pensi che domani potrebbe toccare anche a te.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-7574731296544540498?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/7574731296544540498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=7574731296544540498' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7574731296544540498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7574731296544540498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/pensiero.html' title='Pensiero'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8672381181526841660</id><published>2008-09-04T18:12:00.004+02:00</published><updated>2010-05-12T17:42:45.114+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Post Pubblicitario-Promozionale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SMAKKJcelOI/AAAAAAAAACk/6K50sGFUjZc/s1600-h/luna2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SMAKKJcelOI/AAAAAAAAACk/6K50sGFUjZc/s320/luna2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242201135709590754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Miss Italia è alle porte. A prescindere da tutte le critiche che le menti eccelse del nostro Bel Paese possano lanciare a questa manifestazione storica, l'evento suscita sempre grandi attese e curiosità nel pubblico. Dalla Calabria 3 bellezze sono riuscite ad arrivare in finale: Erica Cunsolo, Erika Romeo e Luna Voce. Da giornalista (obiettiva..?) dovrei essere imparziale, ma da buona crotonese (provinciale...) tifo per Luna, che tra le altre cose, ha anche lavorato per la nostra emittente.&lt;br /&gt;Guardatela un pò...e ditemi...non è da votare??&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8672381181526841660?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8672381181526841660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8672381181526841660' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8672381181526841660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8672381181526841660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/post-pubblicitario-promozionale.html' title='Post Pubblicitario-Promozionale'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0dpgaI_jPpk/SMAKKJcelOI/AAAAAAAAACk/6K50sGFUjZc/s72-c/luna2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3662172853654565791</id><published>2008-09-01T14:41:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T17:42:45.115+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Controesodo</title><content type='html'>Rientrata nelle viscere della Calabria dove anche la libertà di stampa è ormai un optional. Hanno ucciso l'informazione, hanno umiliato me e l'intera categoria. Non si fanno domande scomode, non in Calabria, qui solo domande accomodanti. Ma la querela è già pronta. Sulla scrivania del mio avvocato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3662172853654565791?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3662172853654565791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3662172853654565791' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3662172853654565791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3662172853654565791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/09/controesodo.html' title='Controesodo'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3943848459225941803</id><published>2008-08-08T13:24:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T17:41:36.185+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Noi chirurghi sociali</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In Calabria l'illecito è consentito, la legalità è un fantasma e la speranza è nascosta dietro un indice puntato verso se stessi. Assueffatta dai mali e dai tumori di questa terra, non puoi evitare di lasciarti trasportare dal sarcasmo, e quando sparano, uccidono, feriscono ti viene da dire "Cavolo! devo rifare il sommario!".&lt;br /&gt;Il giornalista è come un medico. Quando non riesce a salvare la vita del proprio paziente si sente inutile, perso, scoraggiato, ma dopo uno, tre, dieci, cento morti l'anima si abitua alla crudeltà di una natura insana. Penna, microfono e taccuino diventano bisturi sociali, anche se il più delle volte, nonostante il defribillatore, ci ritroviamo a sospirare nella sala delle emergenze "l'abbiamo perso!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3943848459225941803?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3943848459225941803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3943848459225941803' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3943848459225941803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3943848459225941803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/08/noi-chirurghi-sociali.html' title='Noi chirurghi sociali'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1699856895374142260</id><published>2008-08-01T12:22:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T17:41:01.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SS 106'/><title type='text'>Per Pepè</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14;"  &gt;&lt;span style="font-family: georgia;font-size:85%;" &gt;Lo chiamavamo Pepè. Passava ogni giorno nelle estati adolescenziali davanti il cancello di casa mia. Lo sguardo sempre basso, quella timidezza che non lo abbandonava mai. E rideva spesso, rideva sempre, perché lui la vita la amava. Da bambini lo prendevamo in giro, bonariamente, dava poca confidenza ma quando lo conoscevi non potevi non farti travolgere dalla sua simpatia. A Isola di Capo Rizzuto, è facile conoscersi tutti, è ancora più facile scoprire di essere parenti. Il legame diventa un tutt’uno con il Paese, e quelle strade che ti hanno visto crescere parlano ovunque di te. Aveva 29 anni, faceva il bagnino Giuseppe Scerbo, il bagnino al villaggio Il tucano. Anche per questo era conosciuto in paese. Era innamorato, aveva una ragazza, abita a Crotone, ed è lì che l’ha accompagnata la notte della tragedia. Lei, l’ultima persona probabilmente ad averlo visto vivo. Forse andava troppo veloce, forse un colpo di sonno, forse una manovra azzardata, questo saranno gli accertamenti a stabilirlo, ma qualunque sia la causa, la conseguenza è stata che l’automobile sulla quale viaggiava è finita fuori strada. inutile il trasporto in ospedale. Giuseppe si è spento in una notte di estate, in una ambulanza del 118, sulla strada della morte. Quante volte abbiamo dato notizie del genere, troppe, non ce la si fa più a sopportare l’inerzia e l’abbandono. Ci sono mali di questa Calabria contro i quali non si può fare nulla o ben poco, contro i quali la lotta è sempre più dura. Altri invece basterebbe solo l’impegno degli amministratori locali per risolverli. I problemi di una strada come la 106 li consociamo tutti. Stretta, asfalto da schifo, non illuminata, case che sorgono quasi sul ciglio, stradine interne che spuntano all’improvviso. Ma quel tratto, che dall’aeroporto arriva fino al primo bivio di Isola Capo Rizzuto, ha da qualche tempo qualche difficoltà in più. Da quando gli immigrati giunti clandestinamente in questo territorio e ospiti del centro s. anna, sono liberi di poter uscire dalla struttura, quel pezzo di strada è diventata un corso sul quale passeggiare, sostare, fare i propri bisogni, ubriacarsi, di giorno e di notte. Senza controlli. Dove sono le istituzioni quando una madre si trova a piangere suo figlio? Giuseppe diventerà un altro numero da aggiungere alla lista di queste morti assurde. Diventerà un fiore, una lapide da apporre sul ciglio della strada. l’ennesimo triste ricordo di una vittima della 106. ciao pepè.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1699856895374142260?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1699856895374142260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1699856895374142260' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1699856895374142260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1699856895374142260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/08/per-pep.html' title='Per Pepè'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-1324453509788648765</id><published>2008-07-30T15:42:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:43:22.705+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RomanticTime'/><title type='text'>Io</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci sono cose, storie, parole che ti scivolano addosso come acqua sulla pelle, lasciando una scia veloce e di rapida scomparsa. Altre invece si posano come macigni sull’anima, pesanti e immobili in tutto il loro dolore. Sento scalpitare da dentro, una sensazione che vuole essere liberata, questa delusione che stringe le vene non lascia passare il sangue. Il corpo sta per morire, l’anima sta per scoppiare.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-1324453509788648765?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/1324453509788648765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=1324453509788648765' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1324453509788648765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/1324453509788648765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/07/io.html' title='Io'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-641813501787256368</id><published>2008-07-30T15:08:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T17:43:22.705+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RomanticTime'/><title type='text'>Tu</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Chiusi come ante di inverno&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che affacciano dal solaio&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Di un’antica dimora&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Gli occhi riposano&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mentre in soffitta&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;I ricordi spingono tra la polvere&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per riemergere dalla memoria lenta&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’immagine che avevo di te resta immobile&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tra la ruggine delle mie ossa&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E il macero del mio cuore&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-641813501787256368?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/641813501787256368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=641813501787256368' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/641813501787256368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/641813501787256368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/07/tu.html' title='Tu'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2716850565630132889</id><published>2008-06-18T19:31:00.000+02:00</published><updated>2010-05-12T17:43:51.460+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: courier new;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel silenzio e nel caldo pomeriggio di una tipica giornata estiva calabrese, due bare bianche vengono trasportate nella chiesa di Portosalvo. Una folla e tanti fiori le seguono in silenzio. Il dolore più intenso si esprime spesso così. Senza parlare, respirando a fatica e lasciando alle lacrime il tempo di abbandonare gli occhi e scendere giù a rigare il viso. La sofferenza di una vita distrutta a 17 anni non trova alcuna ragione, è difficile spiegare a un bambino dove si va quando si muore, è ancor più difficile per un adulto accettare la scomparsa di una persona cara, innocente che il caso, il destino, o un atroce disegno divino ha voluto strappare dal mondo terreno. Alba e Federica. Loro si che resteranno nei cuori di molti. Di chi le ha conosciute, di chi le ha amate, di chi ha visto i loro meravigliosi sorrisi solo sui giornali dopo quella tragica notte. Quell'auto che sbanda, che si schianta contro una cabina dell'Enel prima e un muro di cinta di una casa poi, la morte che arriva all'improvviso. Le sirene delle ambulanze, le forze dell'ordine, e poi le polemiche sulle responsabilità, sui presunti ritardi dei soccorsi, le cause ella manovra ancora tute da accertare. Altri due ragazzi, 19 e 20, da un letto di ospedale non cancelleranno mai il ricordo di quel sabato sera. Alessio, il più grave sta lottando tra la vita e la morte negli ospedali riuniti di Reggio Calabria. I medici sono invece più ottimisti per Marco Antonio, risponde bene alle cure dicono, anche se la prognosi resta ancora riservata. Il quinto ragazzo coinvolto nell'incidente Andrea ha riportato solo lievi ferite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-family: courier new;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche a loro è andato il messaggio del vescovo di Locri Gerace monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, che ha chiesto ai giovani di aiutarsi a vivere e non a morire, non ha risparmiato richiami alle responsabilità di ognuno, di tutti, politici, amministratori, cittadini, ragazzi. E poi ricorda i familiari delle due ragazze che la morte non chiude il legame con la vita. Per le madri di Alba e Federica sarà difficile da capire ora. Forse non accetteranno mai la morte delle loro due figlie. La Calabria è con loro e si stringe commossa nel saluto a due nuovi bellissimi angeli che illumineranno il paradiso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2716850565630132889?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2716850565630132889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2716850565630132889' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2716850565630132889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2716850565630132889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/06/nel-silenzio-e-nel-caldo-pomeriggio-di.html' title=''/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-2240515011593111247</id><published>2008-06-03T15:12:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:44:06.227+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>Tutte le strade portano a Roma, una sola porta in Calabria</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: courier new;font-size:78%;" &gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-family: courier new;"&gt;Mancano pochi giorni alla giornata di mobilitazione istituzionale annunciata dai presidenti della Provincia di Cosenza Mario Oliverio e di Crotone Sergio Iritale, per far sentire la voce delle istituzioni calabresi contro l’utilizzo dei fondi destinati alla viabilità in calabria e Sicilia per colmare il taglio dell’Ici attuato da Berlusconi. Fondi destinati appunto e mai utilizzati, colpa forse dei comuni che non si sono mossi in tempo, colpa dell’inefficienza della burocrazia, colpa degli stessi politici che alle parole non fanno forse seguire i fatti. Intanto a Borgia, le cosche giocano al tiro a bersaglio a colpi di kalashnikov perché gli appalti per i lavori della statale jonica 106 sono troppo appetitosi. Così mentre la politica chiede che i soldi arrivino in Calabria, la ndrangheta prepara il terreno dove spenderli. Il vero problema per una regione come la nostra non è ottenere denaro, finanziamenti, agevolazioni, perché anche l’unione europea ci ha da tempo inserito tra le regioni che hanno più bisogno, praticamente il terzo mondo dell’Europa. La difficoltà, e qui vorremmo sapere di chi è la responsabilità, è riuscire a spenderli tutti questi euro che arrivano in calabria, è riuscire a farli restare puliti senza che la criminalità possa neanche lontanamente vederli. Ma se la ndrangheta e la politica da noi spesso sono la stessa cosa, con i politici asserviti alle cosche o peggio componenti di famiglie mafiose, come si può pensare che il tutto si svolga nella legalità e trasparenza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: courier new;"&gt;E allora diamo la colpa al governo di turno. Fino a qualche mese fa ce la prendevamo con Prodi che quella famosa frase in cui diceva che la calabria era la sua figlia prediletta è riuscito da solo a darsi la zappa sui piedi perché per tutti è diventata tormentone per i componenti del suo esecutivo. E ora Berlusconi, appena insediato che vuole costruire il ponte e non pensa alle arterie fondamentali di questa regione. Così assistiamo sempre allo stesso grottesco siparietto. Comizi elettorali da brivido, le istituzioni locali che chiedono soldi, i cittadini che urlano il loro diritto di sentirsi italiani. Intanto di notte e di giorno in calabria si continua a morire. Sotto il rumore assordante di un kalashnikov per accaparrarsi gli appalti ed eliminare concorrenti scomodi, sull’asfalto tra le macerie di due o più auto che si scontrano a causa delle cattive condizioni stradali, magari proprio perché costruita con la complicità della mafia alla quale non interessa di certo la sicurezza degli automobilisti, quanto mettere in tasca i soldi destinati alla tutela dei cittadini stessi. La 106 è davvero la strada della morte. In tutti i sensi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-2240515011593111247?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/2240515011593111247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=2240515011593111247' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2240515011593111247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/2240515011593111247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/06/tutte-le-strade-portano-roma-una-sola.html' title='Tutte le strade portano a Roma, una sola porta in Calabria'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-824161796445060383</id><published>2008-05-27T13:14:00.002+02:00</published><updated>2010-05-12T17:44:22.706+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immigrazione'/><title type='text'>W l'integrazione</title><content type='html'>&lt;p style="font-family: georgia;font-family:courier new;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Accoglienza, solidarietà, rispetto. Tutte belle parole con cui i moralisti moderni, in virtù di un passato che ha visto gli italiani, calabresi in particolare partire e cercare fortuna altrove, riempiono i loro pomposi discorsi sull’immigrazione e sull’importanza di integrare culture diverse. Ma quando due civiltà completamente opposte si trovano l’una di fronte all’altra, più che incontrarsi si scontrano come due treni che percorrono in direzioni diverse lo stesso binario. È palese più che chiaro che una cultura nomade, per sua stessa definizione ad esempio, non ha attaccamento alla propria terra, perché difficilmente può indicarne una, se non quella forse che l’ha vista nascere ma che non l’ospiterà magari più. Allo stesso tempo se per gli immigrati si chiede, si pretende che entrino nel nostro Paese solo per lavorare o per chiedere asilo politico, è davvero così terrificante chiedere che si trovino un lavoro e che vivano nella legalità? Non è quello che gli stessi italiani, gli stessi calabresi chiedono per loro stessi: lavoro e legalità. Lo scandalo davvero non si capisce dove sia. E allora chiediamo a quanti sono contro ad esempio allo sgombro dei campi rom in Italia con il rimpatrio dei delinquenti nel paese d’origine, cosa bisognerebbe fare con i 300 e dico 300, non uno, due dieci venti, ma 300 rom che a Catanzaro hanno aggredito una macchina della polizia per impedire che gli agenti traessero in arresto un giovane accusato di rapina. 300 persone hanno difeso un delinquente inveendo contro i poliziotti. Gli agenti, a bordo di due auto, erano appena arrivate quando sono state circondate da numerosi rom (ripetiamo almeno 300 secondo la polizia) che, compreso il motivo della loro presenza, hanno cominciato a lanciare oggetti consentendo la fuga del ricercato. Una pinza da elettricista ha colpito il finestrino posteriore di una Fiat Punto della squadra mobile mandandola in frantumi. Fortunatamente gli agenti all'interno non hanno subito conseguenze. I poliziotti hanno subito chiesto aiuto e la centrale operativa della Questura ha inviato quattro volanti. In ausilio é intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri. Solo l'intervento in forze ha consentito di riportare la situazione alla normalità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: georgia;font-family:courier new;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La squadra mobile è ora al lavoro per identificare i responsabili dell’accaduto. Al momento i reati ipotizzati sono resistenza e violenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento personale. Gli investigatori stanno però valutando se contestare la procurata evasione se l'arresto verrà considerato come eseguito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Questa si chiama arroganza, si chiama violenza, si chiama intolleranza. L’ospite, delinquente, contro il padrone di casa, garante della sicurezza pubblica. Questo è il vero scandalo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-824161796445060383?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/824161796445060383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=824161796445060383' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/824161796445060383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/824161796445060383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/05/w-lintegrazione.html' title='W l&apos;integrazione'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8707349326330494521</id><published>2008-05-22T12:39:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T17:45:11.431+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: courier new;"&gt;Definiamo allarme sociale quel tipico fenomeno che invade all’improvviso la società, crea emergenza e per il quale è ragionevolmente possibile prospettare una soluzione a breve - medio termine. Quando ad un problema non meno grave si permette invece di radicarsi stabilmente in un determinato territorio di certo diventa più difficile estirparlo. È il caso della criminalità organizzata, la nostra ndrangheta calabrese, quella famiglia allargata composta da delinquenti di spicco alla quale è stato concesso un po’ dallo stato che come insegna la cronaca non ha disdegnato in alcuni casi di fare affare con le cosche, un po’ dalla gente che oppressa dalla mano malavitosa ha paura pure di respirare, figuriamoci di denunciare, di espandere i suoi tentacoli in tutta la regione varcando i confini nazionali. Dopo la presentazione dei dati dell’Eurispes sulla ndrangheta si sono sollevate molti voci preoccupate e indignate, si chiede al governo di intervenire, di non sottovalutare la situazione, si chiede che la questione assuma il grado di emergenza. A chi vive in Calabria tutto questo scalpore forse da pure un po’ fastidio. Ogni volta che qualcuno viene ucciso, ogni volta che un imprenditore è costretto a pagare il pizzo, ogni volta che salta una macchina lo stato dove è? E dove sono tutti quei politici che aspettano l’aggregazione dei dati sugli introita delle cosche, sul numero di delitti, sui quantitativi di droga spacciati, per rispolverare il manuale del moralista civico che ha a cuore questa terra. Della Calabria purtroppo ci si ricorda solo durante le elezioni, quando la retorica la fa da padrona per parlare di precarietà, mentre qui ci sono i disoccupati, per parlare di futuro quando abbiamo strade da terzo mondo, per parlare dei giovani in un paese di vecchi. E poi ci sono quei magistrati scomodi o non obbedienti alle regole che vengono cacciati perché toccano gli intoccabili, e quegli altri che vengono spiati e minacciati perché in silenzio alzano dei polveroni che alla ndrangheta non piacciono. Addirittura a Vibo, forse un pm voleva insabbiare la vicenda della povera Federica Monteleone, morta in un ospedale a soli 16 anni. Lei forse nell’innocenza e nell’ingenuità adolescenziale credeva che in cambiamento in questa terra fosse possibile, sicuramente sapeva già cosa era la ndrangheta, e magari se fosse stata viva avrebbe partecipato con entusiasmo alla gerbera gialla insieme ai suoi compagni di scuola. Un vuoto lasciato nell’immensa oscurità che avvolge questa regione. Da lei come tutte da le vittime innocenti della Calabria    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8707349326330494521?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8707349326330494521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8707349326330494521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8707349326330494521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8707349326330494521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/05/definiamo-allarme-sociale-quel-tipico.html' title=''/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8908975953690798873</id><published>2008-05-06T18:42:00.000+02:00</published><updated>2008-05-06T18:43:52.562+02:00</updated><title type='text'>La protesta dei disperati</title><content type='html'>&lt;p style="font-family: courier new;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Chiedono di essere aiutati a vivere e con cartelli in inglese si domandano che fine abbiamo fatto i diritti umani. Circa ottanta stranieri, sedicenti afgani, hanno inscenato una protesta in un normale pomeriggio di primavera, nella centrale piazza Pitagora, bloccando il traffico e cercando di attirare l’attenzione. Lo scenario a Crotone non è dei più confortanti nell’ultimo periodo, né per i residenti né per i malcapitati ospiti. Dalla statale 106 invasa di pedoni extracomunitari in cerca di una parvenza di vita alle strade e alle piazze della città di Crotone diventate ormai luogo per sostare, mangiare, dormire. Perché il centro di accoglienza di S. Anna a Isola di Capo Rizzuto è strapieno, 1500 ospiti per una capienza che arriva a poco meno di mille posti. Ma loro chiedono accoglienza e di essere trattati da persone. Lo spirito con cui la cittadinanza si affaccia al problema non è sereno, se da una parte c’è la compassione e la solidarietà e l’accoglienza, dall’altra c’è al stanchezza, la rabbia, l’indignazione di assistere al degrado quotidiano del territorio cui appartiene. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: courier new;"&gt;C’è chi dice che i veri disperati stanno nella propria terra, che non riescono a trovare i sodi per partire su imbarcazioni di fortuna, che non ce la fanno a lasciare mogli e figli seppur per il loro bene, perché las situazione da loro non è delle migliori, c’è chi adombra il sospetto che la maggior parte di chi arriva sulle nostre coste sia giunto grazie al denaro racimolato illecitamente. E se l’intento non è quello di delinquere l’origine della partenza non è certo delle più nobili. Non avendo certezze ci si deve limitare ai fatti. I fatti sono che il territorio, non solo quello crotonese, sta diventando invivibile, e qui non c’entra l’integrazione o la solidarietà. se mancano i mezzi, le strutture, si arriva alla disperazione alla povertà. E in questi casi, l’esperienza insegna, che la situazione diventa un campo fertile per la criminalità. Ognuna di queste persone ha alle spalle una storia di vita, più o meno drammatica, che non ci è dato di conoscere. Ma proprio per questo non possiamo e non dobbiamo lasciarci trasportare dall’idea riduttiva per la quale ognuno è disperato o tutti sono delinquenti. Ed è qui che al confine traballa ogni cosa data per certa. Lo straniero, colui che non conosciamo fa paura. L’incertezza che genera insicurezza ancora di più.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8908975953690798873?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8908975953690798873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8908975953690798873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8908975953690798873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8908975953690798873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/05/la-protesta-dei-disperati.html' title='La protesta dei disperati'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6415679354603261475</id><published>2008-04-19T10:55:00.000+02:00</published><updated>2010-05-12T17:47:06.368+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Grande Fratello della poltica</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: courier new;"&gt;C’era una volta la democrazia, la libertà di pensiero e la conseguente possibilità di espressione. Ma in un mondo non perfetto, ricco di contraddizioni e di incoerenze, anche le più basilari fondamenta costituzionali possono venir meno. Che la politica sia il primo grande ostacolo a tutto questo potrebbe sembrare scontato. Dalla satira imbavagliata all’informazione censurata, l’italia e la calabria sono piene di dimostrazioni in tal senso. Ma addirittura storcere il naso per una obiettiva analisi del voto, davvero sembra paradossale. C’è chi ottenuta a fatica o meno la poltrona in parlamento vorrebbe solo festeggiare, e non conta se è tra le fila del governo o dell’opposizione, l’importante per molti sembra solo l’aver mantenuto quel benedetto scranno, magari facendo anche il salto di qualità. Noi pensiamo che tra le doti che un parlamentare dovrebbe avere per essere amato dai cittadini, sempre che dopo il voto gli importi dell’affetto e della stima popolare, ci siano l’umiltà, l’educazione, la coerenza da una parte, carisma, determinazione e voglia di fare dall’altra. Ma ritorneremmo a quel mondo perfetto di cui parlavamo prima, a quella favola democratica che ha abbandonato da tempo il nostro paese. Arroganza e presunzione sono le caratteristiche che predominano tra gli eletti, gli unti del popolo italiano. E noi semplici cittadini più o meno perbene ci troviamo non solo a guardare la loro deformante performance sul triste palco della politica, ma alla fine del grottesco spettacolo siamo costretti anche ad applaudire, altrimenti un posto in quel teatro non l’avremo più. E allora tra lo scrosciante rumoreggiare delle mani che battono veloci, ci infiliamo anche qualche piccolo e innocente fischio. Mimetizzato per non essere scoperti, liberatorio per non sentirsi prigionieri. Benvenuti al grande fratello della politica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6415679354603261475?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6415679354603261475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6415679354603261475' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6415679354603261475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6415679354603261475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/04/grande-fratello-della-poltica.html' title='Grande Fratello della poltica'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-3461939123984901490</id><published>2008-03-28T11:58:00.001+01:00</published><updated>2010-05-12T17:46:45.372+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family: courier new;"&gt;È una calabria fredda e bagnata quella che si presenta oggi agli occhi dei suoi cittadini. Una calabria stretta nella morsa del freddo e  della paura perché qualcosa di grosso sta succedendo in questa regione. Mentre i politici si susseguono nelle piazze e negli hotel a cinque stelle per la loro campagna elettorale, per le strade si continua a morire. Un vaso di pandora aperto all’improvviso che sta seminando morte e terrore in tutti gli angoli di questa terra. 5 omicidi, tutti tipicamente mafiosi, in meno di una settimana. E se l’esperienza ci ha insegnato qualcosa di come vanno le cose in questo lembo di terra, certamente la carneficina non è terminata. Papanice, Catanzaro, isola, seminara: 4 scenari per 5 esecuzioni, manco fossimo in guerra. Si spara per le vie del centro dei paesi, si spara per strada, davanti alle abitazioni, si spara a donne e si spara ai bambini. Altro che codice di onore e rispetto per gli innocenti. La vendetta della ndrangheta non guarda in faccia a nessuno. Oltre i nastri di protezione le folle si accalcano per assistere al macabro spettacolo, chissà quando ricapita di vedere un morto steso per terra. Ma dietro i vetri delle finestre degli abitanti di via Galileo galilei a isola di capo rizzuto si scorgono gli occhi terrorizzati per aver assistito all’esecuzione di un pregiudicato. Probabilmente gli spari, almeno 8, li avranno sentiti, ma invece di spostare la tenda delle finestre per vedere cosa stava succedendo, siamo certi che consapevoli dell’esecuzione che si stava consumando davanti alle loro porte, si saranno nascosti nelle loro camere in attesa che il tutto finisse. Ai carabinieri che subito dopo il delitto hanno bussato alle loro porte con forza per raccogliere testimonianze, avranno risposto brevemente che loro no non si sono accorti di niente o che comunque non hanno visto niente. E forse è giusto così. Perché il paese è piccolo, la gente mormora e da dietro gli angoli al ndrangheta ascolta. E pensi ai tuoi figli, ai tuoi fratelli, alle persone che ami e ti chiedi se davvero il gioco vale la candela&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-3461939123984901490?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/3461939123984901490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=3461939123984901490' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3461939123984901490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/3461939123984901490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/03/una-calabria-fredda-e-bagnata-quella.html' title=''/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-6447304603822382177</id><published>2008-03-26T10:54:00.001+01:00</published><updated>2010-05-12T17:46:27.826+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;Ndrangheta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Buona Pasqua</title><content type='html'>&lt;p style="font-family: courier new;font-family:courier new;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’aria che si respira in questi giorni a Crotone è davvero pesante. È come se l’essenza criminale, per anni tenuta sotto vuoto, fosse stata liberata all’improvviso, cogliendo tutti di sorpresa. O forse, non proprio tutti. La ‘ndrangheta sa sempre in anticipo ciò che avverrà nel suo territorio, se così non fosse non avrebbe senso l’egemonia conquistata col sangue. Come accadde a petilia nei mesi scorsi, la ndrangheta nona spetta lo stato per avere giustizia, ingaggia due, tre, quattro killer, che con i soldi guadagnati si compreranno una bella auto di lusso, e attuano la loro spietata vendetta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: courier new;font-family:courier new;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nascere in terra di mafia provoca un assopimento dei sensi, risvegliati di tanto in tanto dagli spari di armi da fuoco e dalle urla dei familiari delle vittime, più o meno innocenti. Questo maledetto torpore che ci avvolge attutisce ogni rumore, o lo amplifica seconda del momento e ci richiudiamo nelle nostre case per non vedere e per non sentire, ci creiamo l’alibi per non essere testimoni scomodi in un paese dove l’onore e il rispetto è tutto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: courier new;font-family:courier new;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I due agguati dei giorni scorsi, identici nelle modalità d’esecuzione, sono un chiaro segnale dell’inizio di una guerra aperta che coinvolgerà le diverse famiglie della ndrangheta. Una cosa però stupisce. L’anno scorso i magistrati di reggio calabria lanciarono l’allarme di una concreta possibilità della ripresa delle faide nel reggino chiedendo aiuti allo stato. Qualche mese dopo il sangue iniziò a scorrere dentro e intorno alla città dello stretto. Evidentemente le indagini mai chiuse avevano portato a prevedere gli scontri che poi sono realmente avvenuti. Allora ci chiediamo come mai nel crotonese non sia stato lo stesso. Sono stati più cauti i magistrati e le loro preoccupazioni se le sono tenute per loro, oppure da qualche tempo si è allentata l’attenzione sulle fenomeno in questo lembo di terra a causa della solita calma apparente che come esperienza insegna preannuncia sempre la tempesta. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: courier new;font-family:courier new;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Intanto iniziamo a raccogliere i resti di una tragedia già annunciata. Due morti, le loro rispettive mogli ferite, una bimba di 5 anni in coma e un altro di due anni miracolosamente illeso che avrà il ricordo dell’omicidio del padre davanti agli occhi per tutta la vita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14;"  &gt;&lt;span style="font-family: courier new;font-size:85%;" &gt;Per tutti gli altri, quelli che non c’entrano nulla, resta la rabbia, la paura e l’impotenza.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-6447304603822382177?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/6447304603822382177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=6447304603822382177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6447304603822382177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/6447304603822382177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/03/buona-pasqua.html' title='Buona Pasqua'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-78227660451807604</id><published>2008-02-22T14:37:00.003+01:00</published><updated>2010-05-12T17:46:09.077+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>Forza Presidente!</title><content type='html'>&lt;p  style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La Calabria giardino d’Europa. Era così che un italo canadese volle definire la nostra regione agli occhi degli abitanti oltreoceano per invogliarli a visitare le straordinarie risorse artistiche, culturali e naturali presenti sul territorio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alla luce degli ultimi fatti di cronaca, potremmo dire che quel giardino è ora diventata una sorta di palude, dove i ruscelli sono ormai acqua sporca e la vegetazione sta morendo. Nelle sabbie mobili della politica calabrese più ci si muove e più si affonda.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dall’edilizia alla sanità, dai depuratori al turismo tutto sa di losco. La cosa pubblica non è più tale, è diventata affari pochi, stretta nelle mani diaboliche delle cosche che mettono in scena gli spettacoli più atroci. Governare una terra così non è affatto facile. Lo sa bene il presidente Agazio loiero che tra minacce di morte, buste con proiettili, avvisi di garanzia, perquisizioni e rinvii a giudizio potrebbe perdere le staffe. Decidere di mollare. Ma da indiscrezioni di palazzo sembra invece intenzionato a continuare nella sua battaglia, si spera non solitaria.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Stasera il governatore della regione che ospita la potenza criminale più forte al mondo e dove ha sede il consiglio regionale più inquisito d’italia, parlerà ai suoi corregionali.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nelle segrete stanze del governo calabrese non trapela nulla, se non la voglia di rinsaldare il legame ai cittadini. Non ci si può esimere dal riconoscere il coraggio di un presidente che nonostante tutto vuole entrare nelle case dei calabresi e il merito di saper accettare i rischi che ogni sua scelta comporta.&lt;br /&gt;Questo d’altronde è ciò che si aspetta l’elettore medio dal suo eletto. Ma si sa in calabria niente è poi così scontato. E tra le decine di politici che si trincerano tra avvocati e portavoce, ecco che invece è proprio il primo cittadino della calabria a rivolgersi alla gente che quel ruolo gli ha conferito.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Al di là di tutto, forza presidente. Una missione difficile quella di Loiero che se riuscirà nel suo intento avrà le sembianze di un vero e proprio miracolo laico. Laico, sì perché a questa terra, a volte, anche Dio sembra aver voltato le spalle&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-78227660451807604?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/78227660451807604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=78227660451807604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/78227660451807604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/78227660451807604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/02/forza-presidente_22.html' title='Forza Presidente!'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-7879708123272969398</id><published>2008-01-31T16:04:00.000+01:00</published><updated>2010-05-12T17:46:09.077+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabriosfere'/><title type='text'>Lavori in corso...</title><content type='html'>&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;"La Calabria non è perduta".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Sembra facile o forse doveroso, per il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, parlare di fiducia e di speranza ai cittadini di questa terra criminale. Sì, di quel futuro migliore in cui dovrebbero credere i giovani, di quel domani in cui il sole torna a splendere dopo la mala nottata. Tutte balle. Ma chi si vuol prendere in giro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Basta guardarsi intorno per capire che per noi calabresi non c’è più nulla da fare. E sta volta, la colpa non è solo dei fantomatici politici e amministratori, la colpa è dei singoli cittadini, delle comunità, delle intere città. Di oltre due milioni e mezzo di calabresi che vivono nell’asservimento e nell’omertà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Per i nostri connazionali che vivono un po’ più a nord della Campania, può sembrare scandaloso quello che succede nella nostra terra: intrecci con la 'ndrangheta... "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma che bastardo sto politico&lt;/span&gt;" penseranno sentendo la vicenda di Domenico Crea, colluso con tre cosche del reggino. "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma povera gente&lt;/span&gt;" penseranno di noi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;E invece no,  perché la colpa è nostra. Nelle nostre città, tutti e sottolineo tutti, sanno chi è onesto e chi non lo è, chi ha amicizie di un certo tipo, diciamo pure losche e chi si è fatto da solo. Nel segreto delle urne, che in calabria non sono più segrete, mettere una croce proprio su uno di quei nomi sospetti, significa favorire l’illegalità e gli interessi della mafia. La stessa che deride l’onestà, che non ci pensa due volte prima di premere un grilletto sul vicepresidente del consiglio regionale in pieno centro, la stessa che ha permesso le morti di quelle povere anziane a Villa Anya.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Se tutto filasse come dovrebbe in Calabria, se la meritocrazia fosse l’elemento qualificante di questa terra, forse oggi non staremo a ricordare Federica Monteleone, Eva Ruscio, Flavio Scutellà, Orazio Maccarone. Forse chi sbaglia pagherebbe e non avremmo bisogno di una commissione di vigilanza sull’intero sistema sanitario calabrese.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Tutto questo è un fallimento. Per la politica, ma anche per i cittadini che quella politica l’hanno votata. Non lamentiamoci allora se la metà dei consiglieri regionali, quelli da 8mila euro al mese, sono indagati, se uno è già stato condannato e infine un altro è stato appena arrestato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Noi siamo la terra che sulla porta d’ingresso ha un cartello vecchio e malconcio sul quale chi arriva legge da sempre: lavori in corso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:14;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:georgia;font-size:85%;"  &gt;Non solo sulle strade&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-7879708123272969398?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/7879708123272969398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=7879708123272969398' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7879708123272969398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/7879708123272969398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/01/la-calabria-non-perduta.html' title='Lavori in corso...'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3122388842831320019.post-8508653566210988069</id><published>2008-01-31T15:59:00.000+01:00</published><updated>2010-05-12T17:45:52.294+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mine vaganti'/><title type='text'>Buon Viaggio!</title><content type='html'>Cari amici blogger,&lt;br /&gt;questo spazio sarà dedicato a riflessioni sui più diversi temi di attualità, con particolare riguardo a quanto succede in Calabria. Niente retorica, almeno spero, nessuna censura, ma tanta buona volontà nell'aprire un consfronto sano e costruttivo sulla terra in cui vivo. Una terra spesso ingrata verso i suoi figli, quelli onesti, che urlano ad alta voce l'amore che a essa li lega.&lt;br /&gt;Allacciate le cinture e buon viaggio!&lt;br /&gt;Francesca Caiazzo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3122388842831320019-8508653566210988069?l=francescacaiazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/feeds/8508653566210988069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3122388842831320019&amp;postID=8508653566210988069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8508653566210988069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3122388842831320019/posts/default/8508653566210988069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescacaiazzo.blogspot.com/2008/01/buon-viaggio.html' title='Buon Viaggio!'/><author><name>Francesca Caiazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10602954218922506207</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
